Giorno: 3 dicembre 2018

Leggo per legittima difesa – Colapesce e Rosa Cavaliere a teatro

Leggo per legittima difesa
presenta
 
Colapesce e Giulia Cavaliere
 
Romantic Italia
DI COSA PARLIAMO QUANDO CANTIAMO D’AMORE
 
Lunedì 3 dicembre, ore 21:00
Teatro Biblioteca Quarticciolo

Via Ostuni 8, Roma

All’interno della rassegna “Diffondersi: i luoghi del possibile” una serata speciale di musica e parole al Quarticciolo.

Le canzoni di Colapesce e la scrittura di Giulia Cavaliere chiamate a incontrarsi nell’intimità di un teatro.
Un viaggio nella canzone d’amore italiana tra gli anni ’50 e il 2018, un dialogo tra scrittura e musica per raccontare l’ossatura sentimentale della nazione che canta; a partire dal libro “Romantic Italia” di Giulia Cavaliere, fin dentro alle canzoni di Colapesce.
 
Giulia Cavaliere è una critica musicale che da anni dedica particolare attenzione alla canzone italiana. In Romantic Italia, attraverso 80 canzoni, esplora le varie sfumature dell’amore, ma anche la trasformazione della società e della cultura italiana dagli anni 50 a oggi. Romantic Italia è un appassionato invito all’ascolto e alla comprensione anche di quella «musica leggera» che la critica italiana ha forse troppo a lungo ignorato. È tempo di riappropriarsi delle canzoni d’amore, senza eccessiva nostalgia né banali ironie, e di raccontare una storia ricchissima, emozionante e collettiva.
Cantautore e “cantastorie”, Colapesce si porta dietro sin dagli esordi tutta la tradizione melodica e cantautorale italiana, ma si nutre anche di influenze internazionali. Considerato uno dei più talentuosi artisti della sua generazione, ha sempre affiancato una forte passione per il rock d’oltremanica e l’elettronica. Nei suoi dischi ha sempre cercato un punto di incontro fra la modernità e la tradizione, l’elemento nazionalpopolare con quello internazionale, abbinando la sperimentazione a melodie immediate.
 
I due portano al Teatro Quarticciolo una performance di parole, chitarra e voce, che rivela l’aspetto più intimo e suggestivo musica del cantautore siciliano.
 
Per info e prenotazioni:
Tel. 06 69426222‬ – 06 69426277‬ 
FB: LEGGO PER LEGITTIMA DIFESA / TEATRO BIBLIOTECA QUARTICCIOLO
 

Biglietti: € 3,00
Per l’acquisto: http://www.biglietto.it/newacquisto/titoli3.asp?ide=1802

 

“L’iniziativa è parte del programma di Contemporaneamente Roma 2018 promossa da Roma Capitale-Assessorato alla Crescita culturale e realizzato in collaborazione con SIAE”
Rassegna “Diffondersi (i luoghi del possibile)”

Rose Ausländer, Insieme

 

Insieme

Non dimenticate
amici
noi viaggiamo insieme

Scaliamo montagne
cogliamo lamponi
ci lasciamo trasportare
dai quattro venti

Non dimenticate
è il nostro
mondo in comune
quello indiviso
ahi quello diviso

Che ci fa fiorire
che ci annienta
questa dilaniata
terra indivisa
sulla quale noi
viaggiamo insieme

 

Rose Ausländer

(traduzione di Anna Maria Curci)

 

Gemeinsam

Vergesset nicht
Freunde
wir reisen gemeinsam

Besteigen Berge
pflücken Himbeeren
lassen uns tragen
von den vier Winden

Vergesset nicht
es ist unsere
gemeinsame Welt
die ungeteilte
ach die geteilte

Die uns aufblühen lässt
die uns vernichtet
diese zerrissene
ungeteilte Erde
auf der wir
gemeinsam reisen

 

