Giorno: 26 gennaio 2018

SECOLO DONNA 2017 – Almanacco di poesia al femminile

 

Secolo Donna 2017. Almanacco di poesia italiana al femminile è un libro di circa trecento pagine curato dallo scrittore Bonifacio Vincenzi, ed edito da Macabor Editore, inizia da quest’anno un percorso per evidenziare – si legge nella presentazione – “il cammino pazientemente tracciato dalla scrittura poetica delle donne italiane per arrivare fin qui, in questo ventunesimo secolo, che le vedrà finalmente, protagoniste. Sì, questo secolo potrà contare sulla forza, sulla sensibilità, sull’energia delle donne. Potrà infrangere, una volta per tutte, il comandamento maschile di una sciocca superiorità che anche nel Novecento, in tutti i campi, ha dettato regole reali o occulte, per oscurare il talento delle donne.”

L’edizione 2017 è dedicata a Giovanna Sicari, poetessa di origine tarantina e moglie del poeta Milo De Angelis, scomparsa a Roma il 31 dicembre 2003, una delle voci poetiche pugliesi più autentiche a dimensione nazionale.

Hanno collaborato a questo numero: Milo De Angelis, Roberto Deider, Elio Pecora, Davide Rondoni, Biancamaria Frabotta, Maria Grazia Calandrone, Elio Grasso, Guido Oldani, Rosarita Berardi, Michele Brancale, Pino Corbo, Gabriela Fantato, Anna Maria Farabbi, Luigi Fontanella, Giorgio Linguaglossa, Angela Lo Passo, Gianni Mazzei, Ivano Mugnaini, Maria Pia Quintavalla, Francesca Serragnoli, Gabriella Sica, Emilia Sirangelo, Rocco Taliano Grasso, Claudia Manuela Turco.

La seconda parte, invece, presenta undici poetesse italiane collocate per aree geografiche italiane: Maddalena Bertolini, Lucia Gaddo Zanovello, Fosca Massuco (Nord Italia); Simona Cerri Spinelli, Cristina Laghi, Elisabetta Maltese (Centro Italia); Maria Pina Ciancio, Francesca Dono, Mara Venuto (Sud Italia); Valentina Neri, Sarah Tardino (Italia insulare). Nella parte finale dell’Almanacco c’è uno spazio dedicato a giovanissime poetesse italiane nate negli anni Novanta: Ilaria Caffio, Naike Agata La Biunda, Giulia Martini.

Secolo Donna 2017 ricorda anche due poetesse scomparse: Fernanda Romagnoli e Carmela Pedone. E Rocco Taliano Grasso ne “La Rilettura” presenta il libro Lisa ama il blues della poetessa calabrese Marisa Righetti.

L’Almanacco si chiude con la pubblicazione delle copertine dei libri più interessanti scritte dalle donne nel 2017.

SECOLO DONNA 2017. Almanacco di poesia al femminile, Macabor Editore, a cura di Bonifacio Vincenzi qui

Sfogliando tra le prime carte
di Biancamaria Frabotta

eravamo burattini felici
nei nostri infiammabili corpi di legno

 

Non ricordo il momento in cui Giovanna Sicari si affacciò dalla stretta scala che scendeva verso lo scantinato della libreria romana di Via Ripetta, Al Ferro di Cavallo, dove, gruppetto di giovani poeti nemmeno ancora esordienti, ci riunivamo, per guardarci in faccia, scrutare i nostri sentimenti segreti, leggere con un filo di ansia ma senza tremori i versi meditati giorno per giorno, tra i banchi dell’Università dove qualcuno di noi ancora cercava qualcosa da imparare. Ricordo Dario Bellezza, Amelia Rosselli e con lei Leonardo Sinisgalli in visita. Ma il volto crucciato di Giovanna, il suo riso impossibile, improvviso, ancora un po’ infantile, in quella sede di poesia clandestina non lo ricordo. Non era tipo da turismo culturale, lei, se ci fosse stata ci sarebbe rimasta a lungo. (altro…)

Ostri ritmi #13: Klarisa Jovanović (a cura di Amalia Stulin)

Ostri ritmi è una rubrica a cura di Amalia Stulin che, ogni ultimo venerdì del mese, ci introdurrà a voci della letteratura slovena del Novecento e di oggi. La traduzione sarà della stessa curatrice, che proporrà ad ogni post anche una breve nota critico-biografica sull’autore scelto. Dopo la fortunata serie 1 è il turno di un secondo ciclo della rubrica: Ostri ritmi 2 che aprirà, nel 2018, anche alla prosa. Sarà un’occasione di scoperta di autori mai tradotti in italiano e sino ad ora non affrontati su «Poetarum Silva», con un taglio nuovo, personale e appassionato. Il titolo è tratto da una lirica di Srečko Kosovel: Ritmi affilati.

Alenčica, Matjažu

ko se iz turških
bitk povrneš, ne bom več
jaz, ne boš več ti.

Alenčica a Matjaž[1]

quando da turca
strage torni non sarò
io, non sarai tu

 

Peter Klepec

kaj drevje. plevel,
plevel: koprive, meta,
slak v tvojih prsih.

Peter Klepec[2]

qualche albero. malerba,
malerba: ortiche, menta,
vilucchi hai in seno

 

(altro…)