Giorno: 6 dicembre 2018

Cliquot, la casa editrice del recupero

Cliquot ha iniziato le pubblicazioni nel 2015 e fino al febbraio 2016 ha proposto dieci titoli nel solo formato ebook. Successivamente ha intrapreso la strada del cartaceo.
L’obiettivo di Cliquot è quello di mettere in discussione la scala di valori che l’editoria del Novecento ha come scolpito sulla roccia per via dei limiti del supporto cartaceo. Come diciamo anche nel nostro manifesto, la storia della letteratura è fatta anche di grandi classici mancati, di creazioni trascurate per la difficile reperibilità (perché magari pubblicate in poche copie da un editore minore e poi dimenticate), per la disattenzione degli editori maggiori o per una sensibilità culturale mutata nel tempo. La linea editoriale è dunque animata da questo intento di riscoperta e rivalutazione. In catalogo abbiamo, per esempio, Riso nero di Sherwood Anderson, libro fortemente voluto in Italia da Cesare Pavese che ne curò la traduzione nel 1932 e che, dopo essere stato per anni in catalogo di grandi editori come Einaudi e Adelphi, da trent’anni era fuori stampa e introvabile. Oppure la raccolta di racconti La cosa marrone chiaro di Fritz Leiber, nella quale abbiamo inserito la migliore narrativa breve dell’autore, negli anni sfuggita al colosso Mondadori. (altro…)

La Bibbia. Simon Reynolds, Post Punk 1978-1984

In principio Dio creò il rock, pensò di riposarsi col progressive ma mentre dormicchiava sereno, in un angolo del pianeta qualcuno si prese le mele più marce cadute dall’albero e diede origine al punk. Mettiamola escatologicamente così e non per scherzo, perché per noi adolescenti del 1978 senza Internet e senza Ryan Air era difficile capire cosa stesse succedendo in un luogo lontano lontano che immaginavamo abitato da musicisti in divisa da college concentrati per 15 minuti circa su mellotron, dodici corde e flanger e da dove invece improvvisamente cominciavano ad arrivare scariche elettriche e cortocircuiti di basso inferiori ai 4 minuti. Come era possibile tutto ciò? Ricordo qualcosa di quei giorni confusi: i servizi di Michael Pergolani corrispondente londinese per l’Altra Domenica, gli articoli di Popster (il suddetto Dio protegga nei secoli a venire Carlo Massarini), le trasmissioni di Radio Montevecchia quando la meteorologia lo permetteva e le gite alla fiera di Sinigaglia alla caccia dell’ultimo bootleg. I nomi ce li giocavamo poi tra di noi. Le gite di classe dove nel solare Re-La-Sol di “le bionde trecce gli occhi azzurri e poi…” si cercava la dissolvenza al drammatico Mi minore di “Three imaginary boys” (e anche in questo caso resterà nella memoria il compagno che portò quella cassetta c90). Ma le nostre conoscenze erano frammentarie, legate a rare trasmissioni radiofoniche e televisive o agli articoli che comparivano sul Mucchio Selvaggio e Rockerilla. Conoscevamo i nomi dei gruppi, spesso introvabili e ci affidavamo più al gossip che a una conoscenza del fenomeno. Sì, certo sapevamo che tra il Pop Group e le Slits c’era qualche legame affettivo, (qualcuno ci vedeva anche un’emulazione negli italici Kaos Rock e Kandeggina gang), tutti sapevamo che Robert Smith era stato il chitarrista di Siouxsie, ma oltre questo non si andava. Era difficile vedere un legame antropologico, culturale, progettuale tra i vari gruppi; qualcosa magari lo si intuiva dai cambi di formazione, dalle note di copertine, ma molto molto poco. Abbiamo avuto pazienza però e 40 anni dopo ecco la rivelazione. Simon Reynolds per mano di Minimum Fax ci ha consegnato la BIBBIA: 776 pagine di ricerca minuziosa sui 6 anni che hanno ribaltato la storia della musica, ma soprattutto noi. Pagine dove quei solchi e quei nastri si inseriscono in situazioni culturali ben più complesse e strutturate di quello che ai tempi ci poteva arrivare. Fanzine, case discografiche, manifesti, biglietti di concerti, performance, articoli di giornali, cassette in edizioni limitate, tutto viene scandagliato per raccontare a noi poveri umani da dove usciva e si diffondeva quel verbo. Dai P.I.L. ai Propaganda attraverso Pere Ubu, Lydia Lunch, Devo, Raincoats. (altro…)