Giorno: 1 agosto 2018

PoEstate Silva #20: Joris Ivens, L’Italia non è un paese povero

L’Italia non è un paese povero è un film tv del 1960 diretto dal regista olandese naturalizzato francese Joris Ivens.

In tre episodi settimanali sull’Italia e sui cambiamenti provocati dalla sua metanizzazione, questo documentario fu realizzato da Ivens con la collaborazione dei fratelli Taviani, Valentino Orsini, Tinto Brass e con il commento di Alberto Moravia. Censurato e in seguito rimontato, il negativo originale fu fatto sparire. Una copia della versione integrale si salvò grazie a Brass, che o ripose nella sua valigia diplomatica, come lui stesso narra in Quando l’Italia non era un paese povero, altro film documentario di Stefano Missio che racconta le travagliate vicende del lavoro di Ivens.

Tre le versioni esistenti di questo film: quella montata dal regista; la versione rimontata dalla RAI con una lunga intervista a Enrico Mattei fatta da Paolo Taviani; infine la versione “industriale” con il commento in inglese, per un lavoro che aveva una funzione di propaganda manifesta. Brass aveva iniziato a curare una versione per il cinema ma l’accanimento contro questo film fece sì che nemmeno poté concorrere agli Oscar, perché privo del visto di censura. A proposito di questa vicenda si può leggere qui.

Quello di Ivens era un lavoro commissionato dall’Eni di Enrico Mattei (uno dei più brillanti esempi di documentari industriali che hanno permesso la scoperta e la crescita di maestri come Olmi e Bertolucci) e serviva a celebrare la scoperta delle risorse fossili, e quindi combustibili ed energetiche, nel sottosuolo italiano. (…) Ivens nel suo viaggio agiografico vuole scoprire un’Italia ricca ma si imbatterà in un Meridione disagiatissimo (le sue riprese di una famiglia di sette persone che vive in un monastero lucano sconsacrato tra sporcizia, animali e mosche gli sarebbero valse la censura Rai). (Boris Sollazzo, cinematografo.it, 29 marzo 2007)

A questo tema si possono, tra gli altri, ricollegare alcuni documentari recenti, tra cui Il mio paese di Daniele Vicari (2006) e alcuni lavori recenti di Andrea Segre.

Paese di produzione Italia
Anno 1960
Durata 135 min
Dati tecnici B/N
Genere documentario
Regia Joris Ivens
Soggetto Alberto Moravia, Corrado Sofia
Sceneggiatura Vittorio Taviani, Paolo Taviani, Valentino Orsini, Joris Ivens
Produttore PROA Roma
Fotografia Oberdan Troiani, Mario Volpi
Montaggio Joris Ivens, Maria Rosada, Elena Travisi, Misa Gabrini
Musiche Gino Marinuzzi Jr.

PoEstate Silva #19: Lorenzo Mandalis, Tre poesie inedite

Lovers & Lautrec, Jospeh Lorusso ©

SABATO ALL’IKEA

I

Nessuno di noi due credeva d’essere nel mezzo
del cammino della vita. La selva
però c’era. E noi ce la ritrovammo
davanti come un imprevisto.
Non come le solite strade
che eravamo abituati a percorrere
fianco a fianco lungo il mare
coi piedi affondati nelle conchiglie
e isole lontane che ci osservavano
come giganti rospi in uno stagno.
Siamo arrivati da un’entrata secondaria
e abbiamo fatto in fretta a perderci.
Gli alberi erano mobili bianchi
cassettiere taglieri posate frullatori ombrelloni.
Io ero molto confuso. Non mi orientavo.
Tutti gli altri sapevano benissimo
dove andare e come arrivarci.
Famiglie che costruivano così il loro futuro
e discutevano di comfort e design,
indicavano prezzi, confrontavano valori.
Progettavano vite riempiendo angoli della casa
e la commedia umana passava
anche per quelle strette vie
tra set di coltelli, cenci e pela patate.
Ero smarrito. E lei dov’era?
Tra la folla. Poco distante.
Si era fermata a guardare una cameretta:
una tenera scatola col letto a castello
scrivania e qualche sparso scaffale.
Mi sorrise.
Fu la solita dolcezza a ritrovarmi
tra le radure delle mie distrazioni.
Alla fine – mi sono detto –
c’è più futuro in uno di quei divani
che in tutte le mie malcerte visioni
di ombre e cose scadute. Sono questi oggetti
le nostre allegorie, gli scenari a cui aspirare:
la sera, il divano, la televisione, i cuscini
le lampadine da spegnere
prima dei sogni.

II

Carichi di roba abbiamo chiesto poi dove fosse l’uscita:
– Prendete la prima a destra dopo i taglieri
tagliate passando per le posate,
quando arrivate alle lavatrici
dirigetevi verso i materassi.
Lì vedrete il cartello con scritto Casse/uscita.
Seguitelo. Tranquilli, sembra complicato, ma ce la farete.
Tutto andrà per il meglio. – (altro…)