Giorno: 14 maggio 2019

Enrico Marià, da I figli dei cani

 

La resa delle onde
nel farsi mare calmo,
l’ultima supplica
morire di te
in un’innocenza d’infanzia.

 

 

Mamma non umiliarti con le guardie
non giurare loro di non vedermi da giorni
né di non avere idea di dove sia,
non raccontargli della tossicodipendenza
del Sert, che sono scappato dalla comunità,
tanto mi sai a Carignano
ad afferrare i manici di una borsa
il tirarli così forte da far cadere
e trascinare a terra
una donna che avrà i tuoi anni;
che penso al frigorifero
l’anima della casa
ai nipoti che lo aprono
al loro sorriso
alle bibite
quel recinto di luce:
eroina che altro non ti chiedo
iniziami alla pietà,
allo sguardo dei bambini
fratelli dei cani.

 

 

Schiuma di fiori
sugli scogli
con mia madre
io bambino restavo
primo orizzonte
il labbro del mare.

 

 

È ancora dare la bocca il culo
per un giubbotto un passaggio
qualche maglione,
ché il giorno è la notte più fredda
abbracciami forte come il mare:
tu il cielo scavata trincea,
tu la vita il morire
assedio d’amore.

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A. (tre recensioni senza recensione)

da “Quel che resta del giorno”, Einaudi 1989, traduzione di Maria Antonietta Saracino

Un quarto d’ora dopo il suo arrivo nella cittadina di A., la cittadina di A. è finita.
Le è bastato il tragitto dalla stazione al bed&breakfast. La cittadina è di quelle che stanno alle loro piazzette principali come un acino d’uva sta ai suoi semi, e poco più. Cittadine così si possono distinguere dalle cartoline esposte nelle tabaccherie, che riguardano più che altro le bellezze dei dintorni, per l’impossibilità a riprendere più di due scorci della cittadina in questione.
Dunque, in un quarto d’ora A. è finita, ma è molto bella, e la proprietaria del b&b molto ospitale. Le ha chiesto se per caso gestisce un blog di turismo o ristorazione, e per un attimo lei si è spaventata, temendo che la sua risposta sarebbe stata il discrimine tra il bagno in camera e la pipì notturna in corridoio, ma non è così, anzi, la sua stanza prevede un disimpegno tra la camera e il bagno e una seconda cameretta con un lettino. Sua sorella, raggiunta poco più tardi al telefono, le consiglierà di puntare la sveglia di notte per provare pure quello.
«Ma il tempo non reggerà», prevede la signora ospitale cerchiandole con una penna i luoghi di interesse su una mappa, tutti a portata di una mano stesa.
«Per sicurezza, allora, mi indichi anche una libreria», risponde. Non si è portata dietro nulla perché aveva in mente di cambiare scenografia ai pensieri, non c’è storia che avrebbe voluto continuare né lasciare in sospeso in un’ambientazione diversa, ma alle brutte non avrà problemi a chiudersi in una stanza d’albergo con un libro per rifugiarsi dalla pioggia. (altro…)