Ben Mazer, Poesie di febbraio (trad. di Angela D’Ambra)

 

Ben Mazer
Poesie di febbraio
February Poems[*]

 

1.

Il sole brucia bellezza, senza posa prilla il mondo,
benché ora a letto tu dorma, un altro giorno
alacre te ne vai sul marciapiede, nel tuo paltò cammello,
in un’altra città, con la mano saluti da un battello,
o studi in una biblioteca d’archivio,
come Beethoven, e pensiero è prodigio.
Non struggerti, come i fiori, il tempo e l’atmosfera
o il lombricaio, le piantine inumate in primavera,
al mattino, col caffè, non supporre non m’importi,
ch’io trascuri quell’eterica vita che in vita tu porti.
Oh, averti ora vorrei, in tutta la tua gloria,
del pluri-popolato transatlantico la storia
di ciò che noi fummo, tempo verrà d’obliare
essere così ricchi e transitori, e pure non bramare.

1.

The sun burns beauty, spins the world away,
though now you sleep in bed, another day
brisk on the sidewalk, in your camel coat,
in another city, wave goodbye from a boat,
or study in an archival library,
like Beethoven, and thought is prodigy.
Do not consume, like the flowers, time and air
or worm-soil, plantings buried in the spring,
presume over morning coffee I don’t care,
neglect the ethereal life to life you bring.
O I would have you now, in all your glory,
the million-citied, Atlantic liner story
of what we were, would time come to forget
being so rich and passing, and yet not covet.

 

2.

Mensola infinita, d’oriuolo sguarnita,
la parete uniforme s’interrompe, e con figure scorre,
in solitudine perfette, il tempo s’è fermato,[1]
e il vento va correndo tra le chiome degli alberi:
questa è perfezione, in pura isolazione,[2]
oblio mai tanto pieno d’ogni senso,
ché sono amato, e la finestra deve fermare
la neve che soffia a raffiche dal polo.
Vasto viavai di fiocchi e fiocchi senza speme di terra,
colma il cielo col brulichio[3] di balenii e brillii
sul lustrore del vento, pel mio albero diletto,
e nel tenebrore io so cosa tu sei per me:
oltre le griglie di luci d’appartamenti impilate,
nella parola che è nulla, e nel mondo che è nottate.

2.

Infinite mantel, bereft of a clock,
the flat wall stops, and runs with figures,
perfect in solitude, time has stopped,
and the wind goes running through the hair of the trees:
this is perfection, in pure isolation,
oblivion never so rich with all meaning,
because I am loved, and the window must stop
the snow that comes blowing down from the pole.
Vast earth-forlorn traffic of flake after flake
fills the sky with the bristle of glimmer and glint
on the sheen of the wind, through my favorite tree,
and in blackness I know what you mean to me:
beyond the stacked grids of apartment lights,
in the word that is nothing, and the world that is nights.

 

3.

Mani che siete vecchie e triviali, mai siate troppo
vecchie per ricordare questi lampi di scene:
tu che svieni nel parcheggio la prima notte di nozze,
i prati di Claremont e i loro scintillii di seta;
la grande gioia, in fuga dalla folla,
verso il giardino della festa nuziale,
le doppie uscite per cui gli amanti si dileguano,
o la calma della colazione, lontano da forestieri.
Mani che riposano nelle mie mani, cosa è un anno
di fronte all’inesplicabile, istruttivo ricordo
di mille notti, e mille giorni,
ristoranti italiani dopo i piaceri,
o la ghirlanda di fiori, secchi e vizzi,
che mani recano per deporli sulle tombe.

3.

Hands that are old and are trivial, never be old
too much to remember these flashing scenes:
fainting in the parking lot on your wedding night,
the lawns of Claremont and their gossamer sheens;
the great joy, running away from the crowd,
to the celebratory and nuptial garden,
the twin exits where lovers disappear,
or the calm of breakfast, away from the strangers.
Hands that rest in my hands, what is a year
to the inexplicable, docent memory
of a thousand nights, and a thousand days,
Italian restaurants after the plays,
or the garland of flowers, dried and withered,
carried by hands to place on the graves.

 

4.

