Alessandro Fo

I poeti della domenica #325: Alessandro Fo, Fuori Monaco

Fuori Monaco

Visitando il Lager di Dachau
una mattina di pioggia
(come ci appare giusto),
qualcosa ha congelato
come in un museo le enormità
che segnarono il luogo.

Tutto è silenzio e incredibile pace,
dove aguzzini e cani macinarono
persone come noi.

Ma noi, sotto l’ombrello,
nel freddo, noi con fotocamere e audioguide,
siamo turisti
se pur disorientati.
Venuti qui forse a rendere omaggio
a fare meno vala la memoria,
trarre incentivo a insistere
nel denunciare un male che ora da qui sembra avere sloggiato,
subdolamente lasciando di sé
un ricordo annacquato,
disciplinato, sottomodulato,
fra i grandi alberi, i viali ordinati,
il verde, le garitte, i memoriali
del grande inferno ingoiato dalla Storia.

Poi ci accalchiamo alla fermata, preoccupati
che il bus di linea non ci carichi tutti,
pronti a saltarci sopra ad ogni costo,
anche passanto davanti a qualcuno.

 

da Esseri umani, L’arcolaio 2018

Alessandro Fo, Tre poesie per Edda Laghi Corrieri

esseriumani

Tre poesie per Edda Laghi Corrieri

 

1. Casa di riposo «Il Balcone»

«È questa solitudine» (piangendo)
«… Non la si vince, professosre… Non..
Non la si vince…»

(Più tardi invece) «E questa solitudine
si vince anche… Che vuole, si prende
quello che viene…
E anche la si vince…
Ma è
(piangendo)
che non ho notizie…
ormai non so più niente di nessuno…
Cosa sarà di loro?
Ormai i miei genitori sono anziani…
Io ho già compiuto e passato i novanta»…

Un’altra novantenne in corridoio
si culla stretto al petto
il bambolotto in cui vede un neonato.

 

2. Nuovamente al «Balcone» (di vedetta)

«… Sì, è un po’ noioso… Ma lei qui ha il suo angolo,
questa bella finestra col giardino»…
«… Che vuole… Osservo
quel che fanno gli uccelli
dal primo filo con cui formano il nido…

Lo scorso anno un giorno dei ragazzi
che si arrampicavano sugli alberi,
hanno finito per romperne i rami…

Sto di guardia quasi tutto il giorno.
Ora, da quando ci sono qui io
non è successo più.

Non restano che minime mansioni»…

 

3. Di ritorno al «Balcone»

«Come, non è domenica?
E che mese sarà?…
Forse qualcosa…
come dicembre?…»

(ma oggi è martedì 21 aprile).

«Faccia la brava, allora, e non si scordi
di me»… «Ma noo, che cosa va a pensare?
Lei è troppo lungo per dimenticarla».

da Esseri umani, L’arcolaio, 2018

Poetarum Siena

Continua il proficuo rapporto di collabecarelliborazione tra la redazione di Poetarum Silva e Open Zona Toselli Lab-Siena. Dopo gli incontri svoltisi in autunno sulla relazione tra architettura e poesia, questa volta la collaborazione si sviluppa nell’ambito delle iniziative per festeggiare i dieci anni di attività e di “indipendenza” della libreria Becarelli di Siena, che per l’evento ha deciso di istituire al suo interno uno spazio dedicato esclusivamente alla poesia, basandosi anche sulle recensioni trovate nei blog, sfidando quindi il comune pensare di una poesia sotterranea e moribonda.
La libreria Beccarelli apre coraggiosamente i battenti il 25 febbraio 2006 come un punto d’incontro per tutti coloro che amano i libri, ma soprattutto per coloro che li amano come punto di partenza per il dialogo e il confronto. Non solo una rivendita libraria, quindi, bensì un luogo dove da dieci anni ci si incontra, si chiacchiera, si discute, si gioca, ci si confronta e si litiga, a volte, ma dove il dialogo diventa il volano di qualunque altra attività. Dai primi “incontri con l’autore”, nasce Il Gruppo di Lettura, le attività con tutte le scuole di Siena e non solo, durante i quali i ragazzi si incontrano in libreria per giocare su un testo scelto da noi; gli incontri di poesia, le letture e i laboratori della domenica mattina coi bambini, le serate i musicali, ma soprattutto, gli incontri liberi e occasionali fra gli avventori più assidui su temi d’attualità e pensieri forti, da cui partono percorsi di lettura condivisi e discussi in successivi appuntamenti. La presa d’atto di una situazione di condivisione di saperi e riflessioni attorno al libro e agli autori diventa da stimolo per la nascita de “I Quaderni dello Spinone” , la prima collana dell’editore, nata proprio per lasciare traccia degli incontri più importanti organizzati dalla libreria. Dieci anni coraggiosi vanno quindi festeggiati  e la redazione di POETARUM SILVA è ben lieta e orgogliosa di farne parte.

