Giorno: 1 luglio 2018

I poeti della domenica #274: Gianmario Lucini, Lettera da un Paese di morti

 

Lettera da un Paese di morti

Voglio concludere di notte
questo lungo viaggio dentro lʼuomo
perché nero è il suo colore e la madre
luna sua unica speranza
sepolta nel cuore di giaguaro.

Scrivo da un Paese Paradiso
spaccato in due dal cemento
segnato dallʼincuria e dal tormento
inflitto a ogni forma di bellezza;

qui dove lʼora suona con la campana e la sirena
e Dio eterizzato sʼaddormenta
dal fetore dei rifiuti a cielo aperto.

Di notte leviamo dai covili
un sordido rancore, dilaga
nel fosco di campagne stralunate
si mescola al veleno delle mafie
allʼarroganza dei forti e alle
legalizzate porcherie dʼun sistema
corrotto dai piedi alla cervice,
duro fino al cuore

e il mattino trova noi tutti un poco
più velenosi di ieri, più scontenti
noi che vogliamo tutto avere senza la fatica dellʼingegno,
maestri dellʼinsipido senza cultura,

noi che non sappiamo più la terra il murmure dellʼacqua,
il profumo del vento sullʼoceano dei prati
siamo un popolo che grufola indeciso nel suo passato e nel futuro
così che scorre il presente e ci ingolfa
in una dialettica improbabile
fra ciò che siamo e che dovremmo essere

e ride il mondo e ci sbeffeggia:
“ecco gli eredi del grande Rinascimento,
il popolo dʼartisti che vive in cicaleccio
mentre muore la sua grande storia
in una sabba di merda e di cemento
svenduto dai corrotti e dai ruffiani;

popolo di pezzenti e teatranti, di ricchi avidi e spietati
popolo indaffarato di scrocconi e lestofanti
piazzaioli imboniti e imbonitori
gente che tutto vuole senza nulla dare
pronta a prostituirsi per unʼesistenza
fatta di niente e “gratta e vinci”. (altro…)

I poeti della domenica #273: Gianmario Lucini, da “Istruzioni per la notte”

 

Sorgerai avvolto dai vapori dell’aurora
al volto solenne del sole
e nubi saranno le tue vesti
i tuoi notabili un popolo di poveri
e di miti custodi della terra.

Saranno falci e marre le tue armi
il tuo esercito una festa di bambini

e tutto il tempo chiuderai nell’attimo
che si dilata all’infinito
nel tuo placido sostare e nel battito
dell’universo intero che trattieni
sospeso tra le dita delle mani.

Sei mia testarda visione, delirio
che rompe ogni argine
della ragione.

S. Vitale a Ravenna, 2010

da: Gianmario Lucini, Istruzioni per la notte, Marco Saya Edizioni, Milano 2015, p. 102