Flavia Tomassini, inediti da “off line”

Foto di ©Flavia Tomassini

 

VEDUTA

Ho visitato un luogo;
era l’indifferenza simile ai preludi
nei film di guerra,
l’austerità spoglia degli affreschi
sciupati, serpeggiante valle
terrena, dall’addome
si dispiega una regione natale,
che conviene, dati i tempi,
ai bottegai
il chiasso cieco dei loro affari.

 

PIACERE

Ci è venuto tutto addosso
tutto a mancare
nel medesimo luogo
in cui pienezza aveva colto
piacere.
Sul letto del nostro amore
dal quale non sapevamo uscire
quando le giornate terminavano
in ritardo sulla cena, cominciavano
a tarda notte
ci alzavamo a parlare insonni
dopo aver troppo agonizzato
il giorno, strette l’una all’altra.

 

LE MANI DI UN CORPO SOLO

Questa sera una mano
ha incontrato l’altra mia mano,
dietro la nuca hanno scambiato
la tenerezza
che le mani non si riservano
quando appartengono alla stessa
persona.
C’è imbarazzo nel lasciare
che le proprie mani
si accompagnino come due,
e non sole
come io sono.

 

PRANZO DI FAMIGLIA

Mi è sembrato di cogliere
un’occhiata di complicità
viaggiare sul tavolo
nella mia direzione.
Veniva da mia madre
ed è già nostalgia
aver pensato che conoscesse
i suoi figli e volesse comunicare
a me di aver compreso
lo sguardo distante;
non posso credere
dopo un primo momento
questo suo gesto compiuto
reale;
ho dismesso tempo addietro
tali dimestichezze,
per non più soffrire.

 

LA FOTOGRAFIA

La dinamica di una istantanea
si decide tra le persone;
quando si è soli
tra le cose,
la natura e l’emanazione.
Se l’emanazione è Dio,
tra l’Uomo e la cosa accanto,
indicibilmente vicina,
si decide.

 

DAI GRADINI DI UN TEMP(I)O

Ti piacerebbe qui,
piacerebbe a lei,
all’altra pure,
a quella che verrà
senz’altro.
Piacerebbe a lui
che vorrebbe baciare
le mie gambe,
a quello che non mi ha
sposata.
Piacerebbe a tutti loro,
a te piacerebbe credo,
credo, lo credo,
o lo penso,
lo credo,
ti ho amata a credenze
senza quasi mai pensare.

 

LETOMOTEL

Nella camera c’è un bagno
composto da due spazi
non affatto dissociati,
visto che l’ingresso nell’uno
provoca la chiusura dell’altro
per mezzo di una porta scorrevole.
Questo concetto designato
tiene impegnata la persona
mentre utilizza die Toilette.
Carlo Gustavo pure in treno
ha dato una versione
di questa comune tendenza
a sovvertire l’ordine sperando,
così che il caso resti un’analogia
tra due ambienti contigui.

 

LA COINCIDENZA

Coltivo eresie
sulla corsa puntando
movenze.
Coincidono i nostri cerchi
fuori quadrante.

 

SECONDO FINALE

Forse se avessimo parlato
di quello che ci andava
non sarei qui annoiata
mentre tu in cima
dici l’amore, suppongo.
Saremmo nude
sedute annoiate
con le mani annodate
a un destino comune.

 

NINNA NANNA

Il mio è un sogno insistente
prima i pugnali poi i cani
feroci mordono le mani
già offese nella vita, quei lunghi spilli
lame sottili, armi, di taglio
fronteggiano il nemico.
Non tutti sognano e forse potrei
smettere anch’io solo quando
chiudo gli occhi li apro e non posso
imitare la pace; sono animale
notturno esempio di cantilena
allegorica fiorita in petto.

 

L’ORA

Ora scrivo così
sugli appunti di un dispositivo
in prestito, niente è mio,
ne traggo gran giovamento,
scomparendo non faccio residuo
ma sono già nel resto,
nella chioma che si conserva
con vitalità inaudita.
Sono tornata felice
di amare chiunque
tu ami felice
io ti benedico.

 

LA GIUSTEZZA DEL TESTO

Non ho scritto questo carattere
la tua calligrafia
mi dice gli abbecedari.

Le aste, le grazie e le pance
disorientano un poco.
Ma questo font è senza anatomia.

Desidero gravide
lettere divergenti
dall’assottigliarsi delle mie.

Il tuo tipo mi vince,
sulla carta e lo schermo
ho già cura di te.

 

Flavia Tomassini ha esordito nel 2008 con la silloge poetica Muschio e Selva edita da Il Filo. Fino a oggi ha preferito non pubblicare nuovo materiale, così da concentrarsi sull’evoluzione della sua scrittura. Il suo blog è flaviatomassini.wordpress.com. Nel 2015 alcuni inediti sono comparsi sul blog letterario Critica Impura.
Vive a Roma.

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