Giorno: 22 giugno 2019

Premio Internazionale Fortini – Premio Nazionale Lucini

 

Premio Letterario Internazionale
“Franco Fortini”

V edizione

Sondrio – Milano
30 novembre, 1 dicembre  2019

Bando di concorso

Franco Fortini (nato Lattes; Fortini è il cognome della madre), classe 1917.

Poeta, critico, traduttore e saggista. Fortini è stato uno dei più importanti e discussi, ma anche dei più colti e innovativi, intellettuali del Novecento. Il Premio intende rendere omaggio alla sua figura, tra le più alte e significative del secolo scorso.

Fondato nel 2009 il Premio letterario “Franco Fortini” viene oggi rinnovato dopo un’interruzione di cinque anni dovuta alla scomparsa del poeta Gianmario Lucini che ha curato le precedenti edizioni, dedicate alle raccolte inedite. Il premio prevede la partecipazione al concorso di opere di poesie in tutte le lingue, comprese quelle delle minoranze etnolinguistiche e delle parlate locali, purché accompagnate da una traduzione in italiano.

Per ricordare la figura di Franco Fortini, poeta, critico e studioso, e la figura di Gianmario Lucini, poeta, critico, editore e sostenitore della lotta alle mafie, l’Associazione POIEIN, con il contributo della Fondazione per la critica sociale, indice la V edizione del Premio Letterario Internazionale “Franco Fortini” e, al suo interno, indice la I edizione del Premio Letterario Nazionale “Gianmario Lucini”, sostenuto dal Comune di Piateda (Sondrio).

REGOLAMENTO – V edizione del Premio Letterario Internazionale “Franco Fortini”, 2019

Premio per la poesia edita

  1. Possono concorrere i libri di poesie editi nel periodo 1 gennaio 2018 – 30 settembre 2019.

I libri a concorso devono essere inviati esclusivamente in formato pdf (se in lingua diversa dall’italiano, i libri devono affiancare al testo originale la traduzione in italiano)

con posta elettronica a premiofortini@poiein.it entro la data del 30 settembre 2019; il formato pdf del libro deve essere accompagnato da una mail completa di nominativo, indirizzo, recapito telefonico e indirizzo email dell’autore.

Ai fini della corretta partecipazione, farà fede la data di spedizione delle opere. La Segreteria del Premio avrà cura di inviare a ogni partecipante una notifica di avvenuta ricezione della email.  Le opere inviate non verranno restituite.

Tutti i dati raccolti verranno trattati nel rispetto dell’art. 13 del D. Lgs 30 giugno 2003 n. 196 e dell’art. 13 del GDPR (Reg. UE 2016/679).

  1. Giuria

La Giuria è composta da: Maria BORIO, Bernardo DE LUCA, Tommaso DI DIO, Carmen GALLO, Luca LENZINI, Fabrizio LOMBARDO, Francesca MARICA, Luca MOZZACHIODI, Giuseppe NIBALI, Christian SINICCO, Francesco TERZAGO e Italo TESTA.

Il giudizio e l’operato della Giuria sono inappellabili e insindacabili.

  1. Premio

La Giuria premierà il primo classificato*:

il premio al vincitore consiste in euro 800,00.

*L’Associazione POIEIN si riserva la possibilità di aumentare l’ammontare del premio, dandone ampia e preventiva comunicazione, nonché istituire eventuali premi aggiuntivi anche per gli altri classificati. La Giuria si riserva altresì di segnalare le opere in concorso, la rosa di segnalati e finalisti, sui siti e le pagine del premio, nonché in quelle dei media partner.

  1. Premiazione

La premiazione si terrà domenica 1 dicembre 2019 a Milano.
Si avvisano i concorrenti che i premi in denaro dovranno essere ritirati personalmente durante la cerimonia di premiazione a Milano, pena la decadenza da ogni diritto inerente alla loro riscossione. I premiati e i finalisti verranno tempestivamente informati di persona dal Comitato organizzatore e saranno tenuti a confermare o meno la loro presenza alla cerimonia.

Tutti i partecipanti al Premio sono comunque invitati, fin d’ora, a intervenire alla premiazione.

Ulteriori informazioni sul Premio sono disponibili sul sito web poiein.it e sui siti dei mediapartner.

  1. La partecipazione al concorso implica l’accettazione di tutte le norme previste dal bando.

 

Premio Letterario Nazionale
GIANMARIO LUCINI

I edizione

Nell’ambito della V Edizione del Premio Letterario Internazionale “Franco Fortini” nasce nel 2019 il “Premio Gianmario Lucini”, in ricordo del poeta valtellinese, critico e editore scomparso nel 2014, che per anni ha diffuso i valori della poesia, in particolare quella di impegno civile e di contrasto alle mafie. Il Premio è sostenuto dal Comune di Piateda (Sondrio).

REGOLAMENTO – I edizione del Premio Letterario Nazionale “Gianmario Lucini” , 2019

Il premio è articolato in due sezioni:

 

  • sezione A, raccolta inedita;
  • sezione B, poesia inedita (max 300 versi).