Da mercoledì 24 a sabato 27, dalle 17.30 alle 20.00, presso la libreria Becarelli a Siena in viale Goffredo Mameli 14/16 sono previsti diversi incontri, tra cui quello che vedrà protagonisti noi di Poetarum Silva invitati in quanto portatori e diffusori indipendenti di uno stimolo quotidiano alla lettura. Durante l’incontro i nostri inviati presenteranno così l’idea e il progetto di un blog che funga anche da tramite tra lettore e libreria, mantenendo una propria indipendenza dal mercato e dalle tendenze.

Questo è il programma degli eventi:

.
12053263_10209083136902436_928580391_nMercoledì 24 Febbraio | ore 17,30
In libreria con l’autore
Luigi Socci | Il rovescio del dolore (Italic Pequod)
Presenta Alessandro Fo

.

.

.

Siena 25.2Giovedì 25 Febbraio | ore 17,30
Musica in libreria
“Italiani, sì, ma di un’altra razza”
Bastimenti, treni e barconi nei canti di un secolo di migrazione
I ‘CantaStoria’, Floriana d’Amely, Silvia Folchi e Stefano Ricci, hanno scelto di cantare la storia come forma di militanza: il loro repertorio è infatti costruito intorno ai canti di lotta e di libertà, di tradizione sia popolare che colta, di rifiuto della guerra e di valorizzazione della Resistenza, non solo come momento fondativo della storia repubblicana, ma anche come simbolo etico di ogni collettività impegnata nella difesa della democrazia

.

Siena 26.2Venerdì 26 Febbraio | ore 17,30
In libreria con l’autore
Jacopo Ninni e Giovanna Amato presenteranno il Lit-blog indipendente “Poetarum Silva”
Letture di poesie e di testi dei redattori del Lit-blog

.

.

 

Siena 27.2Sabato 27 Febbraio | ore 17,30
In libreria con l’autore
Marco Pierini, Achille Mirizio, Francesco Ricci, Massimo Marilli, Andrea Marzi, Francesco Galli.
Post Moderno. Un post da decifrare (Becarelli editore)
Presenta Andrea Marzi

Su Poesia e Architettura

12003884_800333093417438_2840534474442400327_n

“... L’architetto vero è un poeta che un giorno scoprirà in se stesso la presenza del domani nel nostro presente ...”

F. L. Wright

 

.

.

.

.

Di Open Zona Toselli e delle sue iniziative vi abbiamo già parlato.
Il primo Talk, curato da Marina Gennari e Francesco Ricci, ha visto come protagonisti il poeta e docente Alessandro Fo, l’architetto Augusto Mazzini e Goffredo Serrini, architetto e poeta, in un confronto volto al tentativo di affrontare una possibile lettura della contemporaneità attraverso il rapporto tra le due discipline, evitando di cadere nella facile trappola della definizione di un rapporto esclusivamente “estetico”, là dove troppo spesso il termine “poetico” viene ridotto a categoria di giudizio.
Poetarum Silva era presente all’incontro in quanto media partner dell’evento; considerate quindi questo articolo come una relazione in progress su quanto accade in quel di Siena ma soprattutto un cortese invito a parteciparvi. Cogliamo l’occasione per ringraziare Alessandro Bellucci e Maria Gargano, ideatori dell’evento per averci invitato.

