Giorno: 10 settembre 2018

Gian Maria Annovi: poesie da “Persona presente con passato imperfetto”

images

 

detto la tua dentatura
al lenzuolo
la dettatura delle dita / di te
è prossima al dire
alla dizione dittatoriale
che temo

(che tremi anche i cuscini)

il mondo è il bianco del dentifricio
che ficchi nei fori cariati

nel muro / nelle pareti

 

non fare niente
che  non sia lo sparire
non sia     spargimento

di preghiera di piegatura del collo
del piede

persona che scende comete
che slaccia che infila di fiati
che mi fioriscono
i gomiti in fretta  /  le cicatrici

 

il sopore dei punti neri /  dei pori
mi accendeva solo in saponi

supponevo sapessero cose

avevo parole nelle nocchie

(nella notte ti scricchiola la gola)

scrivere:

fare lavori con la saliva

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Le impressioni e i paesaggi di Federico García Lorca (di Paolo Carlucci)

La devozione all’ombra
Paisajes de mi alma

(Le Impressioni e paesaggi di Federico Garcìa Lorca)

 

Il tema del viaggio come devozione all’ombra, che si fa cuscino di sogni e archivio di crepuscoli, andando tra rovine di storia e di fede sommerse da una ragnatela di secoli, è importante nella poetica di Lorca. «Il paesaggio ha/ ragnatele di secoli./ Archivio di crepuscoli/ e di notti», intona con epigrafica forza lirica il poeta granadino. La magica forza della poesia lorchiana, del resto, nasce sempre da un’appassionata trasfigurazione del reale, che si fa canto di radici simboliche.
Le prose di Impresiones y paisajes, una sorta di diario lirico composto tra il 1917 e il 1918, rappresentano bene il nodo tra paesaggio e suggestione interiore. Misticismo e sensualità animano con forza la geografia della visione del poeta: nelle descrizioni romantico-decadenti di luoghi che risvegliano gli occhi dello spirito, come rapiti in una meditazione estetica, Lorca e i suoi amici visitano le città e i luoghi  della più alta religiosità spagnola, come  Avila, il monastero di Silos, o ancora i sepolcri reali di Burgos, o la città perduta di Baeza… In questi vagabondaggi, in cui «le lampade della fantasia si accendono nel ricevere il balsamo profumato dell’emozione», emergono in nuce già molti elementi della poesia e della grande creatività di Lorca. Paesaggi puntellati da giardini e città, spesso in stato di decadenza, danno al poeta del cante jondo emozioni profonde.
I paesaggi della Castiglia, un topos della poesia spagnola, rinascono qui come vertebre di sogni: e nell’andare tra spazi e monumenti vuoti o in rovina, Lorca procede per quadri-retablos di immagini… Il poeta si fa tessitore di una durata interiore proprio nella storicità dell’andare. E così la dimensione simbolica degli elementi naturali e insieme artistici, si fa all’unisono basso continuo di una visione che si risolverà presto nel magico, misterioso duende dell’ispirazione lirica. Sillabe nebulose, ondeggianti d’emozioni, la Natura:

Il mare è
il Lucifero dell’azzurro.
Il cielo caduto
per il desiderio d’essere luce.

Povero mare condannato
a eterno movimento,
che sei vissuto quieto
un tempo là nel firmamento!

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