Giorno: 13 febbraio 2019

Rosaria Di Donato, bernadette

Foto di ©Fernando Della Posta

 

bernadette

mi chiamo bernadette soubirous

sono povera sono semplice
amo le cime degli alti pirenei
come lucia i suoi monti
mondella dico quella del manzoni
in paradiso la vidi orante
protetta dal manto
di maria

mi chiamo bernadette soubirous

d’inverno lungo il fiume camminando
in cerca di legnetti e ramoscelli
in massabiele entrai dopo la piena
ove l’acqua ormai ritratta
rami e tronchi copiosamente
avea sospinti

candida nelle vesti come nubi
cinta di cielo
una signora m’apparve

mi chiamò bernadette adorata

nel fulgore della trasparenza
gerusalemme vidi e la sorgente
del tempio
un fiume straripava gorgogliante
di vita ri-gonfio

miseri-cordia sentii
immenso amor-speranza
in sovrumano potere che sana
dio tra l’acque nuove rampollava
sorgente di perdono

folla nella notte lucente
china sul mondo maria
fonte di grazia e pace

mi chiamo bernadette soubirous

sono povera sono semplice
mi portarono via dalla mia grotta
lontano dai monti a nevers
arido senza fiumi il giardino
ma l’anima il paradiso contemplava
ogni singolo istante di dolore
e solitudine

mi chiamo bernadette soubirous

sono povera sono semplice
sono di montagna
ma in vita conobbi la città di dio

mi chiamo bernadette soubirous

 

©Rosaria Di Donato

Caregiver Whisper 58

Mio padre Sebastiano è morto l’11 novembre 2016 per le conseguenze di un adenocarcinoma. A Lucia, mia madre, è stato diagnosticato nel 2014 il morbo di Alzheimer. Quando si è ammalato, mio padre ha iniziato a raccontarmi la sua vita mettendo, così, ordine anche tra le testimonianze confuse di mia madre. Lei ha disimparato cose elementari come vestirsi in modo corretto, lavarsi e mettere le cose in ordine. Io sono il suo caregiver. Come molti altri malati nelle sue condizioni, è spesso irascibile e aggressiva perché non ha più gli strumenti per decifrare cosa le succede intorno. In Caregiver Whisper racconto piccole storie di vita nella malattia, tra le mille difficoltà con cui mi sono dovuto misurare, il più delle volte da solo, e l’ironia che ci ha aiutato a non impazzire nei momenti più difficili. Questa rubrica è dedicata ai miei genitori, alle persone che mi sono state accanto in questo percorso e a chi si trova, come me, a guardare in faccia la realtà, cercando di elaborare un lutto che lutto ancora non è. (altro…)