Giorno: 23 Mag 2019

François Nédel Atèrre, Poesie da “Limite del vero” (La vita felice, 2019)

 

Credimi, non so bene se somigli
all’animale cauto di montagna
con l’occhio vivo, o al verme che saltella
sopra una foglia, a un dorso di farfalla,
l’amore che conosco. Di recente
gli ho dato un nome per chiamarlo in strada.
Io lo misuro in tutto ciò che gira
mancando di qualcosa, nelle corde
attorcigliate per ormeggi vuoti,
nell’erba stropicciata, in un pallone
bucato ai ferri di un balcone storto.
E tu nemmeno sai di cosa parlo.
Sfrontato, in mezzo all’orto, è appeso al ramo
e ignora piogge e colline dorate
dopo il tramonto. Ha una buccia sottile,
lucida, sorvegliata dalle fronde.
Se passi, prova a coglierlo. È quel frutto
scampato alla raccolta, che ha più succo.

 

 

È sopra il muro il memento, per poca
cosa che sia, del giardino di casa:
un pezzo di mosaico. Gli anni buoni,
imparalo, hanno i loro riti. Vanno
per strade torte, nell’acqua dei rivi
schiumosa, per le crepe dei mattoni.
Te li ritrovi coi vestiti nuovi
lungo le scale, a volte sulla porta
socchiusa. Fingono di non vederti.

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Ri(e)mozioni novecentesche, Edoardo Sant’Elia

 

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Il libro di saggi di Edoardo Sant’Elia – saggista, poeta – Ri(e)mozioni novecentesche. Dieci saggi narrativi su dieci idee, edito da Studium edizioni (2019) – raccoglie, in una versione rivisitata dall’autore, dieci saggi apparsi negli anni Novanta su “Il rosso e il nero”, rivista fondata e diretta da Sant’Elia. Come fa intuire il sottotitolo, esso si presenta con una struttura architettonicamente concepita, i dieci saggi a loro volta sono raggruppati in cinque sezioni in cui i due saggi presenti sono collegati in un dialogo sotterraneo, per dar vita ulteriormente ad un unico filo, ad un possibile telos che raccoglie in una narrazione unitaria tutti i momenti del libro. Le dieci idee intorno a cui ruotano i saggi sono: il tempo, il sacro, la menzogna, l’idiozia, il viaggio, la paura, l’ombra, lo sguardo, il sogno, la città. Si può dire che alla base della struttura del libro vi sia quasi un’ossessione di ordine matematico di ascendenza pitagorica, ma anche la volontà di dare un ordine alla magmaticità imprevedibile con cui si presenta la realtà. Uno sguardo, al tempo stesso, sereno, ironico e distaccato, che dalla giusta distanza, una distanza d’impronta apollinea, riesce a mettere a fuoco alcune questioni che hanno attraversato il secolo scorso e che ancora ci interpellano. Potremmo dire che la cifra che caratterizza l’intero libro è l’ironia, nel senso etimologico di dissimulazione finalizzata ad una precisa strategia comunicativa, lo sguardo di Sant’Elia sui temi, sulle idee oggetto della sua riflessione è uno sguardo netto ma laterale, eccentrico; coglie il centro della questione da un punto di vista, apparentemente, marginale, facendo interagire tra loro, quasi come se fossero elementi di una reazione chimica, idee, autori, narrazioni, forme espressive, per dar vita a un composto del tutto nuovo e inaspettato. È proprio l’esplorazione delle varie forme espressive che hanno caratterizzato il Novecento – poesia, teatro, cinema, fotografia, pittura, fumetto, letteratura per ragazzi , letteratura di genere – senza alcuna distinzione valoriale tra cultura alta e bassa, l’elemento di profonda originalità del libro, non tanto nell’analisi delle singole forme, ma nel farle interagire tra loro o, meglio, nel farle ruotare intorno al perno di un’idea che le illumina e che da esse a sua volta viene illuminata. Si veda, a tal proposito, il bellissimo saggio sulla paura, in cui sono accostati Lovecraft e Kubrick o il secondo saggio, sul Sacro, dove l’autore, con sagacia interpretativa e sapienza narrativa, mette a confronto le tele di Francis Bacon Studio per un papa – una rivisitazione multipla del ritratto ad Innocenzo X di Velasquez – e l’Aspettando Godot di Samuel Beckett e dalla loro interazione coglie un aspetto fondamentale e tragico della nostra epoca: il sottrarsi del sacro nell’esperienza dell’uomo contemporaneo. (altro…)