Antonella Pizzo

Foglie e limiti

Il bosco - Monet

La feuille di Antoine-Vincent Arnault

« De ta tige détachée,
Pauvre feuille desséchée,
Où vas-tu ? – Je n’en sais rien.
L’orage a brisé le chêne
Qui seul était mon soutien.
De son inconstante haleine
Le zéphyr ou l’aquilon
Depuis ce jour me promène
De la forêt à la plaine,
De la montagne au vallon.
Je vais où le vent me mène,
Sans me plaindre ou m’effrayer:
Je vais où va toute chose,
Où va la feuille de rose
Et la feuille de laurier. »

Canto XXXV – IMITAZIONE Giacomo Leopardi

« Lungi dal proprio ramo,
povera foglia frale,
dove vai tu? – Dal faggio
là dov’io nacqui, mi divise il vento.
Esso, tornando a volo
dal bosco alla campagna
dalla valle mi porta alla montagna.
Seco perpetuamente
vo pellegrina, e tutto l’altro ignoro.
Vo dove ogni altra cosa,
dove naturalmente
va la foglia di rosa,
e la foglia d’alloro. »

Limitazione di Antonella Pizzo

Dall’albero strappata
povera appassita foglia
dove vai ?
Dalla natia quercia
(mio unico sostegno, mio limite)
il vento mi staccò
con discontinuo soffio
di zefiro o ponente
mi sollevò nell’aria.
Ora cammino e vado
dalla foresta al piano
dalla montagna a valle
dove mi porta il vento
che nulla più mi tange e nulla può
sfiorarmi e nulla può ammaliarmi
non limitatamente vado
vado così, così come tutte le cose vanno
come l’alloro va, così la rosa.

Questo formaggio che mi sta cavallo

Questo formaggio che mi sta cavallo
di un’epoca che da mia nonna parte
mi fa venire in mente quella curva
che dalla villa comunale girava dolcemente verso est.
Alla mia infanzia scocca quasi arco
la freccia scatta schizza vola
fermandosi al bordo di una strada. (altro…)

La solitudine del poeta

 
Foto di Paola Pluchino

La solitudine del poeta
l’estrema faccia si staglia contro
sanguina la bocca e la lingua si rivolta
voi dite di sapere lo scritto e il vero
la parola maiuscolata e il verso
io mi indigno stasera
conto gli amici perduti e quelli mai avuti
il falso sciocco, il riso caduco, il soccombente.

inedito – antonella pizzo