2001 Odissea nello spazio

INTERSTELLAR: UN TEDIO INTERSTELLARE, di Nicolò Barison

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INTERSTELLAR: UN TEDIO INTERSTELLARE, di Nicolò Barison

In un prossimo futuro la natura si sta ribellando e l’esistenza sulla Terra è messa in pericolo da continue tempeste di sabbia e da una misteriosa piaga che ha distrutto le piantagioni di grano, lasciando però intatto il mais. Cooper (Matthew McConaughey) è un ex-astronauta della NASA che si è dovuto reinventare agricoltore e si è dedicato alla coltivazione del mais, tirando su una piccola azienda agricola,  dove vive insieme alla figlia Murph (nome dato in onore alla legge di Murphy), al figlio Tom e all’anziano padre. Grazie a una serie di improbabili circostanze,  Cooper rientrerà in contatto con la NASA, ora divenuta un’organizzazione segreta, che sembrerebbe aver scoperto che la piaga presto attaccherà le altre coltivazioni e che si sta ingegnando per trovare una soluzione alla imminente (auto)distruzione del nostro pianeta. Cooper  verrà convinto dalla NASA a intraprendere un viaggio interstellare attraverso un cunicolo spazio-temporale,  dove si auspica che si possa trovare un pianeta abitabile in cui l’umanità possa salvarsi dall’estinzione e proseguire il suo cammino evolutivo.

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Solo 1500 N. 5 – L’uomo delle figurine

foto di gianni montieri

foto di gianni montieriSOLO 1500 n. 5 – l’uomo delle figurine

Il ragazzo seduto di fronte a me, in treno, indossa una brutta camicia a righe e strani occhiali da vista, modello anni ottanta. Parla al telefono con voce da adolescente, ripetendo, più volte, a chi l’ascolta all’altro capo, che arriverà a Padova in anticipo, essendo riuscito a cambiare treno. Il ragazzo avrà quarant’anni, la mia età, ma mi ricorda ragazzini in pantaloni corti sempre attaccati alla sottana della mamma e almeno un paio di compagni di classe. Io sto leggendo Andrea Inglese, il libro è quello su Kubrick e la sua Odissea nello spazio, leggo e ogni tanto sorrido. Il ragazzo, poco prima di Verona, fa qualcosa di inaspettato: tira fuori dallo zaino l’Album dei calciatori Panini (2010/2011), e un mazzetto di almeno cento figurine, già in ordine di numero. Apre l’album e inizia a incollare. A questo punto mi scuso con Kubrick, le scimmie e Inglese, ma il ragazzo ha tutta la mia attenzione. Prende a incollare le figurine in maniera perfetta, geometrica, senza sbavature. Attacca Corvia del Lecce, Mutu della Fiorentina (chissà se lo sa che è stato ceduto al Cesena proprio oggi), Borriello (che io salterei) e va avanti. Nessun doppione. A me vengono in mente due cose: la prima è che io non sono mai riuscito ad attaccare una figurina diritta. La seconda riguarda i trenini giocattolo  di cui parla Andrea Inglese nel suo libro, quelli tedeschi “precisi fino alla morte”. E mentre sto collegando i due pensieri, il ragazzo, con un colpo da maestro, chiude l’album e tira fuori Topolino.

Gianni Montieri

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