Agnese Leo

Bologna in Lettere 2016

logo-bil-nuovoParte domani, Giovedì 12 maggio la IV edizione del Festival Multisciplinare di Letteratura “Bologna in Lettere”. realizzato con il Patrocinio del Comune di Bologna e con il Patrocinio – per le iniziative legate alle Scuole – dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna, in collaborazione con Marco Saya Edizioni e con la Libreria Biblion di Granarolo Emilia

Il Festival è dedicato ad Amelia Rosselli, nella ricorrenza del ventennale della scomparsa, tra le varie iniziative, sono riferiti due concorsi letterari per adulti e ragazzi, e vuole cogliere l’occasione per approfondire in particolare la struttura metamorfica e il multilinguismo che caratterizzavano la sua scrittura. A tal proposito in collaborazione con l’editore milanese Marco Saya è stato curato un volume collettaneo di contributi critici e creativi espressamente riferiti ad Amelia Rosselli, “Il colpo di coda. Amelia Rosselli e la poetica del lutto”. Il focus rosselliano, che verrà disseminato in quasi tutte le giornate del festival, prevede, tra le altre cose, interventi critici di Niva Lorenzini, Francesco Carbognin, Plinio Perilli, Salvatore Ritrovato, Cecilia Bello, Laura Barile, Antonella Pierangeli, Marco Adorno Rossi, una partitura dodecafonica di Gian Paolo Guerini, una performance di Tiziana Cera Rosco, una mostra fotografica di Dino Ignani, un progetto di scrittura collettiva, un recital multimediale, la realizzazione di un video.
Prevista una performance di Andrea Inglese e Gianluca Codeghini.

Il programma è scaricabile direttamente dal sito https://boinlettere.wordpress.com/programma/

 

 

 

 

Bologna in lettere 2015

Venerdì 15 al Cassero LGBT center si dà il via alle iniziative legate a Bologna in lettere  con la performance di Monalisa Tina, Pinina Podestà Nicola Frangione, il gruppo di OBLOM Poesia e chiusura con il recital “La macchina miracolante” dedicato a Pier Paolo Pasolini e prodotto dallo staff del festival. Il Festival si svilupperà in tre weekend nel mese di Maggio 2015: Ven. 15, Sab. 16, Ven. 22, Sab. 23, Ven. 29, Sab. 30.

gic-4-1-cop-defQuesta edizione del Festival è dedicata alla complessa ed articolata figura di Pier Paolo Pasolini. Lo staff del Festival, operando secondo l’ottica dei “Sistemi d’Attrazione” (gli spazi di confine e le linee di intercomunicazione tra i vari linguaggi artistici ed espressivi), ha inteso concertare e strutturare un focus pasoliniano  che si articolerà nelle prime 5 giornate.

