Giorno: 23 ottobre 2019

Andrea Accardi, Frattura composta di un luogo (nota di A. Castrovinci)

Andrea Accardi, Frattura composta di un luogo, Giuliano Ladolfi editore 2019

Nota di Andrea Castrovinci Zenna

Tripartita in sezioni di trenta capitoli ciascuna, l’opera di Accardi vorrebbe darci il senso di un geometrico ordine; già la copertina, consistente in una carta geografica, pare voglia assolvere quel ruolo, così come l’incipit del primo capitolo: «La cittadina è stata costruita negli anni settanta, interamente per i pedoni, tutta salite e discese, scalinate e scivoli». Ma al suo termine, nella brevitas aforistica di cui vive l’intera collezione di asserzioni immediate, icastiche, gelide a tratti, viene svelato “l’inganno” (“Di notte le luci delle auto fuori del perimetro mostrano però l’inganno”), la distanza celata dietro l’apparente perfezione, il fulmen in clausola capace di illuminare e sorprendere amaramente il lettore sulla realtà allucinatamente ordinata di luoghi, nomi, voci.
«Sparisce una ragazza e spuntano ovunque manifesti. La foto però è scelta bene, proprio un sorriso che diresti un futuro radioso. Dopo le prime volte non ci fai più caso, e intanto dentro una casa lontana qualcuno fa già i conti con il vuoto. Al cinema multisala c’è lo sconto il mercoledì.»
Si ritrova una visione morale degli eventi, delle persone e delle parole che popolano il luogo, frustrata dalla realizzazione pratico-quotidiana della vita slabbrata dello studente fuori sede, che da un lato prova il brivido della novità, dall’altro l’accorata nostalgia di casa e degli affetti.
«Il centro commerciale ha vetrine e musichette da centro commerciale, ci vai per sentirti altrove. Ogni tanto parte una canzone di prima che tu nascessi, e ti prende uno struggimento senza un perché» (altro…)

Caregiver Whisper 87

Mio padre Sebastiano è morto l’11 novembre 2016 per le conseguenze di un adenocarcinoma. A Lucia, mia madre, è stato diagnosticato nel 2014 il morbo di Alzheimer. Quando si è ammalato, mio padre ha iniziato a raccontarmi la sua vita mettendo, così, ordine anche tra le testimonianze confuse di mia madre. Lei ha disimparato cose elementari come vestirsi in modo corretto, lavarsi e mettere le cose in ordine. Io sono il suo caregiver. Come molti altri malati nelle sue condizioni, è spesso irascibile e aggressiva perché non ha più gli strumenti per decifrare cosa le succede intorno. In Caregiver Whisper racconto piccole storie di vita nella malattia, tra le mille difficoltà con cui mi sono dovuto misurare, il più delle volte da solo, e l’ironia che ci ha aiutato a non impazzire nei momenti più difficili. Questa rubrica è dedicata ai miei genitori, alle persone che mi sono state accanto in questo percorso e a chi si trova, come me, a guardare in faccia la realtà, cercando di elaborare un lutto che lutto ancora non è. (altro…)