Giorno: 12 Mag 2018

“Da giovani promesse…” 2018. Il festival dal 16 maggio all’1 giugno a Padova

Dal 16 maggio al 1 giugno l’Ufficio Progetto Giovani del Comune di Padova presenta “Da giovani promesse…”, il festival letterario dedicato agli esordi letterari più brillanti e ai giovani autori del panorama editoriale italiano e internazionale.

Nella prima metà di maggio, due appuntamenti in libreria anticipano il festival vero e proprio: domenica 6 maggio, la scrittrice sudafricana Yewande Omotoso presenta “La signora della porta accanto“, mentre giovedì 10 maggio Philipp Winkler incontra il pubblico padovano con il suo esordio, “Hool“.

Il titolo “Da giovani promesse…” parafrasa l’affermazione del critico Alberto Arbasino che descrive l’evoluzione della carriera di uno scrittore che, nato come giovane promessa, spesso attraversa la fase del “solito stronzo” per poi diventare un venerato maestro.

Presentazioni letterarie, incontri di approfondimento, workshop e gruppi di lettura, senza dimenticare gli appuntamenti rivolti scuole: il festival nasce con l’intenzione di coinvolgere un pubblico sempre più eterogeneo e rendere protagonisti i giovani e i loro talenti, valorizzando, al tempo stesso, uno degli spazi culturali più importanti della città, il Centro Culturale Altinate San Gaetano.

moderatori saranno giovani professionisti dell’editoria, critici o scrittori, e dottorandidell’Università, che avranno l’occasione di portare il proprio contributo in un confronto “alla pari” con gli autori, coinvolgendo il pubblico in un dibattito sulle forme del racconto e sulla giovane narrativa italiana.

Non mancheranno gli incontri con gli studenti delle scuole superiori di Padova, che dialogheranno con gli ospiti del festival per scoprire il mestiere dello scrittore e approfondire con loro forme e contenuti della narrazione.

 

Il programma

Quando non diversamente indicato, gli appuntamenti si svolgeranno allo Spazio 35, al piano terra del Centro Culturale Altinate San Gaetano.

Tutti gli incontri sono ad accesso libero e gratuito.

Mercoledì 16 maggio – 18:30

Joshua Cohen
“Un’altra occupazione” (Codice edizioni)

con Giulio D’Antona

Giovedì 17 maggio – 18:30

Mattia Conti
“Di sangue e di ghiaccio” (Solferino)

con Ilaria Gaspari

Venerdì 18 maggio – 18:30

Marco Balzano
“Resto qui” (Einaudi)

con Emmanuela Carbé

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Francesco Lorusso, Il secchio e lo specchio

Francesco Lorusso, Il secchio e lo specchio. Nota di Guido Oldani, Manni 2018

Il secchio e lo specchio, raccolta pubblicata nel marzo 2018, è una conferma della solidità del percorso poetico di Francesco Lorusso. Le cinque sezioni che la compongono – Il secchio e lo specchio, Sette interpunzioni strette, Erosioni marine, Bottino dei naviganti, Se torna il temporale – sono testimonianza di una cura anche nell’architettura di un’opera che già nel suo titolo scopre le carte: essa è giocata, infatti, sulla mescolanza di suoni contigui e sulla pluralità di significati, sul potere evocativo delle parole e, ancor prima, sulla loro capacità di farsi specchio – immagine riflessa, ma anche specchio ustorio – di un mondo da tempo ormai secchio, vale a dire portato di scorte e di scorie. Più riuscita appare l’espressione là dove allitterazioni, assonanze e richiami interni ed esterni trovano esito felice in un respiro del verso meno contratto dall’umor nero, più duraturo e universale pur nella constatazione, necessariamente malinconica, dell’avvenuta ovvero dell’imminente perdita, come avviene nel verso finale, nel magistrale endecasillabo del III componimento della prima sezione: «da una balbuzie digiuna e diversa» o nell’ossimoro rivelatore del VII componimento della stessa sezione: «dentro gli specchi doppi oramai grigi di luce».
Le cronache dell’oramai: questo potrebbe essere un sottotitolo alla raccolta, che, tuttavia, non di rado sa donare lucentezza, proprio per contrasto e per una sapiente composizione del contrasto, alla “parola alla deriva”. Sì, perché è chiaro, che è il logos, tutto parola e pensiero insieme, di cui si narrano naufragi, erosione, risucchiare di gorghi, impantanamenti in infida fanghiglia, sfracellarsi su scogli. Lo specchio contiene anche coscienza del rischio del narcisismo, o, per essere più precisi, del compiaciuto permanere tra le secche della fine. E su questo limite Il secchio e lo specchio di Francesco Lorusso sa conservare un suo equilibrio, delicato e allo stesso tempo allenato da un esercizio quotidiano di osservazione e riflessione.

© Anna Maria Curci

 

Rapsodie diffuse silenziano la notte
ti trascinano fuori dalle acque aperte
da questo fiato inceppato nell’onda.

Sono i corpi che muovono la paura
sul mare delle parole marchiate
da una balbuzie digiuna e diversa. (altro…)

ProSabato: Michele Mari, Io venía pien d’angoscia a rimirarti

9 febbraio 1813

Se il mio signor Padre sapesse che sono ormai alcune settimane ch’io vo disertando la Santissima Scrittura del Diodati per attendere a coteste carte, oh allora sì che sarei servito! Quanto alla signora Madre, nemmen oso pensare al tremendo castigo cui mi serberebbe, chè certo saprebbe scovarne uno buono de’ suoi! Ma in cotesta casa è sempre andato e sempre andrà che si debba vivere come sorvegliati da’ birri, e che non s’abbia pace neanche nel chiuso della propria stanza.
Tardergardo sta studiando in Biblioteca. Dover tener celati cotesti fogli anche a’suoi occhi è un affanno che si aggiunge al precedente, a tacer che osservarlo cosìun po’ da lungi, e secretamente (io che gli ho sempre aperto le porte del mio cuore, fidandomi seco non come a un fratello, ma come a un altro me stesso), m’equivale a carpirne la fede, e a far di me un terzo birro che s’aggiri per casa. Ma come svelargli il mio animo, senza distruggere lo scopo della mia osservazione? Se l’oggetto di questa non è altri che lui, e il suo comportamento sempre più strano da qualche tempo in qua? o infingere, simulando, e tradirlo, e rinunciare a giovargli, non se ne esce. Sento de’ passi. Addio.

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