antonella cilento

Strane Coppie 2016 (Ottava edizione)

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STRANE COPPIE

ottava edizione / Napoli-Milano
sette incontri fra grandi classici delle letterature mondiali
a cura di Antonella Cilento

7 aprile – 9 giugno 2016

Ci sono tutti i temi caldi del dibattito culturale attuale nel programma dell’ottavo ciclo di “Strane Coppie”, la rassegna culturale a cura di Antonella Cilento e del suo laboratorio di scrittura Lalineascritta. Sette incontri, sempre di giovedì (ore 18:00), dal 7 aprile al 9 giugno 2016 –stavolta anche con una tappa milanese – per affrontare, grazie all’aiuto dei grandi classici della letteratura mondiale e al contributo di illustri scrittori, traduttori e giornalisti, le problematiche delle città e delle periferie, in cui si posano sguardi stranieri, spesso laterali e divergenti rispetto a quelli abituali, che danno vita a maestose narrazioni di luoghi e passioni. Ma a “Strane Coppie” si parlerà anche di scuola e delle problematiche legate all’educazione e all’insegnamento in generale,nonché della nostra società contemporanea, in continua oscillazione tra denaro e libertà, tra frenesia e bisogno di lentezza. [… vai al sito de Lalineascritta per maggiori info]

Scarica i Pdf della locandina e dei comunicati stampa dettagliati:

SC_locandina 2016

comunicato generale cartella

comunicato 7 aprile

 

#Unafraselungaunlibro: i primi 50 numeri

Amsterdam - foto di Anna Toscano

Amsterdam – foto di Anna Toscano

Una frase lunga un libro è arrivata alla cinquantesima puntata, questo post che riepiloga tutti i numeri è per festeggiare e ringraziare i lettori, gli scrittori, i traduttori e gli editori. Grazie, vi aspetto per il numero 51, tra una settimana.
Gianni Montieri

*

n. 1  Silvina Ocampo, La promessa

n. 2 John Williams, Stoner

n. 3 Bernard Malamud, L’uomo di Kiev

n. 4 Iosif Brodskij, Fondamenta degli incurabili

n. 5 Joyce Carol Oates, Sulla boxe

n. 6 Robert McLiam Wilson, Eureka Street

n. 7 Robert Seethaler, Una vita intera

n. 8 Massimo Zamboni, L’eco di uno sparo

n. 9 Josephine W. Johnson, Il viaggiatore oscuro

n. 10 Mario Benedetti, Grazie per il fuoco

n. 11 Emma Reyes, Non sapevamo giocare a niente

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Antonella Cilento, La madonna dei mandarini (Presentazione a Milano)

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Giovedì 17 marzo alle ore 18,30 presentazione del libro “La Madonna dei mandarini” di Antonella Cilento, NN editore, con l’autrice interviene Gianni Montieri

Libreria: Il Mio Libro,  Via Sannio 18, Milano

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La recensione al Libro di Giannii Montieri

Una frase lunga un libro #25: Antonella Cilento, La Madonna dei mandarini

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Una frase lunga un libro #25: Antonella Cilento, La Madonna dei mandarini, NNE, 2015. € 13,00

«Eehhh, un vizio chiama l’altro. Uno lo deve sapere che quando inizia a prendere una strada sbagliata tutti i vichi si fanno foresta…»

Provo a raccontare una storia, così come Antonella Cilento l’ha raccontata a me; questo non vuol dire che a voi non la racconterà in maniera diversa! ciò che è certo è che ora ve ne scriverò. Partiamo dal titolo: La Madonna dei mandarini, titolo bellissimo ancor prima di conoscere la storia del romanzo; titolo di grande forza evocativa. La Madonna e i mandarini, la religione e la frutta. La fede e la buccia. L’incenso e l’odore. La supplica e il ricordo. A me le Madonne e i mandarini fanno in automatico pensare a mia nonna, al suo irrinunciabile ricorso alla preghiera. Le sue Madonne da invocare, ma anche amiche di tutta la vita. E poi mia nonna che bruciava le bucce, ‘e scorze, dei mandarini sulla stufa e quel profumo meraviglioso che riempiva casa nelle domeniche invernali. Qui, però, siamo solo al titolo, chissà se i mandarini della Cilento avranno un significato uguale. Vengo alla storia.

