Giorno: 20 giugno 2018

Alessandro Fo, Tre poesie per Edda Laghi Corrieri

esseriumani

Tre poesie per Edda Laghi Corrieri

 

1. Casa di riposo «Il Balcone»

«È questa solitudine» (piangendo)
«… Non la si vince, professosre… Non..
Non la si vince…»

(Più tardi invece) «E questa solitudine
si vince anche… Che vuole, si prende
quello che viene…
E anche la si vince…
Ma è
(piangendo)
che non ho notizie…
ormai non so più niente di nessuno…
Cosa sarà di loro?
Ormai i miei genitori sono anziani…
Io ho già compiuto e passato i novanta»…

Un’altra novantenne in corridoio
si culla stretto al petto
il bambolotto in cui vede un neonato.

 

2. Nuovamente al «Balcone» (di vedetta)

«… Sì, è un po’ noioso… Ma lei qui ha il suo angolo,
questa bella finestra col giardino»…
«… Che vuole… Osservo
quel che fanno gli uccelli
dal primo filo con cui formano il nido…

Lo scorso anno un giorno dei ragazzi
che si arrampicavano sugli alberi,
hanno finito per romperne i rami…

Sto di guardia quasi tutto il giorno.
Ora, da quando ci sono qui io
non è successo più.

Non restano che minime mansioni»…

 

3. Di ritorno al «Balcone»

«Come, non è domenica?
E che mese sarà?…
Forse qualcosa…
come dicembre?…»

(ma oggi è martedì 21 aprile).

«Faccia la brava, allora, e non si scordi
di me»… «Ma noo, che cosa va a pensare?
Lei è troppo lungo per dimenticarla».

da Esseri umani, L’arcolaio, 2018

Caregiver Whisper 30

Mio padre Sebastiano è morto l’11 novembre 2016 per le conseguenze di un adenocarcinoma. A Lucia, mia madre, è stato diagnosticato nel 2014 il morbo di Alzheimer. Quando si è ammalato, mio padre ha iniziato a raccontarmi la sua vita mettendo, così, ordine anche tra le testimonianze confuse di mia madre. Lei ha disimparato cose elementari come vestirsi in modo corretto, lavarsi e mettere le cose in ordine. Io sono il suo caregiver. Come molti altri malati nelle sue condizioni, è spesso irascibile e aggressiva perché non ha più gli strumenti per decifrare cosa le succede intorno. In Caregiver Whisper racconto piccole storie di vita nella malattia, tra le mille difficoltà con cui mi sono dovuto misurare, il più delle volte da solo, e l’ironia che ci ha aiutato a non impazzire nei momenti più difficili. Questa rubrica è dedicata ai miei genitori, alle persone che mi sono state accanto in questo percorso e a chi si trova, come me, a guardare in faccia la realtà, cercando di elaborare un lutto che lutto ancora non è. (altro…)