Autore: mariagraziagalatà

Poeta Fotografa

La potenza – foto e testo di MG Galatà


foto di Maria Grazia Galatà

la potenza al susseguirsi indaga proiestorie  ferrogrigie similassi in formografie fitte al tatto che nega se nei punti serpentini appena appena regge lo sguardo appoggiandosi al detto di scatto fuimosso in alternanza di sensi . *** .

Chiedimi – foto & testo di MG Galatà


@MG Galatà

chiedimi di silenzi e terre bruciate in alture chiedimi se esiste un attimo felice solo un attimo chiedimi altrove di un tempo andato del lato oscuro della memoria ferma all’angolo se c’è alba dopo un tramonto sclerotico di un orizzonte malato a malapena chiedimi . se esisto in tenebre brume

m’ingravido – foto e testo di MG Galatà

.

m’ingravido

MG Galatà - m'ingravido

una notte d’abisso

nel punto riflesso

né veste d’acciaio

[to be to be]

logorando pastelli

di fumo e volto pallido

. 

si amano cartefragili

nei fragili morsi

tremori imbruniti

ed è se no pieno

se fragile sfiora

una notte d’abisso

                                                                 Maria Grazia Galatà 10.2010

e silenzi – testo e foto di MG Galatà

 

erano out et orbi

@Maria Grazia Galatà

i silenzi su ricami

di cambi binari

e poi furie

fuorviando

limiteassenza

o follicoli impazziti

offerti alla fuga

ma parlami di rara bellezza

che non osai

ma che sai

nei sottoscala d’ombra

e silenzi                

                                                   Maria Grazia Galatà 10.2010

Si iniqua – testo e foto di Maria Grazia Galatà

.

si iniqua

MG Galatà - si iniqua

ciclico ciclo al

d’occhio demone

notorio

nel rifugio ornato

e nullo è

se contrapposto

svuota ripieghi

culminando rimandi

né rimedi

allor sapendo

pendulo in dolo

quei punti sottratti

                                                                                  Maria Grazia Galatà 9.2010

a levante – foto e testo di MG Galatà

 

a levante

@Maria Grazia Galatà

scortando passi remoti

rapidi e caini

soggetti a termine

tornano uno

e poi uno

in distonie disarmoniche

 * * * *    

ombrelunghe

su cigli incendiari

trite e ritrite

sul pressappoco

di passo in passo

separando l’attimo

attimo al diniego

.

o

la perdita sunta dell’uno

che sia

. 

Maria Grazia Galatà             8.2010

Necessita

 

@ Maria Grazia Galatà

                                         necessita essenza d’assenzio

                                         o semplici tratte suffangate

                                         orlate e punti di sutura

                                         capo di brace

                                         pietas

                                         a tratti

                                         su traumi

                                         fratture

                                         incensi

                                         e perdipiù

                                —   (meno)

                               —   (meno)

                               —   (meno)

                                     di quanto sia

Maria Grazia Galatà                    8.2010

Lungo la strada

 

@MG Galatà

lungo la strada

distorta

a tratti obliqua distrutta

poi chiodi di ruggine

chiudono

cose case casse

nel fluire svilito

subito subito

prima del dopo

dopotutto

prima che sia goccia

che ghiaccia

sull’osso sunto

all’untore

e notte di tutte le notti

né respiro

SI TACCIA

Maria Grazia Galatà      8.2010

Racconti inediti – 58sbarrato – Antonio De Santis

Il viso tondo cercava qualcosa da guardare fuori dal finestrino,tra le ombre della sera rotte da neon di periferia. Composta, le mani strette sulla borsa e le gambe unite,attenta a non muoversi oltre lo spazio a lei concesso,come a difendersi dalla socializzazione coatta e demagogica inflitta da sedili così assurdamente vicini. Odori estranei,aliti ingombranti,vestiti che puzzano di cucina,gli idiomi più disparati. Maledetti pullman.