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I libri che abbiamo preferito nel 2014 (non è una classifica)

Quella che segue non è una classifica, è soltanto la scelta di alcuni dei redattori che, fra critica e sentimento, hanno indicato nella maniera più sintetica possibile i 5 libri dai quali sono stati conquistati nel 2014. Quella che segue conterrà libri letti nel 2014 ma non necessariamente usciti nell’anno solare. Di alcuni di questi abbiamo parlato sul blog, di altri lo faremo. Quella che segue è una non – classifica molto varia, che non tiene conto delle vendite ma di un po’ di bellezza. Tutto questo per augurarvi Buon anno e per ringraziarvi di averci letto. Vi aspettiamo tutti i giorni anche nel 2015 (gm)

parigi - foto gm

parigi – foto gm

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Giovanna Amato

Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, C. E. Gadda, ed. Garzanti 2000 – Fosse anche solo la pagina sugli alluci. La pagina sugli alluci, diamine. Fa miracolo a sé.

Ovunque, proteggici, E. Ruotolo, Nottetempo 2014 – “La narrazione, al giorno d’oggi, quanto mordente ha perso, non ci sono più quei libri che ti fanno saltare sulla sedia a ogni pagina, non trovi cara?”, “No.”

Novantatré, V. Hugo, ed. Mondadori 1993, trad. F. Saba Sardi – Nella terna di capolavori di quel capolavoro di uomo che era Victor Hugo.

Almanacco del giorno prima, C. Valerio, Einaudi 2014 – Di Elena Invitti ci si innamora, punto. Tanto per complicarmi le cose, obbedisco in pieno. E con orgoglio: lei è più vera del vero.

Solaris, S. Lem, ed. Sellerio 2014, trad. V. Verdiani – (se del perché non sono venuti a capo a bordo, non vedo come potrei farlo io qui.)

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Antonella Cilento, Lisario o il piacere infinito delle donne

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Antonella Cilento, Lisario o il piacere infinito delle donne, Mondadori 2014

Nota di lettura di Anna Maria Curci

 

Lettere, scritte in lingua e stile seicenteschi dal personaggio che dà il titolo al romanzo e indirizzate a una destinataria divina, comunque al di fuori e al di sopra della vicenda, si alternano agli interventi di un narratore onnisciente: la formula non è nuova, si potrebbe obiettare a proposito di struttura e articolazione di Lisario o il piacere infinito delle donne di Antonella Cilento. Già, la formula non è nuova, né alla letteratura italiana, né alla letteratura mondiale di tutti i tempi; ma è la formula nuova a tutti i costi che cerchiamo quando leggiamo, il piacere – non certo infinito, ma forzatamente passeggero – di intravedere un sentiero mai battuto prima? Umana, e dunque non aliena da alcuno di noi, è senz’altro la ricerca dell’innovazione. Su questo punto non faccio alcuna fatica a concordare; obietto, tuttavia, con tratto forse inattuale, che sono da un lato il modo in cui si ‘lavora’ la materia narrativa, dall’altro la sostanza che nutre l’impianto del testo, che ne anima l’architettura,  a dar reale conto a chi legge delle qualità di un libro – uso intenzionalmente il plurale qui – e a costruire, dettaglio su dettaglio,  il piacere della lettura.

Ora, ben lungi dall’imitare Avicente Iguelmano nel suo ossessivo e insieme ottuso frugare le fonti del piacere femminile, mi accingo tuttavia a portare ‘evidenza’, ad esporre prove di ciò che rende Lisario di Antonella Cilento un libro che si legge “con piacere e con profitto” per tutte le sue caratteristiche, non solo per la trama, avvincente, che trasporta chi legge per molti luoghi – Baia, Napoli, Pitigliano, Erice, per menzionarne solo alcuni – in un viaggio nel quale è l’autrice a tenere saldamente il timone.

