Giampaolo De Pietro, Dal cane corallo

Giampaolo De Pietro, Dal cane corallo. Disegni di Francesco Balsamo, Arcipelago itaca 2019

Dal cane corallo (Arcipelago itaca 2019) di Giampaolo De Pietro provengono scatti improvvisi, scarti, attese guardinghe e soprattutto tanto, tanto camminare.
L’autore dei versi dichiara che il Cane Corallo è il cane-meticcio cane-da-caccia Tobia, e già il nome apre la via a una serie di associazioni che vanno dal testo biblico alla serie televisiva in bianco e nero di quando al pomeriggio c’era “La TV dei ragazzi”.
Ma Tobia ha una sua personalità fatta di paure e di attenzioni, di mimetizzazioni – «Il cane corallo/ corteggia ogni cespuglio/ fino a sembrare un gatto (che fa le fusa/ e contro il primo che passa si struscia)» – e di attese in sconosciute scansioni del tempo: «il cane a muso stretto per/ la quiete irriflessa dalla bocca/ aperta di sempre, la lingua pendente/ sua attesa di appendersi all’aria del prossimo/ autunno, chissà che nome hanno le stagioni/ delle sensazioni per lui, il cane».
Nel suo camminare, che alterna i movimenti del battere e del levare, che è cadenzato dal fiato e dal fiuto (oltre il semplice e non sorprendente gioco di parole, vale la pena di indagare su questa “altalena del respiro”), si sollevano, si sprigionano domande. O siamo noi umani a immaginare, a ipotizzare quesiti e interrogazioni, a esprimerli sproloquiando, lingue verbose a fronte delle lingue lunghe, ma mute di idiozie, del cane?
Anche questo interrogativo anima le pagine di Dal cane corallo, ed è un interrogativo legato sia all’incontro tra due dimensioni esistenziali, canina e umana, sia agli strumenti espressivi e comunicativi in senso ampio:

La lunga lingua del cane,
per non sapere dire scemenze,
la lingua lunga dell’uomo,
per l’eccesso – opposto – contrario

Pare allora che la dimensione canina abbia accesso, se non privilegiato, almeno non  così arduo come occorre alla dimensione umana, al mistero; allo stesso tempo sembrano essere gli animali tutti a serbare, tutelandolo, il mistero: «cosa anima le cose/ gli animali serbano/ questo mistero che// sembra spaventarli/ poi/ chi anima quegli all’impiedi/ gli animali serbano/ quest’altro mistero che/ può spesso impaurirli/ poi/ li amano per i misteri che sono».
La dialettica non resta nell’ambito di “Cane e padrone”, tanto meno, di Herr und Hund, di padrone e cane, per citare il titolo originale e, con esso, il celebre esempio di Thomas Mann, ma si apre all’incontro con altre anime, sempre canine, ma forse più anarchiche – «Canesciolto, che ti/ incontro, ti domando a/ fiuto: vuoi portarmi a/ spasso)» – o perfino con anime feline, a smentire l’escludersi reciproco di cane e gatto: «Ci provo, col gatto Z. Mantengo/ il suo mistero. Il presente».
Apertura e mistero, essenzialità e complessità emergono anche dai tratti, dalle luci e dalle ombre dei disegni di Francesco Balsamo che accompagnano i testi, non come semplici illustrazioni, ma come ulteriori vie da percorrere, lasciate intuire o esplicitamente mostrate, appunto, Dal cane corallo.

© Anna Maria Curci

 

Giampaolo De Pietro è nato a Catania nel 1978. Scrive e fotografa in versi. Ha pubblicato i libri Tre righe di sole (Salarchi Immagini 2008),  La foglia è due metà (Buonesiepi libri), Abbonato al programma delle nuvole (L’arcolaio 2013), Se i fantasmi vengono dalle statue (Collana isola 2015), Telescopio di fame (selezione di testi per un numero de Il Verri, 2016), Debbo togliermi il vizio (silloge per FUOCOfuochino 2018). Sue poesie sono state tradotte in sloveno, francese, inglese, tedesco e portoghese.

Francesco Balsamo (Catania, 1969). Nel suo lavoro si affiancano disegno e scrittura in versi. Ha pubblicato: Appendere l’ombra a un chiodo (“7 Poeti del Premio Montale”, Crocetti 2002); Discorso dell’albero alle sue foglie (premio Sandro Penna per l’inedito 2002, Stamperia dell’Arancio 2003); Ortografia della neve (Incerti editori 2010, vincitore del premio Maria Marino 2011); Tre bei modi di sfruttare l’aria (Forme Libere 2013); Cresce a mazzetti il quadrifoglio (Ponte del Sale 2015); la plaquette A una scarpa solitaria (FUOCOfuochino 2019). Due i suoi libri di disegni: Non copiare dagli occhi (incerti editori 2012); Album dei passaggi e dei culmini (Galleria Lo Magno 2017).

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