Ven. 15, La macchina miracolante, recital ispirato alla corrispondenza epistolare tra Pasolini, Leonetti e Roversi, dalla quale è scaturita l’esperienza della rivista letteraria bolognese “Officina”, testi e regia Enzo Campi, musiche Mario Sboarina, con Alessandro BrusaEnea Roversi.
Sab. 16, Bologna, le contraddizioni di una città pasoliniana per caso, un intervento di Stefano Casi.
Ven. 22, la proiezione del video della performance “Intellettuale” di Fabio Mauri, con Pasolini come attore, con un’introduzione di Roberto Chiesi; Supplica a mia madre, lectio magistralis di Antonella Pierangeli. Sab. 23, le premiazioni dei due concorsi letterari dedicati a Pasolini banditi dallo staff; la presentazione del volume “Pasolini, la diversità consapevole”, a cura di Enzo Campi, edito da Marco Saya Editore.
La kermesse pasoliniana si concluderà Ven. 29 con un vero e proprio focus che comprenderà un intervento di Roberto Chiesi sui luoghi bolognesi del cinema pasoliniano, la performance “Io non ritratto” di Dome Bulfaro, la presentazione – a cura di Daniele Poletti, Ermanno Moretti e in anteprima nazionale – del saggio “Sulla rivoluzione incompiuta di Pasolini” di Peter Carravetta (Diaforia Edizioni), la proiezione del documentario “Pier Paolo Pasolini” di Carlo Di Carlo (aiuto regista di Pasolini in Mamma Roma, La Ricotta, La Rabbia), un’affabulazione di Sonia Caporossi, un intervento di Antonella Pierangeli e la kermesse Oltre ogni possibile fine: Versi per PPP, a cura di Claudio FinelliCarmine De Falco, con Bruno GalluccioFerdinando TricaricoOmar GhianiCostanzo Ioni.
Nell’arco del Festival avranno luogo altri due focus di approfondimento dedicati a Elio Pagliarani Patrizia Vicinelli, e un focus tematico sulle riviste letterarie in Italia con un incontro coi redattori di “Anterem” (rivista attiva da circa quarant’anni).
Ven. 22, Proseguendo un finale, focus su Elio Pagliarani, a cura di Francesca Del Moro in dialogo con Maria Concetta Petrollo; Relatori Luigi BalleriniBiagio CepollaroFrancesco MuzzioliVincenzo FrungilloSonia Caporossi, Luciano Mazziotta; Letture e testimonianze Maria Concetta PetrolloRosaria Lo RussoCarla ChiarelliSara VentroniRita GalbucciNadia Cavalera. Nel corso della serata verrà proiettato un estratto de “La ragazza Carla”, regia Alberto Saibene, un film di Carla Chiarelli, Carlotta Cristiani, Gianfilippo Pedote, Alberto Saibene, con Carla Chiarelli, fotografia Luca Bigazzi, Simone Pera.
Sab. 23, Focus su Patrizia Vicinelli, a cura di Daniela Rossi, con Niva LorenziniCecilia Bello MinciacchiRosaria Lo Russo, Jonida Prifti, Patrizia Mattioli. 
Sab. 16, Anterem – 1976/2015 – Quarant’anni di poesia e pensiero, a cura di Enea RoversiAlessandro Assiri, con Flavio ErminiRanieri TetiGiorgio BonaciniRosa PiernoLaura CacciaDavide CampiMarco FuriaMara Cini.
Gli spazi dedicati ai focus culmineranno con un approccio ad una delle poetiche imprescindibili del panorama contemporaneo: Ida Travi, che sarà introdotta criticamente da Alessandra Pigliaru nella giornata di Sabato 23.
La rassegna nella rassegna quest’anno prende il nome “Vetrine del nuovo millennio – Macchine e macchinazioni”, ed è rivolta a presentare alcuni degli artisti più rappresentativi del panorama contemporaneo che operano sugli spazi di confine dei vari generi.
Ven. 15, Pinina Podestà (video-arte), Nicola Frangione (recital), Mona Lisa Tina (performance), e il gemellaggio con il Festival “Oblom Poesia” di Torino, con azioni di Ivo De PalmaIvan FassioFabrizio Bonci,Salvatore Sblando.
Sab. 16, Andrea Inglese & Stefano Delle Monache (performance/installazione), Tiziana Cera Rosco (performance), Maria Korporal (video-arte), Nina Maroccolo & Emiliano Pietrini (performance). Sab. 30, cortometraggi, azioni, recital, performance, sonorizzazioni, proclami e varie artisticità con Marion D’AmburgoFrancesco ForlaniJulian ZharaSolidea RuggieroRita BonomoBarbara PinchiGiovanni CampiMarthia CarrozzoVanni SchiavoniChiara CossuSilvia Benedetti.
Il Festival si concluderà Sabato 30 con la consueta maratona non-stop di eventi dalle 11.00 alle 23.00, dove tra reading, letture, approfondimenti e performance, troveranno spazio anche alcuni progetti tematici: una tavola rotonda sull’editoria di poesia e sul pensiero pratico curata da Luca Rizzatello (Prufrock spa), Mariangela Guatteri (Benway Series), Daniele Poletti (Diaforia), la presentazione dell’antologia italo-rumena “Père-Lachaise – Racconti dalle tombe di Parigi” (Edizioni Ratio et Revelatio), curata da Laura Liberale, la presentazione dell’antologia “Poeti della lontananza” (Marco Saya Editore), curata da Antonella PierangeliSonia Caporossi, il progetto “Umafeminità” (Edizioni Joker) ideato e curato da Nadia Cavalera, la presentazione del numero 60/61 della rivista “Le Voci della Luna”, a cura di Maria Luisa VezzaliMarinella  PolidoriLoredana Magazzeni, Roberta Sireno, la presentazione dell’antologia “Femminile Plurale” (Vydia Edizioni), curata da Cristina Babino, e altre due anteprime assolute: la presentazione di “Il pane del giorno prima” (Ladolfi Editore) di Valentina Pinza, la presentazione di “Spazio di Destot” (Edizioni Diaforia) di Fabio Teti. Nel corso della maratona finale saranno coinvolti più di un centinaio di autori.
Informazioni e programma specifico su: https://boinlettere.wordpress.com/