Capisco di cosa vive quando sale una sua collega e si sistema davanti a lei cominciando a parlare del niente. Guardo meglio la mia vicina. Sono spudorato come sempre. Mezza età, lineamenti gentili e viso mantenuto con trucchi comprati in un centro commerciale. Sovrappeso. Un colorante per capelli in offerta, (…”non è proprio la mia marca ma non importa..”). Modi gentili, di più. L’abitudine alla sottomissione sistematica. Avere a che fare col pubblico sempre, significa diventare un po’ impersonali, universali. (altro…)

Lama

 

@Maria Grazia Galatà

lama

con nodi doppiati

d’amaro

s’incunea iniqua todiante

in opposto limite

subitanea mentis

se pure il dito incide

violando

su crampi pungenti

                    [senti la voce china

                      chiassosa col pianto sul sasso]

                    pur sapendo oltre limite

                    ambiguo

                    lama lama e saccarosio

                    saccarosio su lama

                    limitando il sanguinamento

                    sia dolce l’amaro

                    non torno

                    punto

Maria Grazia Galatà                                                             8.2010

Il ritorno nell’utero – racconto di Giovanni Chiappisi

 

@Giusy Calia

Quando capì che la sua ora stava per arrivare, per prima cosa esorcizzò la paura dell’ignoto facendo un po’ di conti. I medici gli avevano dato due mesi di vita, al massimo tre.

Giorgio, 60 anni ancora da compiere, aprì un cassetto e tirò fuori un’agenda, una di quelle in finta pelle che regalano per Natale. La aprì e la sfogliò fino ad arrivare alla data di quel giorno, domenica 30 maggio, che sottolineò col pennarello rosso. “Se i medici hanno ragione – pensò – al massimo arrivo a Ferragosto. Togliendo gli ultimi dieci giorni in cui le mie condizioni non mi permetteranno altro che di respirare e pensare, con un po’ di ottimismo organizziamoci fino al 31 di luglio”.

Lasciò l’agenda aperta sul tavolo, si alzò e prese dal frigo una bottiglia di vino bianco, un Chiarandà del 2008 che aveva messo da parte per le grandi occasioni. Lo aprì, annusò il tappo e lascio che il vino decantasse per qualche minuto. Poi prese un bicchiere di quelli buoni e lo riempì. Guardò il vino controluce e ne apprezzò il colore, poi cominciò a sorseggiarlo piano piano.

Il sole stava tramontando e lui accese la lampada da tavolo. Davanti, aperta, la sua agenda. E cominciò a scrivere:

1) Non far sapere niente a nessuno e, se qualcuno intuisce, smentire, smentire, smentire
2) Andare a trovare i figli con una scusa qualunque: nemmeno loro devono sapere, altrimenti cominciano a preoccuparsi (forse) e ad essere asfissianti (sicuramente)
3) Uscire ogni sera, con o senza amici, e girare per tutti i pub della città. Vedere i giovani vivere fa bene alla salute e allunga la vita
4) Evitare di incontrare persone con le quali avresti voluto vivere assieme per i prossimi vent’anni: farlo vorrebbe dire provare rabbia e delusione. E poi non sarebbe nemmeno un bel regalo per quelle persone. Quindi EVITARE
5) Rifiutare ogni ulteriore terapia. Che i medici imparassero con altre cavie
6) Studiare un viaggio per la Norvegia del nord e bearsi nel sole di mezzanotte
7) Sottoscrivere una nuova polizza di assicurazione per la barca
8) Guardarsi spesso allo specchio e sorridersi

L’indomani, di buon mattino, andò in azienda. Salutò il portiere che, come sempre, era intento a tentare di risolvere un solitario e salì al terzo piano, in amministrazione. Al capo del personale, attempato playboy in piena attività, disse che aveva incontrato una donna e che gli serviva urgentemente un mese di aspettativa e un mese di ferie. Quello fece un po’ di resistenza, ma alla fine cedette. “A partire da quando?”. “Da subito”. (altro…)

Sembrava – di Maria Grazia Galatà

 

@ MG Galatà

sembrava leggera

la mano schiusa

socchiudendo la porta

appena appena

isolata isolanti

e trambusti di voto

tra poco è sera

saremo lontani

manto montato

al calante di tuoni

miei e tu

che m’abbracci il

silenzio giurato

al freddo d’abito

                        dubbioso

salino silente

e quel miracolo istante

apparente aderenza

sincronica distonia

[I never gave one of my pictures]

Maria Grazia Galatà 8.2010