Prendo le mosse, esattamente come fa il romanzo, dal ‘controcanto epistolare’. Le lettere che Lisario Morales, muta in seguito a una maldestra operazione chirurgica, scrive alla Madonna, costituiscono la voce del personaggio principale, quella voce che ella ha perduto per sempre, informano sulle letture – invero inusuali per una fanciulla di quel tempo, senz’altro affascinanti, tutte puntualmente proibite, a partire dall’amato Cervantes – di una giovanissima di fatto reclusa nel palazzo di famiglia; seguono l’evolversi della vicenda e sono destinate ad essere prove consistenti a carico di alcuni personaggi, che via si aggiungeranno alla costellazione del romanzo, e a discolpa di altri. Rivelano molto dell’animo di una donna alla quale è per sempre preclusa l’espressione di creatività artistica, e che pure sviluppa, nel corso della sua vita, strategie molto creative di reazione, rifugio e rigetto – il lungo sonno è la più eclatante, ma non l’unica – rispetto alle violenze alle quali, fin da piccola e fin dalla rigida educazione paterna, viene sottoposta.  L’artificio al quale l’autrice ricorre è dominato senz’altro con abilità, non occulta maldestramente le reminiscenze letterarie antiche e recenti, di cui pure si nutre abbondantemente, e si innalza, come affermato in apertura di paragrafo, come vero e proprio controcanto alla storia fatta e scritta dagli uomini, liberi di muoversi e di parlare.

La Storia, quella che si agita, sussulta, si rivolta, oppure scorre lenta e carica di liquami, oltre che della grassa e perenne corruzione, di cui Tonno d’Agnolo rappresenta l’untuoso vertice, è quella di Napoli ai tempi della dominazione spagnola e della rivolta di Masaniello. È resa con i suoi colori e i suoi odori penetranti, con grande attenzione alla verità dei fatti e, soprattutto, con l’agilità e la precisione della cronaca nel restituire la pressione vociante e in tumulto della folla e, allo stesso tempo, attraverso ‘interni’ e singoli ritratti, veri e propri capolavori, che per la loro efficacia e la decisione del tratto potrebbero avere il titolo di dipinti famosi. Uno per tutti sarebbe, in tal senso,  La lezione di anatomia.

Il paragone con La lezione di anatomia – e, più in generale, con i dipinti – ben si adatta a introdurre il discorso su un terzo aspetto meritevole di attenzione in questo romanzo: nella costellazione di personaggi che si muove attorno a Lisario ce ne sono alcuni che spiccano, sia perché sono centrali nell’evolversi delle vicende, sia perché i micro-mondi nei quali si muovono, fatti di passioni professionali più o meno impure, hanno rivestito grande importanza nel contesto storico qui ricostruito e, allo stesso tempo, si caricano di metafore esistenziali. Sono le coppie di medici – Avicente Aguelmano e Johannes Töde– e di pittori – Jacques Colmar e Michael de Sweerts. I primi due sono accomunati da una ricerca morbosa, zoppicante e sempre bisognosa di sostegni esterni in colui che per meriti inconfessabili ha avuto in sposa Lisario Morales, spietata e fredda nel tedesco; i due giovani pittori, della cui infanzia narrano ricchi ed efficacissimi flashback, non potrebbero essere l’uno più diverso dell’altro. Jacques Colmar è uno dei pochi personaggi che conquistano lo sguardo benevolo, ancorché sempre acuto, di chi tiene le fila della narrazione. Forse perché è in lui che trova dimora l’amore autentico? Michael de Sweerts, tormentato ed irrisolto, ha destino e caratteristiche che lo rendono un personaggio letterario moderno, decisamente non eroico.

Un discorso a parte, infine, meritano gli intermezzi con i santi Teatini che popolano i sogni, o, più precisamente, gli incubi di Avicente Aguelmano: sono uno splendido e quanto mai arguto esempio del plurilinguismo che caratterizza le varietà adottate da Antonella Cilento nel narrare. Lascio a chi leggerà il piacere della scoperta e mi accontento di dire che l’eredità del teatro di Eduardo De Filippo – penso a De Pretore Vincenzo–  qui viene raccolta, fatta fruttare e restituita con accenti molto originali.