Rose Ausländer

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3 dicembre 1938 – 3 dicembre 2018. Per Antonia Pozzi

Gli anniversari sono sempre ambivalenti: momenti di celebrazione capaci di trasformarsi in un passo falso, vittime di un tranello ben celato. Il fatto, però, che un volume di scritti dedicati ad Antonia Pozzi sia uscito a ridosso di un anniversario importante come gli ottant’anni dalla sua prematura e volontaria scomparsa è solo un evento che va accolto in modo assolutamente positivo. Nessun intento celebrativo; solo il desiderio di affrontare la giovane poeta in modo libero, autorevole, scientifico e scevro da letture stereotipate, dogmatiche, che da anni si ripetono raccontando una favola bella che, evidentemente, qualcuno ancora illude.

La novità forse più evidente di questo volume corposo (oltre 500 pagine), curato da Fabio Guidali e Matteo M. Vecchio, sta nello sguardo ampio e argomentato rivolto alla figura di Antonia Pozzi; sta nell’evocazione della «singolare generazione» cresciuta attorno alla figura del professore Antonio Banfi e soffocata dai tragici eventi storici che modificarono la fisionomia dell’Italia, culminando proprio nel 1938 con l’emanazione delle leggi razziali. Non che i legami tra Antonia Pozzi e la cerchia banfiana non fossero già stati in precedenza indagati, ma è la prima volta che in un volume intenzionalmente si danno il giusto rilievo e il degno riconoscimento alle possibili influenze esterne, agli apporti esterni, facendo dialogare tra di loro i singoli risultati delle indagini per trarne un quadro di insieme nuovo, nonché foriero di future esplorazioni (rapidamente penso ai due contributi di Davide Assael – La lezione di Giovanni Emanuele Barié nel percorso formativo di Antonia Pozzi, e Da Piero Martinetti ad Antonio Banfi. L’Università di Milano negli anni Trenta -; nonché l’affine contributo di Marcello Gisondi, Un giovane maestro: Antonio Banfi teoretico; oppure all’affresco ‘topografico’ di Francesca D’Alessandro, Occasioni di lettura. Vittorio Sereni e la topografia poetica del suo tempo; fino al ‘dittico’ di Matteo M. Vecchio, Notizia su Piera Badoni e Nella Berthier, che tratteggia un quadro di relazioni dirette e indirette con l’universo pozziano).
Ma si dà voce pure al lato negativo della cerchia banfiana, dalla quale in una certa misura Antonia si è sempre sentita esclusa, e che non le risparmierà delusioni cocenti, come il giudizio negativo sulla propria poesia espresso dal professor Banfi, e che porterà la giovane Antonia a ipotizzare la via del romanzo per dare corpo alla sua scrittura.
L’intenzione dei curatori è quella di sottrarre la vita e l’opera di Antonia Pozzi da quella dimensione attuale che l’ha resa un caso letterario, per riconsegnarle – vita e opera – alla «complessità del loro tempo», come viene detto nell’agile ed efficace introduzione, sottraendola da uno «svilimento, che trae origine proprio dal contesto di prima lettura e pubblicazione delle sue Parole»; e nel fare ciò, sia chiaro, non si disconosce la storia anche critica, bensì si parte proprio da questa per contestarne certi esiti (vedi il “non incolpevole” Vincenzo Errante) e, di contro, ribadire la centralità di altri (vedi l’ancora autorevole contributo di Eugenio Montale). Consegnare Antonia ad Antonia stessa, anche con l’aiuto degli strumenti della psicanalisi applicati alla lettura delle poesie, come avviene nel contributo firmato da Matteo De Simone, Sostare in riva alla vita. Note sulla poesia di Antonia Pozzi, al quale va riconosciuto il merito di mettere all’angolo parte della vulgata critica, quella parte per la quale è sembrato «essere difficile riconoscere, anche post mortem, ad Antonia la sua personale storia, costituita da malinconie e angosce ma anche da desideri e speranze.» (altro…)