“Sino a che morte non” (di Domenico Caringella)

racconto inedito di Domenico Caringella . “And you can send me dead flowers every morning Send me dead flowers by the mail Send me dead flowers to my wedding And I won’t forget to put roses on your grave“ (M.J. – K.R.) . Iniziavano sempre insieme, ma ogni volta era Liberty a svegliarsi per primo. […]

[fiction] – NEGLI OCCHI MAI – Domenico Caringella (post di natàlia castaldi)

please, play: Mi chiamo Behram. Al mondo non ho nessuno. Solo le ombre delle persone che ho ucciso con queste mie mani. E da domani il mondo non avrà me. Gli invasori mi impiccheranno, alle dieci. Dicono che ho ucciso 931 persone. Uomini, donne, vecchi, bambini. Io ne ricordo 125, e ameno altri 150 li […]

La folla – fictions – Domenico Caringella (post di Natàlia Castaldi)

Soundtrack: (La foule, Edith Piaf) *** La prima volta era stata la pioggia arbitraria e battente a spingerla dentro la Librairie du Temple, nel cuore del Marais, in una giornata di febbraio che sino ad un minuto prima le era sembrata incongruentemente primaverile e subito dopo si era rivelata un’illusione. In tutte le occasioni successive, […]

[racconti inediti] Il commento – di Domenico Caringella (post di Natàlia Castaldi)

Le lezioni di piano erano le uniche carezze che sua madre continuava a dargli ogni tanto. Quelle che lei aveva fatto in tempo a regalargli da bambino, prima di scappare con il tizio che aveva bussato alla porta una mattina per vendere saponette e che aveva finito per lavare via da casa sua una buona […]

[racconti inediti] Il lago – Domenico Caringella (post di natàlia castaldi)

PLAY: *** IL LAGO L’ho sempre saputo che mi tenevano d’occhio. I federali e la DEA per il processo sul carico di coca, e il giudice di sorveglianza per la vecchia storia delle molestie a Judith e le botte al testa di cazzo che dormiva nella casa stile olandese, si allenava a golf sul campo […]

[Racconti inediti] – MOTHERFUCKERS – di Domenico Caringella (post di natàlia castaldi)

PLAY IT: Robert avrebbe voluto essere altrove. Non sulla vecchia Triumph verde bottiglia che Sammy Joe aveva rubato quella mattina nel parcheggio davanti al vecchio stadio del Wednesday e che adesso fuggiva sbilenca come un ubriaco, schiacciata tra il bianco della neve che aveva ricominciato a foderare l’asfalto del boulevard, ed il rosso del sole […]

[Racconti inediti] STOLZ – di Domenico Caringella (post di natàlia castaldi)

Play it: then read: Stolz si liberò delle figure vuote dell’ultimo incubo della mattina e si svegliò. Le lettere, che non conosceva e non sapeva leggere e che nella visione lo avevano circondato, sparirono; il fracasso industriale dei suoi sogni ci mise più tempo ad abbandonarlo. Quando lo benedisse il silenzio della camerata vuota e […]

Racconti inediti: Il rapimento di Lalo Schifrin – Domenico Caringella (post di natàlia castaldi)

Before you read, please play: Rapire il maestro Lalo Schifrin non fu la cosa più facile del mondo. Ma l’uomo che poteva farlo, farlo in quel modo, ero io. Dieci anni nel Mossad avevano affinato tutti i miei sensi, tranne quello del dovere. E così, dopo aver incontrato Selima che vendeva saponette colorate all’angolo di […]

Racconti inediti: Il Nobel e il suonatore di cucchiaini – Domenico Caringella (post di natàlia castaldi)

Ero lì da quasi un anno. Lì, al 24° piano dello Spencer Center, sede del “Metaphisycal Magazine”, l’occulto spin-off speculativo del “Wall Street Journal”; speculativo perché creato dai domatori di squali della Borsa al puro scopo di incamerare i contributi federali per l’editoria insieme ai lasciti di filantropi, mecenati ed altri scriteriati, e anche perché […]

1978

di Domenico Caringella Gli chiese di aprire le tende e spalancare le finestre. Voleva la luce. Sempre. La inseguiva. Doveva, voleva vedere, capire. Le notti le chiamava buio, e le mattine la illuminavano. Così, fecero l’amore in silenzio sul letto dei genitori di Ramon, inondato di sole, con le voci sguaiate del barrio che si […]

Il sangue

racconto inedito di Domenico Caringella play & listen Il corteo ha attraversato lentamente la strada maestra, quella che dal molo incastrato nella scogliera percorre il paese, lo taglia in due, e prima di morire sale fino alla ferrovia. Adesso si sta arrampicando sulla collina, verso il bastione di pietra che domina la baia, il “balcone […]