Tornando al presupposto iniziale, Carlo Scarpa cita:

“L’architettura può essere poesia?”. Certo. Lo ha proclamato F. L. Wright in una conferenza a Londra. Ma non sempre: solo qualche volta l’architettura è poesia. La società non sempre chiede poesia. Non bisogna pensare: “farò un’architettura poetica”. La poesia nasce dalle cose in sé… La domanda dovrebbe essere questa: “Quando è poesia una base attica e quando non lo è? Possiamo dire che l’architettura che noi vorremmo essere poesia dovrebbe chiamarsi armonia, come un bellissimo viso di donna. Ci sono forme che esprimono qualche cosa. […]”

Lo stimolo è importante e mette in evidenza una sua eccezionalità se si va oltre l’idea che la relazione tra le due arti spesso rimane funzionale, quasi artigianale, a partire dall’utilizzo di un lessico simile (metrica, composizione, struttura…). Nella nostra concezione comune di storia della letteratura non è difficile immaginare la Divina Commedia o l’opera petrarchesca come complesse strutture architettoniche così come l’architettura stessa segue una sua grammatica e una sua sintassi fino alla definizione di un suo “linguaggio”. Quel linguaggio messo per esempio in discussione da J. Derrida e dai primi interessanti esperimenti decostruttivisti di B. Tschumi e P. Eisenmann. Un’architettura costituita da una scansione di pieni e vuoti, come quella di Le Corbusier, può essere messa tranquillamente  in relazione con la definizione di uno “spazio poetico” come quello di Ungaretti (quello che poi Fortini definisce lo “spazio bianco”) . Ma anche in questa maniera si va a dimenticare uno dei concetti fondamentali citati da F.L. Wright; l’elemento comune non va cercato in una definizione estetica oggettuale, ma nel suo essere nel tempo, per non incorrere nel rischio che l’oggetto “poetico” (Poieo, appunto) non si riveli in realtà (sempre che si possa parlare di “realtà” in architettura come in poesia)  un oggetto inutile e insignificante, ma venga colto, per citare J. Baudrillard, nella sua “letteralità”: “… al di là del progresso, delle tecniche , dello sviluppo sociale e storico, l’oggetto architettonico, come evento che ha avuto luogo, non è suscettibile di essere interamente interpretato, spiegato“. D’altra parte, come ampiamente evidenziato da G. Bachelard, lo spazio architettonico assume una sua “poetica” in quanto luogo in cui nasce la poesia stessa. Ci si chiede allora se una poesia è altrettanto abitabile quanto una architettura; se un tentativo di mediazione l’hanno lanciato due architetti visionari come P. Scheerbart e F. Hundertwasser, una risposta “poetica” ci può arrivare sicuramente da un testo di Valerio Magrelli.

Bisognerebbe fare alla fine d’ogni libro
una piantina. Non un indice, piuttosto
una planimetria delle sue parti,
descrivendo le fondamenta,
i suoi diversi accessi, le stanze,
i servizi e i disimpegni.
Bisognerebbe precisarne anche
la capienza ed i costi, spiegando
l’ammontare della manutenzione nel tempo.
Svelare cosi l’ossatura del cantiere,
le sue membra nascoste
dal parametro della pagina.
Soprattutto sapere: quale
e quanto il materiale
(legname, pietre, tubature, cemento)?

