Giorno: 17 settembre 2019

Poesie da ‘Non essere’ di Alberto Cellotto

Esistono i cavalli vicino ai fiumi. Esistono le strade e hanno
rispetto, esistono i colli nei pollai nascosti tra le lamiere
di questo mattino diviso: il sole, l’ultima nebbia accecante.
Esistono le onde i doganieri gli spettri i sogni che cambiano
pegno ai giorni. Gli specchi no, non esistono più. L’igiene
del mondo poteva essere un colore infranto sullo spazio
sempre più sottile sempre più verosimile
fino a farci sbucare nel bianco.

*

Il filo tra la casa vecchia e quella abitata portava
corrente e di notte sempre un topo al terrazzo. Lì
a un passo infilò mio papà una latta d’olio e il topo
non venne più. Non so se la tosse degli anni condurrà
ancora topi oltre la ringhiera amaranto tra i panni
e le scope, ma la lotta resiste la ruggine quando piove
il senso la spartizione e l’altezza tra le due case
che vengono con noi come fossero
l’estremo disprezzo del mondo.

*

 

Quello vecchio lo bruciamo noi o lo tiene per ricordo? mi ha chiesto
senza pensare stamattina l’addetto in questura al rilascio
di un passaporto nuovo. Senza pensare ho detto lo tengo
ma dire per ricordo non potevo. Non penso però
lo riaprirò, non credo sfogliare timbri datati di paesi
sia ritrovare viaggi, passaggi o coincidenze perse magari.
Dovrei bruciare io, con tutto quello che per niente tengo
tengo e tengo per pensarmi più lento a perire.

* (altro…)

Fabio Dainotti, Selected Poems

 

Fabio Dainotti, Selected Poems, Gradiva Publications 2015

Torno volentieri a scorrere le pagine di Selected Poems di Fabio Dainotti (Gradiva Publications, 2015), nell’originale in italiano e nella traduzione in inglese di Rosaria Zizzo.
Composto di diciannove testi di diversa lunghezza, tratti da raccolte che partono addirittura dal Diario poetico del 1965 e si concludono con tre inediti, Selected Poems di Fabio Dainotti è un libro che ebbi modo di leggere e di presentare a Roma qualche anno fa e ne ripercorro i testi partendo dalla quartina di versi della poesia Sera che, ci informa l’autore, è scritta In memoria di nonna Anna Maria.
Sera (dall’omonima raccolta del 1997) racchiude la bellezza e la sapienza compositiva che caratterizza la scrittura di Fabio Dainotti. In quattro endecasillabi essa concentra un universo di letture, con le quali è evidente, senza essere sfacciata, una lunga e quotidiana dimestichezza.
Sono letture di peso, che abbracciano la poesia di tutti i tempi e, in particolare, tutti i secoli della poesia in lingua italiana, a partire da Dante, poeta di cui Dainotti è profondo conoscitore. Tuttavia, questo peso non schiaccia, non affievolisce la originale combinazione di potere evocativo delle immagini e di precisione nella tessitura musicale:

Fitti si richiamavano gli uccelli,
il sole impensieriva dietro gli alberi.
Il vento ti levava dalle braccia
la stanchezza di un giorno: era la sera.

Potere evocativo e precisione del tessuto sonoro sono entrambi restituiti in maniera convincente dalla versione in lingua inglese di Rosaria Zizzo:

In flocks birds recalled each other,
behind the trees the sun grew pensive.
The wind took away from your arms
the strain of a day: it was evening.

È dedicato a Thomas Mann, invece, un altro componimento che dà conto di cifra e consistenza della raccolta e che, come il titolo di un’opera dell’autore tedesco, porta il nome di Cane e padrone. Qui gli endecasillabi si mescolano a settenari e ad altre misure; tutte concorrono a marcare la distanza tra il poeta «nel mezzanino triste”, in volontaria segregazione, osservato dal suo cane che proietta, interrogandosi, l’altro sé dell’io lirico, e la vita fuori, che «celebra/ i suoi fasti in questa/ foresta innaturale». (altro…)