(altro…)

proSabato: Grazia Deledda, Il mago

Vivevano in fondo al villaggio, uno dei più forti e pittoreschi villaggi delle montagne del Logudoro, anzi la loro casetta nera e piccina era proprio l’ultima, e guardava giù per le chine, coperte di ginestre e di lentischi a grandi macchie. Filando ritta sulla porta, Saveria vedeva il mare in lontananza, nell’estremo orizzonte, confuso col cielo di platino in estate, nebbioso in inverno: cucendo presso la finestra scorgeva una immensità di vallate stendentisi ai piedi delle sue montagne, e sentiva il caldo profumo delle messi d’oro ondeggianti al sole, e il sussulto del torrente che scorreva fra le rocce e i roveti montani. In quella casa piccina e nera, col tetto coperto di musco giallo e rossastro, ombreggiata da un vecchio pergolato, fra tanta festa di cieli azzurri e di immensi orizzonti silenziosi, da due anni, Saveria scorreva la vita più felice che si possa immaginare, accanto al suo giovane sposo dai grandi occhi ardenti e le labbra rosse come i frutti delle eriche fra cui conduceva i suoi armenti, la sola sua ricchezza. Si chiamava Antonio. Anch’esso dacché aveva sposato la piccola signora dei suoi sogni da pastore, viveva felicissimo; però una leggera nuvola era apparsa dopo due anni di completa felicità sul cielo sereno della sua esistenza. Saveria non lo aveva reso né ancora accennava a renderlo padre! Era una cosa ben triste! Egli l’aveva tanto sognato un bel marmocchio bruno come lui che appena in gambe l’avrebbe seguito su e giù, fra i boschi e le valli, aiutandolo nelle dure fatiche di pastore; un marmocchio che poi, fatto forte giovanotto, la gioia e la speranza dei suoi vecchi, ammogliandosi avrebbe a sua volta tramandato il loro nome e la discendenza dei loro armenti in un altro, e così via pei secoli dei secoli! Tutti gli avi di Antonio erano stati pastori: e questa gloria egli sognava di continuarla ma come fare se non veniva l’erede? Tutto fu messo in opera; promesse, novene, pellegrinaggi. Antonio andò, scalzo e a testa nuda, a piedi, sino al celebre santuario della Madonna dei Miracoli, a Bitti, fece fare una processione, una messa solenne, e promise di dare tante libbre di cera lavorata alla Madonna quante ne avrebbe pesate il futuro figliuolino, ma tutto fu inutile. Saveria restava sottile, sottile, elegante nel suo costume dal corsetto giallo e la camicia ricamata, e la casa non veniva ancora rallegrata dagli strilli del sognato bambino né dalla nenia della mamma accompagnata dal cigolio della culla.
Era una ben triste, triste cosa! Se ne aveva già deposta l’ultima speranza allorché un giorno un’amica di Saveria venne a trovarla e le disse con profondo mistero, dopo i primi complimenti alla francese: – Non sapete dunque, comare Sabé? Peppe Longu mi ha detto che voi non fate figli perché…
– Perché?… – chiese attenta Saveria con gli occhi spalancati.
– Perché? – seguitò l’altra abbassando la voce. – Ci scampi Iddio, ma voi lo sapete, Peppe è un mago di prima qualità, così almeno dicono tutti… e lui stesso mi ha detto che è per opera di una sua magia che voi non avete figli.
– Liberanosdomine! – esclamò Saveria ridendo e facendosi il segno della croce. Come tutte le donnicciuole del villaggio essa era superstiziosa e credeva alle magie, anzi una volta aveva visto coi suoi propri occhi un fantasma bianco vagare pei monti, ma che poi Peppe Longu, per quanto fosse mago, arrivasse a quel punto, ah, questo era troppo! Ma l’altra proseguì, offesa dell’incredulità di Saveria, e tanto disse che finì per convincerla.
Dopo un’ora di chiacchiere accanto al focolare, sulle cui braci Saveria aveva posto a bollire il caffè, ell’era così convinta della magia di Peppe che chiese pensosa alla comare:
– E… ditemi, non la potrebbe disfare questa opera infernale?
– Questo poi no, mi ha detto, questo no! Pare che abbia dell’astio contro vostro marito!…
All’imbrunire Antonio comparve in fondo alla strada rocciosa sul suo cavallino nero e la bisaccia gonfia di formaggio fresco e di ricotta. Mentre scaricava la sua entrata sotto il pergolato, Saveria lo informò di tutto: egli non rise punto, ma aggrottando le folte sopracciglia si contentò di scuotere la testa. E quando tutto fu rimesso in ordine, cavallo, bisaccia ed entrata, Antonio si sedette a piedi in croce accanto al focolare e si fece ripetere la strana novità.
– Ma che diavolo avete con Peppe? Perché si vendica così orribilmente? – domandò alla fine Saveria con grande serietà.
– Nulla!… – rispose Antonio. – A meno che non sia perché mi rido sempre delle sue magie!
– È male! Non hai visto come ha disperso le cavallette che rovinavano la vigna di Don Giovanni? E quelle di Jolgi Luppeddu?…
– È vero… è vero… ma! Vedremo! Domani gli parlerò.
– Ah, se sciogliesse la magia!… – esclamò Saveria.
Quella notte i due sposi sognarono nuovamente un bel bambino bruno; ma l’indomani, per quante preghiere Antonio gli facesse, il mago del villaggio ricusò assolutamente di disfare l’incantesimo. Era un tipo alquanto misterioso quel mago: viveva come tutti gli altri uomini del mondo, però non lavorava mai.
È vero che oltre le magie pubbliche di cui menava vanto, come l’uccidere le cavallette e il sanare le pecore malate con semplici parole misteriose, per cui non accettava compenso alcuno egli riceveva molte visite notturne; però nessuno ci badava e generalmente si credeva che i genî che egli aveva al suo comando gli dessero il denaro e le provviste che abbondavano nella sua catapecchia. Ma forse Antonio la pensava diversamente perché, viste mal riuscite tutte le sue preghiere e anche le sue minaccie, si recò una notte da Peppe e gli promise un bel luigi d’oro purché sciogliesse finalmente la fatale magia. (altro…)