Bustine di zucchero #26: Iosif Brodskij

In una poesia – in ogni poesia – si scopre sempre un verso capace di imprimersi nella mente del lettore con particolare singolarità e immediatezza. Pur amando una poesia nella sua totalità, il lettore troverà un verso cui si legherà la sua coscienza e che lo accompagnerà nella memoria; il verso sarà soggettivato e anche quando la percezione della poesia cambierà nel tempo, la memoria del verso ne resterà quasi immutata (o almeno si spera). Pertanto nel nostro contenitore mentale conserviamo tanti versi, estrapolati da poesie lette in precedenza, riportati, con un meccanismo proustiano, alla superficie attraverso un gesto, un profumo, un sapore, contribuendo in tal senso a far emergere il momento epifanico per eccellenza.
Perché ispirarsi alle bustine di zucchero? Nei bar è ormai abitudine zuccherare un caffè con le bustine monodose che riportano spesso una citazione. Per un puro atto spontaneo, non si va a pescare la bustina con la citazione che faccia al proprio caso, è innaturale; si preferisce allora fare affidamento all’azzardo per scoprire la ‘frase del giorno’ a noi riservata. Alla stessa maniera, quando alcuni versi risalgono in un balenio alla nostra coscienza, non li prendiamo preventivamente dal cassettino della memoria. Sono loro a riaffiorare, da un punto remoto, nella loro imprevista e spontanea vividezza. (D.Z.)

Brodskij 2

L’ispirazione a scrivere Farfalla l’apprendiamo dallo stesso Brodskij in un’intervista del 1979. La sua musa poetica era in esilio da ormai sette anni dalla patria russa. Il poeta narra principalmente l’occasione che lo condusse a elaborare il poema – cercando di «mettere assieme due cose, Beckett e Mozart» –, ovverosia la circostanza di un concerto a cui assistette diversi anni prima, quando si trovava in Russia, in compagnia di una ragazza. All’uscita da questo concerto di Mozart, mentre passeggiavano, la ragazza fece un appunto a Brodskij, osservando che le sue poesie erano bellissime, ma non avevano ancora raggiunto «quella fusione di leggerezza e profondità che c’è in Mozart». Leggerezza e profondità, se dosate col metro dell’armonia, divengono consustanziali sia alla poesia che alla prosa; basti pensare a Caproni, se leggiamo i versi di Battendo a macchina («Mia mano, fatti piuma:/fatti vela; e leggera/muovendoti sulla tastiera/sii cauta»), o alla prima lezione americana di Calvino, dedicata al concetto della leggerezza, nel senso di «planare sulle cose dall’alto» senza avere «macigni sul cuore». La penna brodskijana, come una scia sul foglio, mantiene l’attenzione verso questi due poli poiché la leggerezza è memore della profondità che ferisce e salva e nella cui riga si mescolano «saggezza e idiozia […] senza togliere polline dai fiori,/ma facendo più lieve il cuore». La farfalla è la poesia, la stessa penna che si avventura e non conosce paura ed è più lieve della polvere, supera il passato e l’avvenire, col suo volo «anche l’aria d’un tratto/prende una forma», apre una breccia ai significati perché la parola, seppur nel suo limite, si spezza per comunicare un’alterità rispetto al suo senso originario. In tale direzione leggerezza e profondità paiono essere affini ad altri due termini fra loro contrapposti – gioia e dolore. Contrapposti, ma che non si escludono, se è vero che nel fondo della gioia scopriamo un antico dolore, così come nel dolore scaviamo esasperatamente per trovare la gioia («Tu scavi e io scavo» recita un poesia di Celan). Nel leggere questo poema sulla leggiadria personificata nella vita breve della farfalla, e per riflesso nel moto essenziale della scrittura, si ha veramente la sensazione di ascoltare la sonata numero 3 per pianoforte di Mozart in cui l’allegria raggiunge un sentimento lirico, un planare sopra le parole che «si associa con la precisione e la determinazione, non con la vaghezza e l’abbandono al caso» e che considera «le ragioni del peso» – la profondità per l’appunto. Allora si comprende che il dolore, talvolta, ha bisogno di alleggerire il suo gravame, senza perderne lo spessore, la rilevanza, ma cercando un volto più lieve.

Bibliografia in bustina
Iosif Brodskij, Poesie, Milano, Adelphi, 1986 (trad. G. Buttafava), pp. 35-37.
Iosfi Brodskij, Conversazioni, Milano, Adelphi, 2015 (a cura di C.L. Haven), p. 106.
G. Caproni, Tutte le poesie, Milano, Garzanti, 1983, p. 204.
I. Calvino, Lezioni americane, Milano, Garzanti, 1988; Mondadori, 1993 (2016), p. 20.

Un commento su “Bustine di zucchero #26: Iosif Brodskij

  1. Quella poetica è la ricerca dell’assoluto senso, dell’assoluto significato della parola che, dotata di un valore significante indica in modo preciso, ravvisa esattamente un’immagine e, nel contempo, crea con le altre componenti del verso una sinottica e congruente armonia di chiaro intento similare alla musica.
    La coniugazione di leggerezza e ponderazione, di levità e pregnanza, di leggiadria e profondità è raggiungimento alto, difficilissimo e oneroso. attraverso l’affinamento del sentire empatico, condotto a servizio della volontà di attivare un significante precipuo. Il pondus leggero del senso più autentico è approdo non a tutti consentito, ma quando questo approdo è raggiunto schiude una profondità, una coesione tenace nella plurima concordanza di voci, di toni e di espressioni. Tutto ciò senza il sopravanzare della componente formale su quella contenutistica e viceversa, secondo l’istanza del raggiungimento di un equilibrio sottile e tenue.
    Non concordo del tutto circa l’affermazione pertinente alla coincidenza tra leggerezza e gioia, per un verso, profondità e dolore, per l’altro. Essere profondi non significa, in automatico, affrontare il dolore, abbandonare una lirica e oggettiva azione creatrice o esegetica. La profondità raggiunge l’estremo opposto della volontà, dell’intento di non lasciare insondato alcun aspetto, alcuna tematica, alcuna componente da poter analizzare. L’onnicomprensività della creazione profonda, o dell’esegesi non è sinonimo di dolore, ma di oggettivazione della ricerca o dell’analisi.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: