Collaboratori

Giulia Bocchio, classe 1991, è autrice della silloge Harmattan Poetico (Lorenzo Ed. Associazione Talento, 2013).
Dal 2012, insieme ai poeti della scena torinese, fa parte dell’Associazione Culturale Poesia Attiva, curando per essa pubblicazioni ed eventi poetici.
Amante dei classici e da sempre legata alla Francia e agli ambienti parigini trascorre il 2014 fra la Normandia e la capitale, nasce così Il Vento del Vanto (Genesi Editrice).
Nel 2016 si laurea con Lode in Scienze Pedagogiche presso l’Università di Genova con una tesi in Estetica dedicata al concetto di “bruttezza” in arte e in filosofia, nello stesso anno l’opera viene pubblicata come saggio dalla Marsilio Editori con il titolo L’Olimpo nero del sentire. Nel 2020 pubblica il suo primo romanzo: La febbre dell’Io (Il Ponte Vecchio).
Cura il profilo Instagram di Poetarum Silva.

bioRaffaele Calvanese nasce a Santa Maria Capua Vetere nel Giugno del 1981. Per la musica quello è stato un anno tremendo, quasi quanto il 2016, avendoci all’epoca lasciati nel giro di pochi mesi John Lennon e Bob Marley. Un po’ per questo motivo, un po’ per passione, negli anni successivi la musica è diventata una costante della sua vita. Studia Scienze Internazionali Diplomatiche all’Orientale di Napoli e si laurea nel 2005, subito prima di andare in Africa, in Burundi, come osservatore internazionale per l’Unione Europea. Lì con la sua fedele penna usb trasmette da una radio in tutto il paese i 24 Grana in un caldo giorno di Giugno. Dopo aver esportato nella regione dei grandi laghi la musica di Francesco Di bella e soci torna in Italia e comincia a lavorare ed a scrivere. Ha una rubrica per il blog ExtraNapoli, #PlayNapoList, in cui racconta le partite della squadra partenopea attraverso le canzoni. Recensisce dischi e scrive di musica su vari siti internet. Nel 2012 comincia a collaborare con Radio Prima Rete, dove conduce un programma settimanale – The OtherSide – dedicato alla musica indipendente. Ospita ed intervista settimanalmente artisti campani e non solo.  Oltre alla musica c’è anche tanta scrittura che prima o poi, forse, ma non vi assicuro nulla, vedrà la luce anche in forma cartacea.

Manuel Cohen (1967) è autore, critico e saggista. Co-dirige l’almanacco di poesia «Punto» e il trimestrale «Periferie». Dirige inoltre alcune collane di poesia per gli editori Arcipelago Itaca, Puntoacapo ed altri. Esperto di poesia dialettale e italiana contemporanea, ha pubblicato svariati saggi, e suoi interventi critici appaiono in numerose riviste e quotidiani in Italia e all’estero. Presente in numerose giurie, è presidente onorario del Premio “Padre David Maria Turoldo”, e presidente di giuria del “Premio Internazionale Don Luigi Di Liegro”. Presiede altresì l’associazione “Officine”. Tradotto in diverse lingue, in poesia ha pubblicato i seguenti libri: Altrove, nel folto (a cura di dario Bellezza, Ianua, Roma 1990;); Cartoline di marca (prefazione di Massimo Raffaeli, Teramo 2010); Winterreise (nota di Gianni D’Elia, CFR, Sondrio 2012: opera vincitrice del Premio Franco Fortini); L’orlo (prefazione di Gianmario Lucini, CFR, Sondrio 2014; Premio “Gioiosa Ionica-Don Milani per la legalità”) e Tutte le voci (prefazione di Salvatore Ritrovato, Arcipelago Itaca, Osimo 2016).

paparinoRenzo Favaron è nato nel 1958, vive e lavora a San Bonifacio (Vr). Dopo un’iniziale plaquette in lingua, nel 1991 pubblica in dialetto veneto Presenze e conparse, con una prefazione di Attilio Lolini. Del 2001 è il romanzo breve Dai molti vuoti. A partire dal 2002 pubblica alcune minuscole plaquette presso le edizioni Pulcino-Elefante. Nel 2003 pubblica Testamento (nota di Giani D’Elia), un’altra raccolta di poesie in dialetto, nel 2006 Di un tramonto a occidente e nel 2007 Al limite del paese fertile (postfazione di Alberto Bertoni). Il racconto La spalla è del 2005. Del 2009 è In cualche preghiera (postfazione di Giancarlo Consonni e vincitore del Premio Salvo Basso). Segue nel 2011 Un de tri tri de un (nota introduttiva di Giovanni Tesio e postfazione di Lorenzo Gobbi), che raccoglie venti anni di poesia in dialetto. Del 2012 è Ieri cofa ancuò (nostos par passadoman), con una nota di Paola Tonussi. Del 2014 è il racconto breve Esordi invernali e del 2015 la raccolta Balada incivie, tartufi e arlechini. È presente nelle antologie: Guardando per terra, L’Italia a pezzi, Verona: Antologia dei grandi scrittoriCon la stessa voce (Poeti dialettali traduttori).

wayneGianluca Wayne Palazzo è nato nel 1976 a Modena e laureato in lettere – Storia e critica del cinema – insegna a Roma e frequenta un dottorato in letteratura italiana. Ha collaborato con produzioni cinematografiche e televisive e con un paio di riviste di cinema. Prima e durante uno stage alla Scuola Nazionale di Cinema e un master di sceneggiatura alla Rai. Il suo romanzo d’esordio, Il contrario di tutto, è stato pubblicato da “Voras Edizioni” nel 2009 e un secondo è in uscita con Cicorivolta Edizioni. Buon viaggiatore, ama fare polemiche, scrivere nei bar, e sono diciassette anni che sta cercando di imparare il surf.

