Flavia Tomassini, Gennaio (inedito)

foto di Flavia Tomassini

GENNAIO

La Chiesa di Roma ci omaggia
spezza la sera le fredde campane.
Aumenta lo spazio.
Tra i tuoi e i miei passi sui ciottoli crudi.
Palazzi spioventi. La rete cinge il cavedio,
impiglia i capelli morti della vite.
Mi guasta le labbra. Acquiescenza balena fugace,
corroborante l’abbaglio.
I filamenti di luce stringono i muri,
oscillano le luci, il diserbo colto delle aurore
e odio la terra per un infinito istante.
Vino ossidato mi guasta la bocca.
Il nettare posa lungo il lago d’estate
preme l’aria e la mano lo zelo immediato
di prendere la tua.

 

© Flavia Tomassini

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