Direttore artistico Enzo Campi
Staff: Luca Ariano, Alessandro Assiri, Alessandro Brusa, Martina Campi, Francesca Del Moro, Rita Galbucci, Serenella Gatti Linares, Agnese Leo, Loredana Magazzeni, Iacopo Ninni, Marinella Polidori, Sergio Rotino, Enea Roversi, Mario Sboarina, Maria Luisa Vezzali
Collaboratori: Vincenzo Bagnoli, Sonia Caporossi, Roberto Chiesi, Silvia Comarella, Laura Liberale, Renata Morresi, Antonella Pierangeli, Maria Concetta Petrollo, Daniele Poletti, Luca Rizzatello, Daniela Rossi.

Il valore del tempo e del nome. Invito alla lettura di “Linas” di Jacopo Ninni (post di natàlia castaldi)

recensione di Agnese Leo

LINAS, di Jacopo Ninni

LINAS, di Jacopo Ninni

Per presentare questo piccolo romanzo, che sfiora il fantasy ma dai contenuti, riferimenti culturali e impianto che ben superano la mera localizzazione in questo genere, non possiamo prescindere da alcuni elementi biografici dell’autore, Jacopo Ninni, ossia il suo aver studiato ed esercitato come architetto paesaggista e quindi l’essere portatore di uno sguardo “altro” sulla natura, il profondo legame che egli, fin da bambino, ha instaurato con la montagna e con le voci della montagna, quelle dei racconti, delle leggende; il suo essere anche scrittore di poesia.
Linas, nome del personaggio che titola la storia, è anche il nome di un monte della Sardegna, di cui si dice sia in realtà un gigante addormentato. Da questo fondo di leggenda la giovane e coraggiosa casa editrice La piccola volante ha preso spunto per lanciare su web la piccola sfida a costruire una storia a partire da un gigante che vuole vendicare la morte della sua amata ninfa. Sfida che Ninni ha raccolto, costruendo una narrazione che prende spunto da altri monti, da altre leggende, da altri giganti leggendari dormienti per dipanarsi lungo le vicende di una ricca galleria di personaggi contrapposti, divisi tra coloro i quali sanno convivere con Natura e ne rispettano leggi e tempi, e quelli che Natura temono e dunque cercano di piegare e alterare.
Non è un caso che siamo partiti dal nome del personaggio, perchè lungo e sotto questa narrazione, il concetto di denominazione acquista il significato fondamentale di atto appropriativo dell’Uomo nei confronti della Natura: chi conosce Natura, chi ad essa si avvicina con spirito di reverente ascolto e scoperta, può farla sua attraverso l’atto primigenio e adamitico del denominarla, che da atto di possesso e controllo, si trasforma in atto di riconoscimento.
Nella storia infatti, coloro i quali vivono nel Tempo di Natura danno precisi nomi alle cose e agli esseri, quelli che Natura vogliono addomesticare e violentare non nominano mai, ma con atti di violenza cercano di distruggerla per fini materiali. Anche i nomi stessi dei personaggi assumono una valenza tutta particolare: spesso traggono origine da lingue diverse o giochi di parole e, insieme, operano come immagini subliminali che divengono racconto nel racconto: Orior, Aimer, Melita-Atilem, il nome dello stesso villaggio…
In questo senso la misura e il concetto di tempo acquistano anch’essi valore narrativo: chi rispetta il tempo naturale (quindi il susseguirsi delle stagioni, delle fasi del giorno, dei ritmi di evoluzione e crescita di piante e animali) può interagire col tempo stesso e non esserne vittima – fino anche a poterne disporre, fermandolo – ed dunque anche portatore dei valori positivi; chi invece il tempo rifiuta e teme, chi vuole addomesticarlo combattendone il corso naturale, è destinato a innescare dinamiche distruttive e fallimentari.
Ma il tempo è anche la misura del ritmo della narrazione. Se essa, a tratti, si distende e indugia su scene e paesaggi di grande impatto pittorico, ricchi d’immagini evocative (nelle quali ben si addestra la radice poetica dell’autore) alla scrittura, nel crescente susseguirsi dei fatti, allo zenith della vicenda, viene impresso un ritmo sempre più serrato che porta il lettore, in una dimensione quasi labirintica e vertiginosa. Un utilizzo del ritmo della parola a cui Ninni non è nuovo se si tiene presente l’estremo senso musicale della sua scrittura nella precedente produzione in versi.
Come dicevamo quindi il dato personale e biografico dell’autore entra in questa narrazione, ma quasi in punta di piedi, sottilmente, a costruire la trama di un racconto che pur prendendo le mosse da un gioco di fantasia, attraversa temi ben più concreti, reali ed attuali, giungendo a toccare questioni a nostro giudizio fondamentali, quali il rapporto con la natura e le conseguenze che l’abuso indiscriminato su di essa, perchè “incosciente” (cioè folle) può portare.
Per concludere mi preme evidenziare la serie di citazioni ed omaggi ad altri “maestri” della letteratura, del cinema, (ma possiamo aggiungere anche la fotografia di Adams o il concetto di progettazione paesistica di Olmsted) i quali, anche attraverso l’epica e la leggenda, hanno affrontato lo stesso argomento, e intendo i riferimenti a Buzzati, Fenoglio, Kipling, Kurosawa, Greenaway che affiorano nella scrittura.
Buona lettura!

