Giorno: 31 marzo 2019

I poeti della domenica #344: Aldo Palazzeschi, Rimini

VELE bianche, vele rosa, vele azzurre
filano verso il porto dell’amore
gonfie d’ebbrezza.
E una nera, pesa e lenta nel fondo,
sgorata di rosso
s’avanza insensibilmente.
In oro perle e ciliegie
Isotta ride:
«Si! Si! Si! Si!
Sigismondo, stringimi!
Voglio sentirmi stretta
più stretta che avvinghiata non m’hai:
per tutto il cielo,
per tutto il tempo,
per tutto il mondo:
Si! Si! Si! Si!»
Dall’alcova di porpora
Francesca guarda il mare:
«Paolo,
per tutto il sangue:
Si».

 

In «Mercurio», Anno III, n. 18, febbraio 1946.

Anna Frank, 31 marzo 1944

Venerdì, 31 marzo 1944.

Cara Kitty,

figurati, fa ancora abbastanza freddo, ma quasi da un mese la gente è già quasi tutta senza carbone. Piacevole, vero? È tornato un po’ di ottimismo per quello che si sa del fronte russo. Notizie formidabili! Io non scrivo molto di politica, però ti so dire dove sono adesso i russi: vicinissimi al confine polacco, e in Romania al Pruth. Hanno quasi raggiunto Odessa. Aspettiamo di sera in sera un comunicato straordinario di Stalin.
A Mosca sparano tanti colpi a salve, che tutta la città ne rintrona; chissà che piacere provano a fare finta che la guerra sia di nuovo vicina! Non conoscono altri modi per manifestare la loro gioia?
L’Ungheria è occupata da truppe tedesche. C’è ancora un milione di ebrei, laggiù, e adesso cominceranno i guai anche per loro!
I pettegolezzi su Peter e me si sono un po’ chetati. Siamo ottimi amici, stiamo molto assieme e discorriamo di ogni argomento. È così fine, che non ho mai bisogno di trattenermi, come dovrei fare con altri giovanotti, quando il discorso cade su di un soggetto delicato.
La mia vita qui è molto migliorata. Dio non mi ha lasciata sola e non mi lascerà sola.

La tua Anna.

 

[Anna Frank morirà il 31 marzo 1945, un anno esatto dopo questa pagina del Diario, nel campo di concentramento di Bergen Belsen]
[edizione di riferimento: Diario di Anna Frank. Traduzione di Arrigo Vita, Arnoldo Mondadori, 1959]

I poeti della domenica #343: Annamaria Ferramosca, Capitano son capitano

Frida Kahlo, Autoritratto con scimmie, 1943
immagine tratta dal libro Trittici dotcomPress 2016
riprodotta su concessione Alinari

 

capitano son capitano
in bianca livrea    una dea
e la ciurma è
ipnotizzata invaghita
mi assorbe mi brancica
occhi carbone all’unisono persi
sul mio profilo irriducibile

non si replica un visoabisso
labbra serrate sul non detto
nell’umore di foresta nel
fogliame largo che mi sfolgora
la bella carne e l’effimero
che tormenta      vela
di lontananza le pupille

negra corona sul capo intrecciata
in forma d’infinito schiavo amore
negro tetto di ciglia sovrappensiero
occhiuragano impenetrabili

 

© Annamaria Ferramosca, da Trittici, dotcomPress 2016