Il demone dell’analogia #46: Lucertola

«Una strana amicizia, i libri hanno una strana amicizia l’uno per l’altro. Se li chiudiamo nella mente di una persona bene educata (un critico è soltanto questo), lì al chiuso, al caldo, serrati, provano un’allegria, una felicità come noi, esseri umani, non abbiamo mai conosciuto. Scoprono di assomigliarsi l’un l’altro. E ognuno di loro lancia frecce, bagliori di gioia verso gli altri libri che sembrano (e sono e non sono) simili. Così la mente che li raccoglie è gremita di lampi, di analogie, di rapporti, di corti circuiti, che finiscono per traboccare. La buona critica letteraria non è altro che questo: la scoperta della gioia dei libri che si assomigliano». Mario Praz

Ritratto di gentiluomo, Lorenzo Lotto

 

Scompare la lucertola

lingua salmastra
assassina di mosche
tra le foglie ornamentali
di un cespuglio o di una palma
dopo i giorni pluviali.
Cacciata cacciatrice,
composita scaglia
rigenerante lacerti
di amputazioni astute:
col falso moto di nervi
(miracolo evolutivo
geminare cadenti
sosia d’inganno)
mi sorprendi alla luce febbrile
dallo scabro vaso
nella nuova piazza disabitata
tra uffici commerciali.
Al mio passo fa un fruscio
e la rapida coda
resta – lei striscia
in fuga, si salva
dal gioco ragazzino
di mettere alla prova quanto dura
la vita sopra un prato.

Si è acquietato nell’ombra
un lampo che rimanda la cattura.

da Delle nostre immagini di Costantino Turchi

 

LIPOCOSMA CHIRALIS
(a mio fratello)

In un gioco che graffia le ginocchia
avevamo un’amaca di roccia.
Non un battito di ciglia
per salvare ogni istante delle nostre pupille.
Auscultando la lucertola addosso
senza tradire l’inganno della tanatosi.
Una rotta bianca incideva la curva del mondo,
entrava nel mio punto di mira e subito nel tuo
trattenuta e insolubile.
Poi veniva il vento
e ci strappava dal sogno.
E con te e senza te rigettata dalla notte
mi risveglio.

inedito di Arianna Bonino

 

NELLA FIORIERA

La lucertola che si disseta
aspetta senza paura
le gocce che lascio cadere
sulla piccola foglia:
torna a bere, mi guarda
il suo occhio m’incontra,
sembra dirmi
la sua meraviglia.

da Il paese nascosto di Luca Nicoletti

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