Giorno: 6 agosto 2018

PoEstate Silva #30: Mario Campanino, da “L’angelo morto”

I.

Ho visto un angelo sul marcapiede
in mezzo a tante irrilevanti cose
come apparso all’improvviso
ma non come una sorpresa
o una cosa serbata
né come un enigma
apparso lì semplicemente
come in un’epifania
non di cosa violata.

 

IV.

Oltre il filo c’era il corpo
afflosciato sul marciapiede
solo un poco disteso
come fosse crollato già morto
e un poco raggomitolato
ma nient’affatto come un bambino
non aveva le mani giunte
non era in posizione fetale
piuttosto ocme una corda buttata a terra
senza nessuna memoria di forma (altro…)

PoEstate Silva #29: Fabrizio Bregoli, Da “Zero al quoto”

Ostello degli inguaribili

Scartocciò foglia a foglia quel granturco
come fosse la pergamena attorta
d’una profezia, lo macinò
chicco a chicco fino ad estrarne indenne
la preziosa filigrana, l’essenza
a colma maturità di quel sole.
Questa la sua sapienza, il catechismo
paziente della terra
per anni a fendere zolle, strappare
loglio e gramigne, scrutare il favore
volubile della luna, fiutare
la scia di pioggia tra le canicole.
Predò giorni, gli stessi che lo visitano
di fretta, che gli corrispondono una
carestia di mani.

Nel suo fosco iride bruciò le nuvole
di tutti i solstizi, vi rovinò
la sabbia d’insaziabili clessidre.
Oggi qui, nell’oppio della sua sera
a assecondare il pieno compimento
del male, a celebrarne la vana terapia.

Dunque non lo inquietò
l’arrestarsi del fiato. E non fu rantolo
ma uno spiccare d’erba, una vela. (altro…)