Clara Sereni, “ultimista e farfalla” tra due secoli

Ricordi, letture e riletture delle sue opere, memorie di incontri e scambi, di un reciprocità che Clara Sereni era riuscita a definire prima dentro i suoi libri e poi nel mondo, nel suo lavoro − e, a volte, rendendo soprattutto vero il viceversa. Sono tanti gli interventi, nutriti e pieni, che raccoglie il volume Clara Sereni di Ali&No (2019), proprio nella collana “le farfalle” che lei aveva diretto fino al 2018 su proposta di Francesca Silvestri (qui è recensito il volume su Luisa Spagnoli di Valerio Corvisieri) la quale, in questo volume, ripensa al lavoro comune e fa affiorare la “composizione di sguardi” che ciascuno dei coinvolti propone. Come in uno stesso viaggio dall’origine della serie, che tocca la biografia di donne straordinarie per cultura, intensità e vita, questo numero allarga e include tutti i temi e le dimensioni del vivere e dello scrivere di Clara Sereni, un’autrice in grado di fare della memoria, della narrazione sulle donne e del femminile rapportato alle radici, della storia, dell’Italia nella seconda metà del Novecento fino ai giorni nostri, il fulcro di una ricerca sulla parola e dentro la vita.
Da ogni lato, affrontando biografia e scrittura, i vari testi fanno emergere quella completezza di intenzioni che l’autrice ha esposto: il suo carattere raccontato dalle sorelle, la generosità che Dacia Maraini dal canto suo ma anche Walter Veltroni e “le merendanze” sottolineano, ma anche una presenza attiva e concreta; le radici ebraiche e la famiglia ricostruita da Cottinelli e Zevi; gli affondi nei suoi libri (e talvolta in quelli degli altri) che diventano tracciati nuovi, riletti e assimilati per Monferrini, Petrignani, Calamandrei e Centovalli; un accento su “Via Ripetta” e sull’importanza della giovinezza romana per Bartolini e, dal versante musicale e canoro, per Crotti; il quotidiano e il rapporto con il figlio Matteo per Scricciolo, Rulli e Marta Sereni. Clara Sereni è stata un'”ultimista” (ossia un soggetto dalla parte degli ultimi per vita e scelta) le cui esperienze nel sociale non hanno riguardato quella necessità volontaristica che si chiude dentro l’aiuto − seppur prezioso − di cura ma una sensibilità d’impegno che, a partire dal privato-pubblico post-sessantotto, come i vari testi confermano, si incarna nella letteratura e nella libertà da essa sprigionata.
La sua forza risiede nella dimostrazione di una certa appartenenza alle persone e alla scrittura, tratti che l’hanno caratterizzata per una naturale e radicata propensione al “reale manifesto”, il quale emerge dalla propensione di lanciare, nel mondo, il suo fare. Non a caso il cibo e la cucina diventano simbolici di una “casalinghità” interna al femminismo, la stessa che si scopre in Casalinghitudine (1987), forse il suo libro più famoso ancora oggi, tradotto negli Stati Uniti qualche anno fa grazie al lavoro di Giovanna Miceli Jeffries e Susan Briziarelli (con il titolo Keeping House: A Novel In Recipes, State Univ of New York Pr 2005). Oggi, nel mondo, diverse studiose si occupano della sua opera, e oltre alle traduttrici già citate, è lodevole l’impegno di Puma Valentina Scricciolo, di Giulia Po Delisle, di Ursula Fanning e di Carla Carotenuto.
Molte delle conquiste del Movimento restano nelle implicazioni della scrittura di Clara Sereni, e ancor di più grazie alla sua visione politica, in quel Sessantotto mai sazio; si rivela nei suoi libri il tratto distintivo di un “fare comunità” che anche il volume per Ali&No crea, un ‘costruire con gli altri’ per Sereni da dentro e verso fuori, al futuro.

Clara Sereni, a cura di Francesca Silvestri e Puma Valentina Scricciolo, Perugia, Ali&No editore, 2019, pp. 149, euro 12. Con interventi di Marinella, Marta e Anna Sereni, Dacia Maraini, Walter Veltroni, Michela Monferrini, Sandra Petrignani, Silvia Calamandrei, Vincenzo Cottinelli, Benedetta Centovalli, Tiziana Bartolini, Luca Zevi, Daniele Crotti, le merendanze, Puma Valentina Scricciolo, Stefano Rulli, Marta Sereni e Francesca Silvestri.

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© Alessandra Trevisan

Segnaliamo anche un appuntamento che si terrà il 4 dicembre 2019, alle 17.30, alla Casa Internazionale delle Donne di Roma, legato anche al Premio letterario nazionale Clara Sereni:

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