© Anna Maria Curci

 Qui per leggere la lettera che apre il libro

Antonella Cilento – Lisario o il piacere infinito delle donne

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(Esce oggi il nuovo romanzo di Antonella Cilento, Lisario o il piacere infinito delle donne. Il libro sarà presentato tra due ore a La Feltrinelli di Napoli. Pubblichiamo di seguito la lettera che apre il libro e ringraziamo l’autrice per la gentile concessione. gm)

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Antonella Cilento, Lisario o il piacere infinito delle donne, Mondadori, € 17,50 [ebook € 9,99]

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Lettere
alla Signora Santissima della Corona delle Sette Spine
Immacolata Assunta e Semprevergine Maria

Signora mia Pregiatissima, Dolcissima e Valentissima,
oggi, addì 16 di marzo 1640, comincio questo segreto quaderno di lettere
all’età di anni undici a seguito di gravissima malattia, ovvero, come
ripete la Madre, disgrazia irrimediabile e, come chiosa Immarella, la serva,
“nu guaio troppo esagerato”.
Tu, che dalle Stelle vedi tutto, di certo conosci la mia casa ma, non volesse
il Cielo Ti confondessi con un’altra Belisaria Morales, detta Lisario,
per sicurezza aggiungo: abito nel Castello di Sua Maestà Cattolicissima
di Spagna, Napoli, Sicilia e Portogallo, Filippo IV, Dio lo conservi, locato
a Baia, presso la Splendidissima Città di Napoli e, comunque, basta
che chiedi e tutti Ti sapranno dire chi è la Figlia Sfortunata che Ti scrive.
Ti chiederai come, dacché alle Femmine è vietato lo Studio: appresi a
leggere un giorno di quattro anni orsono, mentre crescevo senza fratelli,
essendo io nata da Madre Difettosa e menata nell’aia come Gallina senza
istrumento, entrando in gran segreto nella Stanza del Padre dove erano i
Libri. Curiosa, mi arrampicai sullo scranno per afferrarli, caddi e i tomi
mi piombarono sulla testa!
Lì io credo Tu mi abbia illuminato, perché, da Gallina quale ero, mi ritrovai,
ripresi i sensi, Sperta di Lettura, e, comprendendo ciò che il libro
raccontava, lo rubai.
In pochi mesi appresi compiutamente il Leggere e lo Scrivere sfogliando
e risfogliando quel solo Libro che chiamasi Novelle Esemplari dell’eccellentissimo
Signor Miguel de Zerbantes, da lui dedicato a don Pedro
Fernández de Castro, Conte di Lemos. Ah, quale mondo si apriva ai miei
occhi! Certo, subito fui tentata di rubare altri Libri dalla stanza del Padre:
un’opera in versi, l’Orlando Furioso di Messer Ludovico Ariosto,
un’avventura avventurosa nomata Lazarillo de Tormes di Anonimo e
Ignoto Autore (Tu sai chi è, Suavissima?) e infine la commedia Otello
o il Moro di Venezia di un albionico a nome Guglielmo Shakespeare.
Le recitavo tutte a memoria queste scritture, intanto rubandone altre,
fino a che il Padre se ne accorse – dei furti! – e diede la colpa a Immarella,
che alla parola Libro sgranava grandi gli occhi e muoveva la mano chiusa,
come cucuzziello, valesi a dire zucchina.
Immarella fu punita e io in questa circostanza scansai disgrazia e appresi
l’arte del Recitare, poiché ad altri dovevo ancora sembrare Gallina,
ma avevo ormai anima di Volpe.
Suavissima, Ti prego però di tenere il silenzio e il segreto sul fatto che
questa povera Cristiana sa scrivere e sa leggere poiché già troppe cose finirono
male nella mia breve vita. Eccomi, quindi, alla ragione della Lettera.
Io ho il gozzo. Un brutto gozzo, Madonna Mia Dolcissima, che cresce
e cresce. Colpa della mia costituzione canterina, dicono Madre e Padre,
malata dalla nascita di straparola.
Infatti, appena partorita, già cantavo, squillante come tromba, tanto
che il Medico guardò Madre e Padre, si fece il segno della Croce, e, per la
vergogna, giù schiaffoni per farmi tacere: e io mi tacqui. Ma, crescendo,
il vizio non scompariva, anzi vorticoso cresceva perché o io cantavo o io
parlavo, come speditissimo predicatore, cosa vietatissima alle Piccole Femmine
– e alle Grandi – dicendo tutto quello che mi passava per la testa.
Suavissima, mi informarono che la Femmina è nata per obbedire, tacere
e soffrire. E, a conferma, ogni volta che io cantavo o parlavo, riceveva
schiaffi e schiaffoni.
«Scignetella, agliòttiti la lengua!» dicevano le serve e complimenti simili
così tanti che io il canto lo ringoiai una, due, mille volte ed ecco,
all’improvviso, una grande palla in gola! E più mi dicevano di stare zitta,
più mi si gonfiava delle parole che non potevo dire e delle canzoni che
non potevo cantare!
Perché io, Suavissima, vorrei da grande fare la Cantante. Mi piacerebbe
assai cantare l’opera melodrammatica dell’Illustrissimo Maestro Monteverdi,
canzonette e balli di festa e le Tue Lodi, o mia Signora, ché già conosco
tutti i canti di Chiesa in latino!
Ma finisco la Triste Storia: questo gozzo cresce e cresce e tre mesi fa il
Padre chiama il Chirurgo e dice: «Taglia!».
E, con mio grande sconcerto, il chirurgo viene e prepara i coltelli.
Scappo, lo confesso, Vigliacchissima Lepre, inciampando lungo gli spalti
del Castello, fra le gambe dei soldati, mi calo nel chiassetto, fra sozzure
e merde, il gozzo quasi mi soffoca. A prezzo di Grande Schifo mi ero
quasi salvata che, ecco, non mi viene il singhiozzo? E così mi sfilano a
braccia dal chiassetto mentre non smetto di dibattermi, miserrima e lercia,
e finisco legata sulla sedia del Chirurgo. E qui, Orribilissimo Terrore:
mi piscio, mi caco, urlo! Ma, niente, neanche le implorazioni a Te, Signora
Mia Dolcissima, mi salvano. Mi aprono la gola col coltello: sento uno
strappo e vedo il sangue – il mio! – che cola sulla gonna. E penso: muoio.
Infatti, Suavissima, sono morta, per tre mesi. Ho dormito senza sogni,
chi Ti scrive è Lisario defunta. Però, proprio ieri, mi sveglio e chi ti vedo?
La Madre che piange al mio capezzale, il Padre serio, che la rimprovera.
Così io provo a parlare per dire: sono viva! Ma non mi esce fiato, non una
parola e odo le serve, che già conoscono la Verità: «Povera criatura, senza
lengua! Essa c’ ’a teneva accussì longa!».
Sono muta! Sono spenta, sono un Liuto senza Corda!
«’O Chirurgo ha sbagliato… Ha fatto nu guaio…» dice Immarella.
Corro per le mura, scappo, le mani sulla bocca. Che mi hanno fatto!
Da oggi solo Lettere a Te, Signora mia Dolcissima. Le nascondo qui,
sotto le pietre, nella spiaggia del Castello, dove ora scrivo. Arrivano, mi
cercano, che il mare le protegga.

Lisario, la Tua Servitrice

Ancestrale di Goliarda Sapienza presentato a Napoli e in onda a Virgole di poesia su Radio Ca’ Foscari

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Si tratta della prima presentazione ufficiale del volume di poesie Ancestrale di Goliarda Sapienza, da poco edito per La Vita Felice di Milano (di cui abbiamo parlato qui), con Gerardo Mastrullo e Angelo Pellegrino, prefattore delle opere di Sapienza, e Anna Toscano, postfattrice del volume; le letture saranno a cura di Imma Villa e Cecilia Lupoli.

L’occasione vedrà anche la presentazione della raccolta poetica Doso la polvere di Anna Toscano (La Vita Felice, 2012), di cui ci siamo occupati qui. Coordinano Antonella Cilento e Claudio Finelli.

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ancestrale

VIRGOLE DI POESIA su Radio ca’ Foscari, infine, conclude la sua terza stagione mercoledì 5 giugno alle 22.00 su www.radiocafoscari.itCristiana Raggi, attrice e regista, di recente coinvolta in uno spettacolo su Goliarda Sapienza da lei scritto, leggerà alcuni testi da Ancestrale. La soundtrack sarà di Elena Camerin e Landon Knoblock, di cui potete avere informazioni qui.