AA.VV. poetarum silva

“Or nella solitaria cadenza d’un approdo”: Alfonso Gatto, 17 luglio 1909 – 8 marzo 1976

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Alfonso Gatto ritratto in un disegno. Salerno, Vicolo San Bonosio. Foto di A.M. Curci

C’è un vicolo, nel centro storico di Salerno, vicolo San Bonosio. Raccoglie, disegnati con cura, incisi e accompagnati da arabeschi e motivi floreali, i versi di Alfonso Gatto. Con le foto scattate in quel vicolo e con alcune sue poesie vogliamo ricordare oggi, a 40 anni dalla morte, Alfonso Gatto.

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Salerno, Vicolo San Bonosio. Foto di A.M. Curci

Isola

Or nella solitaria
cadenza d’un approdo,
svanita la memoria
al suo tepore effusa,
esala bianca l’isola
la brezza del mio cielo.

(da: Isola, 1932; questo è l’ultimo componimento della sua prima raccolta)

 

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Salerno, Vicolo San Bonosio. Foto di A.M. Curci

A mio padre

Se mi tornassi questa sera accanto
lungo la via dove scende l’ombra
azzurra già che sembra primavera,
per dirti quanto è buio il mondo e come
ai nostri sogni in libertà s’accenda
di speranze di poveri di cielo
io troverei un pianto da bambino
e gli occhi aperti di sorriso, neri
neri come le rondini del mare.

Mi basterebbe che tu fossi vivo,
un uomo vivo col tuo cuore è un sogno.
Ora alla terra è un’ombra la memoria
della tua voce che diceva ai figli:
« Com’è bella la notte e com’è buona
ad amarci così con l’aria in piena
fin dentro al sonno ». Tu vedevi il mondo
nel plenilunio sporgere a quel cielo,
gli uomini incamminati verso l’alba.

Datata 1945, poi raccolta in La storia delle vittime

 

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Gianni Montieri (due poesie)

 

Vi propongo due mie poesie che trattano lo stesso argomento. Scritte a distanza di tre anni l’una dall’altra, scritte in maniera diversa. La prima è nota, già inserita, tra l’altro, nell’antologia di Poetarum Silva, la seconda nuova di zecca. Le propongo, qui, insieme perché sono collegate non solo per l’argomento ma per la maniera in cui un certo stato d’animo, rispetto a una determinata situazione, si racconta. Riflettevo, rileggendo, e ho pensato che forse – per me – questa è l’unica maniera possibile.

gianni montieri

UN SMS DA GIUGLIANO (ZONA NAPOLI NORD)

Mia sorella mi ha scritto un sms:
“non passano da dieci giorni”.
Mio cognato che è ottimista
sostiene siano solo nove
loro figlio ha un anno e non parla
può soltanto respirare
.
a vedere Gomorra non ci andranno
lo spettacolo ce l’hanno sotto casa
-è gratis-
.
noi stiamo qui al sicuro
a lamentarci della pioggia
delle code in tangenziale
dei lavori in corso

.
uno o due sensi di colpa
ci sfiorano ogni tanto
come le polveri sottili
.
ma non siamo radioattivi
dovesse ucciderci lo smog
succederà più in là.
.
Rispondi:…………..

.

(primavera 2008)

***

Guardo mio padre:

in una mano la borsa con la carta

nell’altra quella con la plastica

a piedi verso il punto di raccolta,

lui che non guida, con quanta dignità

e così poca convinzione, differenzia

è uomo d’altri tempi.

 .

Mia sorella carica tutto in macchina

ogni due o tre giorni, senza alcuna

certezza, ricicla tutto ciò che può, che deve.

Passo davanti alla biblioteca comunale

mi appunto la data: otto aprile 2011

e un fotogramma: duecento metri

di spazzatura accatastata.

In tutto questo mio nipote canta

la sua canzone preferita.

.

(aprile 2011)

@poesie di gianni montieri