Bibliografia

G. Bachelard, La poetica dello spazio, Edizioni Dedalo, Bari 1975
P. Scheerbart, Architettura di vetro, Adelphi, Milano 1982
J. Baudrillard, J.Nouvel, Architettura e nulla. Oggetti singolari, Electa, Milano 2003
V.Magrelli, “Bisognerebbe fare alla fine d’ogni libro” in Ora serrata retinae, p. 67 di Poesie (1980-1992) e altre poesie, Einaudi 1996;

da “Soda caustica. Poesie per il centenario del Terremoto del 1915”

di Dimitri Ruggeri Di Nella

dimitri immagine

[Le poesie di Soda caustica celebrano l’anniversario di un evento drammatico tornando a cercare nei versi i lineamenti di alcune delle vite il cui destino vi venne a sfociare. Il linguaggio è percorso da una corrente di passione e di pathos che a volte lo fa impennare in forme auliche e desuete. Ma per lo più segue da vicino con partecipazione i paradossi e le singolarità cui ciascuno fu improvvisamente posto di fronte, raccontando vicende e ricostruendo atteggiamenti con una singolare vitalità. Il taglio corale che risulta dall’intreccio di storie fa sì che il libro si trasformi in monumento, e rappresenti così una particolare declinazione sociale e pubblica della voce di un poeta.
Alessandro Fo]

Morto per un asino

Guarda l’occhiale con le montature in oro!
Ha le lenti frantumate come un rosario.
Volevi fuggire in groppa al tuo nobile ronzino?
Peccato! Ti è finita la trave addosso!
Volevi fuggire in groppa all’infaticabile asino del tuo servo?
Peccato!
Non fu casuale la zoccolata
che ti arrivò memorabile sul già fracassato naso.

Morto per il terremoto?
No!
Morto per un asino!

.

Baracche

Baracche risorte tra stracci squassate
su cave e muraglie stanno adunate:
è guazzo mortale!
Il prete s’arrende alle tende ammainate.

S’aspetta chiunque qui possa posare:
vanghette e zappette.
Innanzi, aiutare!

Puntella il geniere
a esplodere in cielo il buio tacere.
Recinge l’adunca dimora il ferroviere.

Un vagone scuoiato a morte risuona
e la neve, non lontana, la morte sorvola.

.

Soda caustica

La soda caustica gorgheggiò
su ogni corpo,
spazzato via come un rifiuto decomposto
che ottura lo scarico della fogna.

Poi l’acqua tornò a muggire
senza trovare impedimenti organici.

Scovò, come ristoro, la soffice neve di gennaio
sui cumuli delle mansuete onde bianche del Cocìto.

Sembrava di stare sulla Luna,
benedetta dall’Angelo stigio,
popolata anch’essa da extraterrestri bianchi
ubriachi della vita e della morte ballante.

.

Donna Marisa

Donna Marisa,
indomita donnaccia di tutti, guaì dal piacere.
Il suo ultimo piacere frutto del dovere.

Dovere di puttana.

Si appallottolava le calze bucate dal verde cotone delle coperte.
E Marcello, col busto dalla fatica di garzone trasparente,
uscì dalla porta incernierata con la sua ultima notte
imprigionata nella pattina rattoppata.

Il suo ultimo piacere era frutto del dovere.
Dovere di puttana, reietta e dimenticata.
Donna Marisa.
O mia puttana!
Io ti amo ancora!
Dove hanno interrato la tua sottana?

.

Noè

Sono tutti morti.
Tutti.
Persino quel passero infreddolito
che dormiva sul tetto e scattava ritto
quando, la mattina, mi stridevano le corde vocali
per i miei gorgheggi canterini.

Neppure quei paffuti piumettini
sono saltati sull’arca di Noè!
Noè ma dove eri tu?
Sei morto anche tu?
Qui non si è salvata neppure l’infima bestia.

.

Il culo della Terra

Non doveva essere niente male quel giorno
(per morire).

Volevi soffocarti con nubi e vapori pestilenziali scampati dall’Ade?

Sul silenzioso Velino, gli anziani braccianti si ritirano per morire.
Sappilo.

Osservavi da lontano la terra che inghiottiva i tuoi cani, i tuoi amici e i tuoi figli.
Che morte facesti!
Nessuno ti pianse.

E invece di addolorarti ridevi per esserti sbarazzato del mondo!
E ti accendevi un sigaro esplosoti in bocca
per semplice inalazione del gas corvino,
nato dal culo della Terra che il tutto vibrava.

Il libro è interamente scaricabile seguendo questo link: http://goo.gl/m8G7sA