Giorno: 30 gennaio 2019

Lucio Toma, Tre inediti

Occorre stare attenti quando
si parla, alle parole, al senso.
Anche il verbo che ama,
il più innocente, può celare una lama
e di traverso può mettersi
perfino un pezzo di pane
e il vino per quel che non tace.
In teoria ubriacarsi di verità
potrebbe estinguerci.
Meglio per tutti è l’acqua:
ecco una parola che lenisce
almeno finché dentro non ci finisci
o anche quest’alba che porta
il dono cieco della speranza
sebbene il fiore su cui
si posa l’ago a farfalla
sia solo il mio braccio.

(Grammatica della sofferenza)

 

Qui si muore malati inquinati
sfatti strafatti squattrinati
che siamo noi quelli allo specchio
della tv in serie invitati
a restare impassibili nella sala
da pranzo di questi giorni accettando
l’invito a comparire nel florilegio
delle disgrazie quotidiane
in punta di forchetta.
Siamo noi – per carità – che non ci vada
di traverso il contorno pesticida
di un pomodoro d’importazione.

Eppure è vero
che qui si pensa solo a rimpinzarsi
di torti e di ragioni senza gioia
niente allegria nemmeno dalla Gaia Scienza
che fa miracoli e brevetti interessati.

(Allo specchio della tv)

 

Dico Amore, non pesce-martello
libro-mastro-grano-turco
o forse anche pesce-martello
libro-mastro-grano-turco
al posto di Amore come fosse amore
eppure tu rispondi picche
di Odio. Non ti batte il cuore?

E le distanze si allungano,
diventano ponti come a dire
facciamo due conti.

Ma io non ti biasimo e che non so farci
con i numeri, cerca di capirlo:
diciamo che voglio passarti
solo parole-mattoni
a fondamento
di un altro discorso.

(Incomprensione)

Caregiver Whisper 56

Mio padre Sebastiano è morto l’11 novembre 2016 per le conseguenze di un adenocarcinoma. A Lucia, mia madre, è stato diagnosticato nel 2014 il morbo di Alzheimer. Quando si è ammalato, mio padre ha iniziato a raccontarmi la sua vita mettendo, così, ordine anche tra le testimonianze confuse di mia madre. Lei ha disimparato cose elementari come vestirsi in modo corretto, lavarsi e mettere le cose in ordine. Io sono il suo caregiver. Come molti altri malati nelle sue condizioni, è spesso irascibile e aggressiva perché non ha più gli strumenti per decifrare cosa le succede intorno. In Caregiver Whisper racconto piccole storie di vita nella malattia, tra le mille difficoltà con cui mi sono dovuto misurare, il più delle volte da solo, e l’ironia che ci ha aiutato a non impazzire nei momenti più difficili. Questa rubrica è dedicata ai miei genitori, alle persone che mi sono state accanto in questo percorso e a chi si trova, come me, a guardare in faccia la realtà, cercando di elaborare un lutto che lutto ancora non è. (altro…)