Giorno: 4 novembre 2018

I poeti della domenica #302: Daniela Attanasio, Davvero è nulla questo procedere

da Roma verso il mare

Davvero è nulla questo procedere
null’altro che il magnifico succedersi
degli alberi, per me la riprovata consuetudine
a smaltire ogni passione in una sorsata di vino

limite della strada, rettilineo cuneiforme
sono le lunghe file delle processionarie
l’alveare nascosto dietro i pini di quel
gran panettone che mi si mostra al sole la
mattina ammantato di cielo la sua cupola verde
è un perimetro certo circoscritto dal gelo
dei suoi assi portanti

altri colori intorno infittiscono l’aria
slittando verso il mare agognato e mai
raggiunto simile a un velo di semplicissimo
azzurro divinizzato a forza come il corredo
della mia fantasia repertorio di resti
ammaestrati un surplus di miseria
e atomi di sazietà

poca misura nella scelta del luogo
così veloce e loquace di versi, sterro di
odori da siepi maleodoranti e chiasmi
di oleandri falciati a metà

a questo in me si contrappone per
siciliana memoria lo stesso fermo
percorso di motori sempre verso una
scuola ordita di presenze traditore là verso
il mare in condizione avversa come
un eterno andare a ritroso e tornare a
questo nulla insensato procedere

Non è lo stesso mare che il mare
di Mondello indora mentre di Sunion
o quello che ricordo era biancore
simile a una benda frettolosa lungo
la liscia parete e la colonna
bianca più delle fasce bianche del mare

diffuso oltre la linea fiacca d’orizzonte
l’amore era memoria o sogno di memoria
inarrestabile scontro di risacca
l’aria pastosa e calda che non manca
d’impietosire perché per caso sono
costretta a subire questo passo caldo
solo perché lo voglio solo perché
da me rimane aperto uno spiraglio di
sufficiente amore, niente mi basta
nessuno sguardo nessun occhio febbrile
la derelitta rotta di vele appuntate
ormai fatte a giochi e a colori è
un insinuante appiglio lo straziante

ritorno a una sola parola

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In © AA. VV. contrAppunti perVersi, a cura di Beppe Costa, Roma, Pellicanolibri, 1991.

Wilfried Owen, Il sogno del soldato

Cento anni fa, il 4 novembre 1918: il giorno che segna la fine della Grande Guerra per l’Italia è il giorno della morte del poeta Wilfried Owen sul fronte occidentale, durante l’attraversamento del canale di Sambre-Oise. Lo ricordiamo oggi con i suoi versi di Soldier’s Dream.

 

Il sogno del soldato

Sognai il buon Gesù che ostruiva degli obici i congegni,
E che durevolmente inceppava tutti gli otturatori,
E che con un sorriso deformava Mauser e Colt,
E ogni baionetta arrugginiva con le lacrime Sue.

E non c’erano più bombe, nostre o Loro,
Neanche un forcone, neanche un vecchio schioppo.
Ma Dio fu contrariato, pieni poteri conferì a Michele;
E quando mi svegliai lui aveva visto e provveduto.

 

Soldier’s Dream

I dreamed kind Jesus fouled the big-gun gears,
And caused a permanent stoppage in all bolts,
And buckled with a smile Mausers and Colts,
And rusted every bayonet with His tears.

And there were no more bombs, of ours or Theirs,
Not even an old flint-lock, not even a pikel.
But God was vexed, and gave all power to Michael,
And when I woke he’d seen to our repairs.

 

Wilfred Owen
(traduzione di Anna Maria Curci)

I poeti della domenica #301: Edith Bruck, Ti nascondi nell’uovo di struzzo

Ti nascondi nell’uovo di struzzo
dietro la pergamena kopta
tra i libri allineati
nella bocca chiusa di tua madre
sul ritratto appeso nel soggiorno
nell’urna etrusca all’ingresso
che non avrà mai le tue ceneri!
Abiti nella mente quando lavoro
penso o dormo,
risiedi nei miei occhi
quando piango
rido parlo o taccio.
Sei nel mio sangue che circola male
ti fai vivo spesso
con una fitta al fegato
con l’emicrania
gli spasmi intestinali
finché sali sali
verso lo stomaco
per fermarti all’altezza
della gola,
la tua presenza diventa indigesta
la tua assenza mi dà la nausea,
vomitando spero in un sollievo,
dello stimolo del parto
nasce un vuoto
che di sera non si addormenta
e la mattina si risveglia.
Non pensarci dicono tutti:
resto in silenzio abbasso lo sguardo
la morte mi strizza l’occhio.

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In © AA. VV. contrAppunti perVersi, a cura di Beppe Costa, Roma, Pellicanolibri, 1991; già in Il tatuaggio, presentazione di Giovanni Raboni, Parma, Guanda, 1975.