Mariano Ciarletta: due poesie inedite

foto Mariano

Cocci

C’è silenzio in stanza
intorno alla fiamma danzano farfalle
ignare.
Ho raccolto i cocci
scritti su bianco
cercando di te
aspri sentieri
di vuota memoria.
Sull’ebano della vita
leggo alcune istruzioni
che non sono le mie.
Non ho ancora imparato.

 

Confini

Non parla più
la tavola celeste
in questi giorni di maggio.
Saprò la risposta al termine
della sigaretta che stringi
tra i confini che ho varcato.

 

Mariano Ciarletta non è nuovo alla scrittura; autore sia di poesia sia di prosa, si è distinto in vari concorsi di poesia. Se sul versante narrativo predilige il noir, in poesia – e questi inediti ne sono in un certo qual misura una conferma – il registro privilegiato è quello offertogli da un lirismo introspettivo, testimoniato già nella più recente delle sue raccolte di versi, Il vento torna sempre (La Vita Felice, 2018). L’assenza dell’articolo davanti al sostantivo e un certo uso dell’aggettivazione indirizzano una prima lettura a un radicamento ermetico della lingua poetica di Ciarletta; ma si tratta di una prima lettura che presto lascia spazio alla constatazione del superamento del puro elemento linguistico e l’immissione del dettato nel più ampio disegno di un’introspezione condotta attraverso una sintassi scarna, diretta, in cui si riconosce il Ciarletta aforista della seconda sezione di Il vento torna sempre. (fm)

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