Giorno: 28 febbraio 2018

Tre inediti di Andrea Astolfi

Dalla raccolta inedita Abbiamo visto un film

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Ti ho tenuto la mano stretta
ti ho passato la bocca sulla faccia
come i cani col gelato del padrone.
Desideravo aprirti presto le gambe
ficcarci potente
dentro e tutto
tutto me.
Poi siamo usciti.
Bevevamo in un posto
che ti piace tanto.
Ti ho scattato una foto quella sera.
Sorridi piano, ti copri la bocca
con la mano bianca
come quando
con la mano prossima venivi alle labbra belle.
Ma che tempo infame a dividerci
che voracità a sbranarci caldi, vivi.
Ora guardo la foto
e scrivo una poesia. Verrà la peste
come con il tempo,
moriremo
saremo sepolti.

*

.

Ti ho baciato
nel vento ti ho preso
in un abbraccio siamo stati, un bacio
senza nome. Ci attendeva
una mattina in un bar
la lunghezza di un’autostrada
che porta lontano, il cuore
di una città vuota e sola,
le porte di una stazione sporca
nel sole di agosto.

*

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La stanza bianca, la finestra
sul mare, i versi dei gabbiani.

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© Andrea Astolfi

 

Andrea Astolfi è nato nel 1990. Sue poesie sono presenti nella Raccolta Pubblica di Poesia (Tempi Diversi 2015; 2017), in Charlas (Tapirulan, 2017) e in Arcipelago Itaca blo-mag (Arcipelago Itaca, 2018). Voce e cofondatore del progetto musicale Personne, con all’attivo l’album Inverso (Autoprodotto, 2016).

Caregiver Whisper 14

Mio padre Sebastiano è morto l’11 novembre 2016 per le conseguenze di un adenocarcinoma. A Lucia, mia madre, è stato diagnosticato nel 2014 il morbo di Alzheimer. Quando si è ammalato, mio padre ha iniziato a raccontarmi la sua vita mettendo, così, ordine anche tra le testimonianze confuse di mia madre. Lei ha disimparato cose elementari come vestirsi in modo corretto, lavarsi e mettere le cose in ordine. Io sono il suo caregiver. Come molti altri malati nelle sue condizioni, è spesso irascibile e aggressiva perché non ha più gli strumenti per decifrare cosa le succede intorno. In Caregiver Whisper racconto piccole storie di vita nella malattia, tra le mille difficoltà con cui mi sono dovuto misurare, il più delle volte da solo, e l’ironia che ci ha aiutato a non impazzire nei momenti più difficili. Questa rubrica è dedicata ai miei genitori, alle persone che mi sono state accanto in questo percorso e a chi si trova, come me, a guardare in faccia la realtà, cercando di elaborare un lutto che lutto ancora non è. (altro…)