Giorno: 4 giugno 2019

Oven – Festival Internazionale di Poesia 2019

Oven – Festival Internazionale di Poesia 2019
5, 6 e 7 giugno 2019

Oven è il festival internazionale di poesia organizzato dal Centro di poesia contemporanea dell’Uni­versità di Bologna. Il Centro di Poesia nasce dall’esigenza di far incontrare l’attività “militante” di gio­vani poeti con la tradizione culturale ed accademica italiana ed opera da più di vent’anni sul territorio proponendo incontri, laboratori, lezioni e festival di poesia italiana ed internazionale.

Saranno tre giorni ricchi di eventi e protagonisti, che coinvolgeranno diversi luoghi della città di Bo­logna. Questi vanno da una “Lectura Leopardis” alle prime luci dell’alba nella suggestiva Torre Prendi­parte, in cima alla quale si reciteranno versi di Giacomo Leopardi in occasione del bicentenario della scrittura de L’infinito; a luoghi interni all’Università. Nel Dipartimento di Filologia Classica e Italiani­stica dell’Università di Bologna avverrà infatti “Magma”, il primo Meeting Nazionale tra giovani poeti, che vedrà la partecipazione di giovani studiosi e poeti da tutta Italia. Sempre in ambito universitario, presso il Dipartimento di Lingue, Letterature Culture Moderne, ci sarà l’assegnazione del “Premio Lilec” per la miglior traduzione poetica. Aperto a dialoghi tra poesia e narrazione visiva, Oven 2019 prende vita anche nello Spazio Labò, dove si incontreranno il poeta Corrado Benigni e il fotografo Giovanni Gastel per una conferenza-spettacolo a due voci. La Sala del Papa di Palazzo Boncompagni sarà inoltre la cornice prestigiosa nella quale accoglieremo i nostri ospiti nazionali e internazionali, per tutti e tre i giorni del Festival: qui avverrà la cerimonia di conferimento del “Premio Internazionale Elena Violani Landi” al poeta tedesco Durs Grünbein (mercoledì 5 giugno) e la premiazione del poeta dialettale Franco Loi, insignito del premio “Bologna Lecture” (giovedì 6 giugno). Nella giornata conclusiva, nella stessa location, sarà invece il momento della performance poetica del poeta polacco Adam Zagajewski (venerdì 7 giugno). Il Festival Oven si chiuderà con l’antica sfida in versi tra studenti universitari, il Cer­tamen, e con un reading conclusivo in omaggio a Giacomo Leopardi, nella sala “Stabat Mater” della bi­blioteca comunale dell’Archiginnasio.

Comunicato Stampa Oven – Festival Internazionale di Poesia 2019

 

Maria Lenti, Elena, Ecuba e le altre (rec. di Roberto Marconi)

Donne che criticano gli uomini

(sul libro di poesia di Maria Lenti, Elena, Ecuba e le altre, Prefazione di Alessandra Pigliaru, Arcipelago itaca, Osimo 2019)

si ripete che penelope fosse solo un sogno
di omero, che fosse solo sua sorella, ma la
realtà ci guarda bene, perché lei aveva da
tempo lasciato ulisse, farsi i proci comodi
suoi, s’era emancipata ma non vendicata
e poi aveva fondato una scuola di cucito
con allievi maschi; ora compone poesie
R. Marconi

1.

Molte sono le letture, come occorre, che si possono affrontare con un libro. Ad esempio nell’autrice in merito: riconoscere i legami tra le interpreti (protagoniste) e i loro compagni/antagonisti, oppure sfidare direttamente la sua scrittura (sovente essenza di parole significanti) o, andando in media res, far fronte a una importante questione femminile che perdura da una vita e che potrebbe risolvere tante vicissitudini.
Quest’ultima opera poetica di Maria Lenti (Elena, Ecuba e le altre, Prefazione di Alessandra Pigliaru, Arcipelago Itaca, Osimo 2019) è un libro di persone, personaggi, donne in evidenza, scritto spesso come se ogni composizione fosse quasi una sentenza che potrebbe esser fondativa di una resa al merito della convivenza civile, come fosse una specie di lezione sul rispetto dell’altra.
Nel viaggio tra le pagine c’è questo metter in discussione l’idea del Mito, che ci siamo fatti. Autrice che rivede Autori per eccellenza e da una conclusione diversa, femminile, alle leggendarie storie che ci hanno accompagnato negli anni di scuola o nei racconti degli sceneggiati per chi non leggeva o studiava, come a dare voce a chi altri hanno scelto per loro. Chi riscrive più che dare un’ultima parola (almeno stampata) preferisce portare un’altra versione (un’altra chance), quindi rifare, come qualcosa che non è andato a buon fine, una sorta di rivincita, senza fare giustizia, sul percorso storico della vita.
Le vendette sono terribili quanto le colpe (e chi ricoprendo un ruolo importante fomenta paure fa lo stesso gioco).
I versi di Maria sono centellinati (è spesso il timbro di tutta la sua poesia, di questa raccolta come delle precedenti), perentori, quasi aforistici. Qui vuole restituire il verso a tante figure mitologiche, rivedute oggi, dopo il ’68, dopo tanti diritti conquistati e non regalati. Un riscatto dall’essere viste soltanto come incubatrici, all’essere etichettate come scandalose.
Oggi qualcosa è cambiato ma non possiamo fermarci.
In conclusione del libro mi sembra di aver avuto sotto mano un ripasso, veloce, dell’Eneide, dell’Iliade, dell’Odissea, delle Tragedie di Euripide, di Ovidio. Storie scritte all’origine con la voce di questi autori, maschili, ora rivivono con la voce anche femminista di Maria Lenti. Nei termini che caratterizzano appunto la storia dei comportamenti umani. Ribadirlo non fa mai male.
Si taglia il filo per inaugurare questa raccolta con Arianna che s’innamorerà di Teseo, lo aiuterà a uscire dal labirinto e lui come ringraziamento la pianterà in Nasso. L’autrice però riscatta la figlia di Minosse perché, se Teseo se n’è andato, lei in fin dei conti è più “leggera e liberata”; così per la donna più bella, famosa e amata del mondo antico, Elena, che preferisce restare con la sua “ombra”, Paride, e non tornare a Sparta con Menelao.
Opera nella sostanza, questa raccolta, in cui le parole sono dosate proprio per non lasciare forse nessuna rivalsa.

 

2.

Una brevissima rassegna,
————————————————dal ragionar col membro

 

Erifile ad Anfiarao

Per una collana e lenzuola candide
ti avrei indotto a marcire contro Tebe.
Sei così sciocco da scambiare orgasmi
con l’esistenza intera?

———————————————–alla tenerezza dell’Amore

 

Bauci a Filemone

Una carezza il vento tra le fronde
antica fedeltà reciproca,
—————-Filemone,
ininterrotta.

———————————————-dal non annullarsi per un uomo

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