La stella ch’è di Mozart è eterna e ardente,
sfavilla lassù in alto per il vetro lucente,
musica emanando in uno scialo di silenzio,
ai malanni terreni dà sfogo l’elucubrare.
I busti in marmo bianco algidi e soli stanno
sulla caminiera, inani, timore instillando
nell’amante che, ora, l’amata assente,
ha soltanto il silenzio cui parlare.
Perché le stelle dovrebbero la terra mirare,
il suo caos e demenza, d’ogni senno la carenza,
se non per ridar vita alle rose, nuovamente,
nel freddo, sfavillante ricordo che rende alla mente
il tempo in cui lieti, nel giardino, tale gioia provammo,
felici di vivere, un ragazzo e una ragazza, nulla più.

4.

The star that is Mozart’s is timeless and keen,
twinkling up high through the window’s sheen,
emanating music in a wealth of silence,
the troubles on earth lucubration vents.
The white marble busts are cold and lonely
on the mantel, useless, instilling fear
in the lover with silence to talk to only,
now the beloved is not here.
Why should the stars look over the earth,
its chaos and madness, of all sense its dearth,
but to bring roses to life again,
in cold, twinkling memory remembering when
happy in the garden, we felt such joy,
glad to be living, just a girl and a boy.

 

5.

Tutte le grandi emozioni, balli e colazioni,
non hanno granché senso, se nulla dura,
se tu dovessi lasciare la persona amata,
inesplicabile come la stella di Mozart su citata,
la bianchezza delle impannate,
l’intimità, e le nomee private
la conversazione infinita, di pregio inestimabile,
quando io t’amerei se mi fosse possibile.
Perché tutto è tenebra, e penuria, ed ansietà,
senza la persona amata prossima, infine,
a capitolare, e fare ammenda,
quasi la vita in sé mai avesse fine;
perché mai dovrebbero lasciarsi, essere soli,
se d’amore vero l’uno ama l’altro, e l’altro solo?

5.

All grand emotions, balls, and breakfasts,
make little sense, if nothing lasts,
if you should leave the one you love,
inexplicable as Mozart’s star above,
the whiteness of the window panes,
the intimacy, and private fames,
the endless conversation, incalculably good,
when I would love you if I could.
Why is all darkness, and dearth, and fear,
without the one beloved near
to capitulate, and make amends,
as if life itself never ends;
why should each go apart, and lonely,
when truly they love each other only?

 

Ben Mazer
(Traduzione di Angela D’Ambra)

 

[*] https://www.moonchildmag.net/paulsrowe.html#

[1] S’arresta ~ s’è arrestato
[2] http://www.treccani.it/vocabolario/seclusione/; http://www.treccani.it/vocabolario/isolazione/
[3] Setole; barba ispida e pungente; to bristle = brulicare > brulichio; arruffare > arruffio. Setolame: attestato in Cherubini (1840: vol. 2°)

 

Nato a New York nel 1964, Ben Mazer è cresciuto a Cambridge (e dintorni), Massachusetts. Poco più che ventenne, ha studiato con Seamus Heaney e con William Alfred, amico di Robert Lowell, seguendo presso l’Università di Harvard. Ha conseguito un titolo di Master e un dottorato di ricerca con Christopher Ricks e Archie Burnett presso l’Editorial Institute della Boston University. La sua prima raccolta di poesie, White Cities, è stata pubblicata da Barbara Matteau Editions (Cambridge, Mass.) nel 1995, con copertina e frontespizio illustrati da Frank Parker, un amico di Robert Lowell. I libri di poesie pubblicati da allora sono Poems (Pen & Anvil Press, 2010), January 2008 (Dark Sky Books, 2010), New Poems (Pen and Anvil Press, 2013), The Glass Piano (Madhat Press, 2015), December Poems (Penn and Anvil Press, 2016), e February Poems (Grolier Poetry Press, 2016). Ben è anche l’editor di The Collected Poems of John Crowe Ransom (Boston: Un-Gyve Press, 2015), Selected Poems of Frederick Goddard Tuckerman (Harvard University Press, 2010), e di Landis Everson’s Everything Preserved: Poems 1955-2005 (Graywolf Press, 2006) che ha vinto il primo Premio Emily Dickinson dalla Poetry Foundation (Chicago). Vive a Cambridge, Massachusetts, ed è redattore della Battersea Review.

 

2 comments

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.