Giorno: 13 gennaio 2019

I poeti della domenica #322: Mariangela Gualtieri, Sento il tuo disordine…

Sento il tuo disordine
e lo comparo al mio. C’è
somiglianza. C’è lo stesso slabbro
di ferite identiche. C’è tutta la voglia
di un passo largo in una terra
sgombra che non troviamo.
Sento il tuo respiro schiacciato
lo sento somigliante
ti sento piano morire
come me che non controllo
l’accensione del sangue.

Anch’io cerco una libertà che mi
sbandieri, una falcata
perfetta, uno stacco d’uccello
dal suo ramo, quando si butta
improvviso e poi plana.

 

Mariangela Gualtieri, Senza polvere senza peso, Einaudi, 2006

I poeti della domenica #321: Stefano D’Arrigo, Pregreca

 

PREGRECA

Gli altri migravano: per mari
celesti, supini, su navi solari
migravano nella eternità.
I siciliani emigravano invece.
Alle marine, nel fragore illune
delle onde, per nuvole e dune
a spirale di pallide ceneri
di vulcani, alla radice del sale,
discesi dall’alto al basso
mondo, figurati sul piede
dell’imbarco come per simbolo
della meridionale specie,
spatriavano, il passo di pece
avanzato a più nere sponde,
al tenebroso, oceanico
oltremare, al loro antico
avverso futuro di vivi.

Isola, sole e luna e moventi
mortali, misteriosi paradigmi
di sfingi, puma, leoni ruggenti
con faccia d’uomo, profilo d’enigmi
rugosi sotto palpebre di belva,
appostati in una oscura parola,
nella loro stessa ombra, in una selva
colore di funebre lava viola.

. . . . .

da Lipari, Milazzo, Caucana,
dal Conzo, dalla Favignana,
dalle miniere di Monte Tabuto
(le gallerie di selci come greti
di fiumi discesi insino
all’aldilà, navigati sepolcreti),
da Monte Pellegrino, nelle grotte
dove qualcuno chiese aiuto
nella profonda notte,
da Levanzo, da Stentinello,
da Megara Hyblea, da Paceco,
da Naxos, per ogni budello
d’arenaria dove la vita un’eco
lasciò fuggendo, una bava
di lumaca sull’ocra, sulla lava,
una frana di formica, un cieco
verso d’uccello, un’impronta digitale
sopra un vaso a spirale,
lo stampo della vita
rigato da un polpastrello,
un grido, un graffio: quello e quello

. . . . .

cacciati di qua, dai ruggenti
enigmi, gli innocenti,
coi perduti averi, le vite,
le labbra per sempre cucite,
emigravano nell’aldilà. (altro…)