Juan Terenzi, Tre poesie (autotradotte)

 

Festeggio

oggi festeggio
il mio matrimonio
una convivenza di oltre
oltre
oltre
meno
meno
oggi ancora
festeggio il divorzio
ma prima sono vedovo
per
per
per
il mio figlio mi diceva
caro papà
vieni
abbracciami
come hai sempre
come hai sempre
oggi un’altra volta
festeggio la mia rottura
priva di beni
non li avevamo mai
solo alcuni libri
sorrisi
lacrime
lenzuola
baci
abbracci
parole
gridate
parole
sentite
oggi ancora festeggio
senza candele
senza torta
senza nessuno
senza nemmeno
la mia ombra
ho spento la luce
oggi festeggio

 

I gradini

salii diciassette
gradini
quando vidi il bancone
mi sedetti
sulla sedia più conveniente
con
ve
niente
io volevo
il tutto
che era offerto
anche se le birre
riscaldavano sulle labbra
e raffreddavano
la mia libidine
però
oh…
c’era ancora un tempo
esaurito
rimbaud morto quando
aveva trentasette
mi spingeva
la mia età è la sua
non voglio superarlo
salii diciassette
gradini
quando vidi il bancone
mi sedetti

Hoje celebro

hoje celebro
o matrimônio
um convívio de mais de
mais de
mais de
menos
menos
hoje ainda
celebro o divórcio
mas antes fui viúvo
por
por
por
meu filho me dizia
papai querido
venha
abraça-me
como sempre
como sempre
hoje novamente
celebro minha separação
sem bens
nunca os tivemos
apenas alguns livros
sorrisos
lágrimas
lençóis
beijos
abraços
palavras
gritadas
palavras
ouvidas
hoje ainda celebro
sem velas
sem bolo
sem ninguém
sem nem sequer
minha sombra
apaguei as luzes
hoje celebro

 

Os degraus

subi dezessete
degraus
quando vi o balcão
sentei-me
na mesa mais esquinada
esqui
nada
e eu quis
o tudo
que era ofertado
embora as cervejas
esquentavam nos lábios
e esfriavam minha
libido
mas
ah…
ainda havia um tempo
exaurido
rimbaud morto aos
trinta e sete
impelia-me
minha idade é a dele
não quero ultrapassá-lo
subi dezessete
degraus
quando vi o balcão
sentei-me

Due dubbi

un telefono
squilla
una mano
risponde
una voce
sono io
l’altra
ciao
un’appuntamento
tocco
tocca
bagno
bagna
si accoppiano
un’addio
labbra
labbra
occhi
occhi
la strada
fissa la traccia
delle ruote
i corpi
pungono
il dubbio

Duas dúvidas

um telefone
toca
uma mão
atende
uma voz
sou eu
a outra
oi
um encontro
toco
toca
molho
molha
unem-se
uma despedida
lábios
lábios
olhos
olhos
a estrada
fixa o traço
das rodas
os corpos
doem
a dúvida

 


Juan Manuel Terenzi è nato nel 1982 a Ribeirão Preto, in Brasile. È cresciuto in un ambiente bilingue, dato che la sua famiglia è argentina. Attualmente vive a Florianópolis (Brasile), dove sta terminando il suo dottorato su Samuel Beckett. Ha studiato gli archivi di Beckett per sei mesi alla University of Reading (UK). Suoi versi sono stati pubblicati sui siti letterari “Mallarmargens”, “Ruído Manifesto”, “Zunái”, “LONGITŪDINĒS”, “Iris News”. Il suo libro Fissuras è di prossima pubblicazione (Caiaponte, 2020). Ha tradotto articoli accademici, saggi e poesie da inglese, spagnolo e italiano.

3 commenti su “Juan Terenzi, Tre poesie (autotradotte)

  1. Pingback: Gioielli Rubati 102: Luigi Paraboschi – Juan Terenzi – Cristina Bove – Raffaella Lanzetta – Davide Morelli – Nievdinessuno – Nina Sadeghi – Mario Banella. | almerighi

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