Giorno: 21 agosto 2019

PoEstate Silva: Felice Casucci, Poesie da “Nel verso nulla ritorna”

 

VIII.

Si prendono una parte di noi
come una ruota di scorta,
l’indirizzo della nostra casa
come una cambiale,
il sole che vi splende
come una striscia nera
e tutta la nostra fantasia
come una nota che si ripete sempre uguale.

 

XI.

Ogni viaggio
ostenta
il futuro,
con un’assenza di luoghi
e un’incognita beata.

 

XIII.

Ricorda
dimentica.
Nulla resta.
Il peggiore
e il migliore
sono lo stesso uomo. (altro…)

Racconti per l’Alzheimer Fest #4

 

Dal 13 al 15 settembre si terrà a Treviso la terza edizione dell’Alzheimer Fest. Mi è stato chiesto di raccogliere le testimonianze di altre persone che, proprio come me, stanno gestendo o hanno gestito uno dei propri cari, per poterle leggere durante il festival. Si tratta di racconti brevissimi che descrivono un momento durante la gestione del malato in cui c’è stato da ridere, da piangere o da arrabbiarsi. Se qualcuno di voi vuole partecipare, non deve fare altro che scrivermi tramite mail (caregiverwhisper@gmail.com), raccontando la propria esperienza.
Ecco altri due racconti.
Marco Annicchiarico

– – –

Io e lui

Lui, mio marito, ha 86 anni e la demenza vascolare.
Io, sua moglie da 34 anni, ne ho 64.
Noi stiamo insieme da 43 anni, nel bene e nel male.
Noi due e una figlia meravigliosa.
Io che non sono più sua moglie, ma ora sono diventata sua madre.
Io che lo lavo tutti i giorni, che gli faccio il pediluvio per quei suoi piedi delicati.
Io e lui che restiamo seduti, lui sul water e io sul bidet, io e lui che aspettiamo.
Io che gli faccio il bidet, che lo asciugo bene e gli metto la polvere di riso per scongiurare decubiti e irritazioni.
Lui che adesso ha anche il fuoco di Sant’ Antonio, sulla pancia, sui fianchi e sulle natiche, perché il peggio è sempre in agguato.
Io che lo rado tutti i giorni e gli metto il dopobarba, perché mi è sempre piaciuto profumato.
Lui che mi guarda con quegli occhi, ormai di nessun colore, e mi chiede: quando viene Marina?
Lui che la sera non mi fa nemmeno sentire la tv, perché la sera è il momento in cui parla, parla, parla senza alcun senso.
Lui che non mi fa dormire la notte e non mi fa vivere il giorno.
Noi che facevamo tutto insieme, sempre con la valigia pronta.
Noi che ci piaceva ballare, sciare, nuotare, andare in bici, avere la casa piena di amici.
Io che amavo cucinare.
Io che non ho più una vita ma una sopravvivenza.
Io che in vita mia non avevo mai preso così tanti farmaci.
Io che sono quella che aspetta un giorno migliore.
Io che ho bella e pronta la domanda per il suo inserimento nella Rsa, una Rsa con i posti liberi.
Io che non ce la faccio a portarcelo.
Io che devo fare i conti solo con me stessa.
E i conti non tornano mai.

(M.M.) (altro…)