Autore: piccola68

29/10/93

Pensavo a quel gelo, a quel vuoto che avevo traversato e che lei si portava nelle ossa, nel midollo, nel sangue. Valeva la pena di rivivere ancora? Ci pensai, e intravidi il barlume del giorno. Allora dissi “sia finita” e mi voltai (Orfeo ne L’inconsolabile di Cesare Pavese, dai Dialoghi con Leucò, Einaudi 1947)

Vomito
sangue
guardo la mano
sangue

Sono distesa
nuda
dove sono?

Provo a muovermi
vomito
sangue

Chi siete?

Voglio dormire
No!
Voglio sognare
No!

Lasciatemi sognare
non ho dolore
non ho ferite che mi lacerano

Sveglia!!

Chi sei tu che mi costringi alla realtà?
sono debole e cedo
sono forte e resto

Thanatos può attendere

Antonella Troisi

Respiro – Antonella Troisi

Il respiro mi manca
perché non respiro
sono circondata da aria
ma non respiro

La finestra…
Eccola, aprila
Ma non c’è aria

No!
Ferma!

Figlia
Sorella
Siamo qui
Guardaci

Le voci
I volti
Vorrei tener con me
Lo so, non posso
Dolcemente sfioro le guance
Una carezza

Addio

Letargo

Un letargo mi avvolge,
è un rintocco di pendolo
tra sonno e veglia:
vegeto e palpito
come un ossimoro alla vita.
Osservo dal vetro
le foglie
una strada:
sono una guardona
estranea alla vita.
Poi succede,
succede e piccole perle
mi annebbiano gli occhi,
una pioggia di primavera:
è segno questo
che non tutto è perso

Risveglio dal letargo - Luca Pugliese

Rita Florit – da Labirinti e Fuochi

La notte come un filo si dipana
e da un estremo all’altro noi restiamo
disgiunti eppure avvinti
al filo, inesorabile richiamo.
Chiamami da lontano,
da lontano ti chiamo
mio fuoco, incendio, rogo
e la tua voce crépita, m’avvolge.
Consunta sto, rappresa
fremendo per la voglia che mi sale
e ancora torna a ravvivar la brace…

Un sogno (E. A. Poe)

In visioni di notturna tenebra
spesso ho sognato svanite gioie
mentre un sogno, da sveglio, di vita e di luce
m’ ha lasciato col cuore implacato.
Ah, che cosa non e’ sogno in chiaro giorno
per colui il cui sguardo si posa
su quanto a lui e’ d’ intorno con un raggio
che, a ritroso, si volge al tempo che non… e’ piu’?
Quel sogno beato – quel sogno beato,
mentre il mondo intero m’ era avverso,
m’ ha rallegrato come un raggio cortese
che sa guidare un animo scontroso.
E benche’ quella luce in tempestose notti
cosi’ tremolasse di lontano
che mai puo’ aversi di piu’ splendente e puro
nella diurna stella del Vero?

Utopia – Wislawa Szymborska

Isola dove tutto si chiarisce.
Qui ci si può fondare su prove.
L’unica strada è quella d’accesso.
Gli arbusti fin si piegano sotto le risposte.
Qui cresce l’albero della Giusta Ipotesi
con rami districati da sempre.
Di abbagliante linearità è l’albero del Senno
presso la fonte detta Ah Dunque E’ Così.
Più ti addentri nel bosco, più si allarga
la valle dell’Evidenza.
Se sorge un dubbio, il vento lo disperde.
L’eco prende la parola senza che la si desti
e chiarisce volenterosa i misteri dei mondi.
A destra una grotta in cui giace il Senso.
A sinistra il lago della Profonda Convinzione.
Dal fondo si stacca la verità e lieve viene a galla.
Domina sulla valle la Certezza Incrollabile.
Dalla sua cima si spazia sull’Essenza delle Cose.
Malgrado le sue attrattive l’isola è deserta,
e le tenui orme visibili sulle rive
sono tutte dirette verso il mare.
Come se da qui si andasse soltanto via,
immergendosi irrevocabilmente nell’abisso.
Nella vita inconcepibile.

Le nuvole (Christian Morgenstern)

E ancora una volta,
stanco di riflettermi
nei volti umani
come in altrettanti specchi
di indicibile follia,
alzo lo sguardo
oltre gli alberi e le case
fino a voi,
eterni pensieri del cielo.
Grandiose e libere
ancora una volta mi liberate,
e la mia mente corre lontano
insieme a voi, sopra terre e oceani,
e con voi rimango sospeso
sull’infinità dell’abisso
e svanisco infine
come nebbia,
quando incorporeo
vedo i semi delle stelle
volare
sui campi
delle profondità sconfinate.

Tratto dalla raccolta:
“Per molti sentieri”

Edgar Allan Poe – “A una in Paradiso”

Eri per me quel tutto, amore,
per cui si struggeva la mia anima,
una verde isola nel mare, amore,
una fonte limpida, un’ara
di magici frutti e fiori adornata:
e tutti erano miei quei fiori.

Ah, sogno splendido e breve!
Stellata speranza, appena apparsa
e subito sopraffatta!
Una voce del Futuro mi grida
“Avanti, avanti!”, ma è sul Passato
(oscuro gugite!) che la mia anima aleggia
tacita, immobile, sgomenta!

Perché mai più, oh, mai più per me
risplenderà quella luce di Vita!
Mai più – mai più – mai più –
è quel che il mare ripete
alle sabbie del lido – mai più
rifiorirà un albero percosso dal fulmine,
né potrà più elevarsi un’aquila ferita.

Vivo, trasognato, giorni estatici,
e tutte le mie notturne visioni
mi riportano ai tuoi grigi occhi di luce,
a là dove tu stessa ti porti e risplendi,
oh, in quali eteree danze,
lungo rivi che scorrono perenni.