Chiara Pini si è sempre riconosciuta negli studi umanistici ma ha compreso tardi l’importanza e la bellezza del suo lavoro di insegnante; tuttora preferisce definirsi ‘mediatrice tra l’onirico e il reale’, forse perché influenzata dalla sua tesi di laurea in Lettere su “La circolarità dell’immaginario fantastico nei romanzi di Dino Buzzati”, forse perché pensa che il suo sia un lavoro sempre in revisione e in divenire. La necessità di individuare una didattica della lingua efficace l’ha avvicinata alla Grammatica Valenziale; al momento collabora con un gruppo di linguisti esperti di modello valenziale in attività di formazione dei docenti.
Coltiva studi e interessi linguistici in ambito cronologico italiano compreso tra XIX e XX secolo.
Occasionalmente conduce incontri con autori a presentazione dei loro libri.
È autrice di Un nido di candide piume (l’Erudita, Giulio Perrone, 2018) in cui narra la vita di Alessandro Manzoni e di Henriette Blondel; con una nuova lettura critica del Cinque maggio.

Lorenzo Pompeo (Roma 1968) si è laureato all’università di Roma La Sapienza con una tesi di comparatistica russo polacca (“La ricezione dell’opera di Dostoevskij in Polonia dal 1882 al 1914”) e ha terminato un dottorato in Slavistica presso la medesima università con una tesi sul predicatore ucraino del XVII secolo Joannikij Galjatovs’kyj. Ha all’attivo una trentina di pubblicazioni, tra le quali un dizionario italiano-ucraino, una raccolta di favole ucraine, oltre a numerosi studi sugli aspetti di alcune culture slave dal XVI secolo ai giorni nostri (in particolare ha rivolto la sua attenzione alle culture russa, polacca e ucraina). Sue traduzioni di poeti ucraini e polacchi sono apparse negli anni scorsi sulla rivista “Pagine”. Per la casa editrice Besa di Lecce ha tradotto (2003) “Moskovjada”, di Jurij Andrukhovyč, in assoluto il primo romanzo di uno scrittore contemporaneo ucraino stampato in Italia.  Di recente è uscita la sua traduzione del romanzo di Stanislaw Lem “Golem XVI”  per i tipi del Sirente. E’ autore della raccolta di racconti “Auto-pseudo-bio-grafo-mania” e del romanzo breve “In arte Johnny. Vita, morte e miracoli di Giovanbattista Cianfrusaglia” edito dalla Ciesse. Da qualche anno affianca all’attività di traduttore e autore anche quella di fotografo (alcune sue foto compaiono sul sito www.lorenzopompeo.it) Un paio di mesi fa ha aperto un blog di poesia, Il Vascello Fantasma.

paolo-steffan-selfiePaolo Steffan, nato nel 1988, ha fatto studi classici al Liceo “Marconi” di Conegliano e si è laureato in Filologia e letteratura italiana all’Università “Ca’ Foscari” di Venezia. Come critico ha dato alle stampe il saggio Un «giardino di crode disperse». Uno studio di Addio a Ligonàs di Andrea Zanzotto (Aracne 2012) con prefazione di Ricciarda Ricorda e la monografia Luciano Cecchinel. Poesia. Ecologia. Resistenza (Arcipelago itaca 2016) con prefazione di Alessandro Scarsella, e ha curato con Giuliano Galletti il volume Sebastiano Barozzi e la sua Cronaca del popolo. Un poeta di San Fior nel Risorgimento (Edizioni Comune di San Fior, 2016). Ha ricevuto numerosi riconoscimenti come poeta. Sue fotografie, disegni e dipinti sono ospitati in volume, su rivista e in un film.

AmaliaAmalia Stulin nasce nel 1995 in quella che molti chiamano Slavia friulana, ma che per lei risponde solo al nome di Benečija. Galeotto fu Umberto Eco col suo Pendolo di Foucault, che le fece prendere la miglior scelta della sua vita: studiare l’ebraico. Ad oggi studia Ebraico e Persiano all’Università Ca’ Foscari di Venezia e si diletta con piccoli lavori di grafica pubblicitaria; non si è ancora laureata, non ha pubblicato libri né collaborato con riviste, ma ci sta lavorando.

Carlo Tosetti (Milano, 1969), vive a Brivio (LC).
Ha pubblicato le raccolte: Le stelle intorno ad Halley (LibroItaliano, 2000), Mus Norve­gicus (Aletti, 2004), Wunderkammer (Pietre Vive, 2016), La crepa madre (Pietre Vive, 2020).
Suoi scritti e recensioni sono presenti su: Nazione Indiana, Poetarum Silva, Larosainpiu, Paroledichina, Words Social Forum, Versante Ripido, elvioceci.net, Il Convivio, Lankenauta, Interno Poesia, www.giovannicecchinato.it, Poesiaultracontemporanea.
Il suo sito è http://musnorvegicus.blogspot.it/

Sara Vergari. Firenze, 1995. Dopo gli studi classici si laurea in Lettere moderne all’Università d Firenze con una tesi in letteratura tedesca. Si trasferisce poi a Milano dove sta per laurearsi in Filologia moderna con indirizzo editoriale presso l’Università Cattolica. Si interessa di editoria e poesia contemporanea. Collabora con alcune riviste.

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