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Capitolo 1

Il torrente che da secoli scava e ha dato la forma alla valle, scende rabbioso fino ad un lago, dove può placare la sua furia. Lo specchio d’acqua, spesso velato da nebbie, è protetto da una coltre di arbusti spinosi che ne rendono quasi inaccessibili le rive. Da qui in poi il bosco prosegue fino ad un’ultima radura, dove tutti i sentieri convergono in una mulattiera che, tra gli ultimi arbusti e campi incolti, conduce al villaggio di Suanev. In questa radura, immutabile nei secoli, giace l’invisibile linea di confine tra ciò che parla la lingua della paura o quella dell’universo.
Un miglio più avanti si trova il primo grappolo di case; l’avamposto del villaggio, abitato per lo più da cacciatori e membri della Milizia.
Lungo uno di quei sentieri, un giovane dal passo sicuro ma attento a non lasciare tracce e fare troppi rumori si sta dirigendo verso le case, dove alcuni uomini che non sembrano curarsi del nuovo venuto guardano smarriti e spaventati verso il monte che ancora sembra tremare per l’urlo che si è appena dissolto nel cielo. L’aria è ferma; pur essendo primavera, non c’è alcun uccello il cui battito d’ali possa smuoverla. La tensione la si sente fin nella terra, nasce dalla radici e si espande a ogni gemma, a ogni respiro o ronzio. Anche le api restano come sospese nei pressi delle arnie, come indecise sulla direzione da prendere.

Il viandante, capelli rossi, lentigginoso, vestito in una casacca che a uno sguardo distratto si confonde con la macchia di arbusti, si ferma con la circospezione di chi non vuole essere riconosciuto. Si siede su un masso, solleva le gambe tenendole tra le mani e volta lo sguardo verso le cime dei monti alla sua sinistra, incrocia le gambe e levatosi il cappello lancia un saluto al monte. Agitandolo in aria per farsi aria e asciugarsi il sudore, si volta verso il gruppo lontano e con sarcasmo bisbiglia tutto il suo disprezzo.
«Eccoli, i cuccioli perenni della terra, questi poveri esseri impauriti che di giorno si proteggono con mamma arma e nonna legge, mentre la notte si circondano di mura e vagano tremebondi per le loro case. Temono il buio e i suoi umori, come la preda che si aggira per il bosco dopo il calar del sole consapevole che prima o poi incrocerà il gufo. Oggi è giorno di terrore, loro lo respirano nell’aria e la loro paura è tanto grande quanto la loro inettitudine a riconoscere la storia del mondo. La si annusa fino a qui, eppure non si rendono conto di essere la più facile delle prede, per chiunque.

Il libro è acquistabile online presso il sito della casa editrice: http://www.lapiccolavolante.net/

READING E STAND DELLE EDIZIONI SMASHER A LIBER’ARTE

 

16 e 17 Aprile 2011
Sasso Marconi – Borgo di Colle Ameno (BO)
LIBER’ARTE – Fiera del libro e della piccola Editoria

Sabato 16 aprile ore 18,00

Antonella Taravella, Enzo Campi, Jacopo Ninni, Ed Warner, con la partecipazione di Agnese Leo presenteranno alcuni brani tratti da “Vertigini Scomposte”, “Sbocciata nelle viscere”,”Ipotesi Corpo”, “Diecidita” , “Un giorno perfetto”- (Smasher Edizioni)

Il programma completo di tutta la manifestazione QUI