Giorno: 17 gennaio 2018

UNA COME LEI – incontri e pratiche di poesia a Bologna (gennaio-giugno 2018)

UNA COME LEI
incontri e pratiche di poesia
Biblioteca Italiana delle Donne
Da gennaio a giugno 2018 per 6 martedì

Una come lei è il titolo di una poesia di Anne Sexton.
La poeta unì l’urgenza di comunicare all’esigenza di nominare un problema taciuto: la condizione naturale e innaturale di una soggettività femminile che cercava spazio e parola all’interno della società, in cui pubblico e privato erano inconciliabili, e si era quello che si sarebbe dovute essere.
L’idea di Anna Franceschini e Roberta Sireno, curatrici della rassegna assieme alla Biblioteca Italiana delle Donne è quella di creare questo spazio da costruire nel tempo: un luogo raccolto, esclusivo ed inclusivo, che contenga riflessioni nate da incontri e avvicinamenti sulla poesia e sul fare poesia. Si tratta di un percorso che avrà inizio il 23 gennaio 2018 e terminerà il 19 giugno: un arco di sei mesi con appuntamenti a cadenza mensile per fare il punto sulla scrittura in maniera creativa, attraverso il confronto con autrici che hanno reso salde ed efficaci le proprie parole.

Crediamo che la parola si alimenti nel confronto, l’affermazione e la conferma altra da noi fa diventare parola la parola detta. Sembra un gioco, ma sappiamo di essere quando troviamo le parole per definirci. Creazione e confronto sono le basi, la partenza  di questo tempo dedicato a stare insieme all’interno di un contesto intimo in cui spogliarsi dalle formalità e ridurre le distanze, unendo l’essere autrice con l’essere donna e cosa significhi esserlo, se vale ancora questa differenziazione e, infine, se è necessario affermarla.

Ai laboratori seguirà un momento pubblico, destinato a tutti le/gli interessat*, durante il quale sarà presentato il lavoro editoriale e di scrittura: un momento per dare visibilità e rilievo a donne che si affermano prendendo parola e spazio, raccontando le proprie capacità e le proprie opere. (altro…)

Simone Sanseverinati: da ’45 battiti di cuore’

 

PER SCRIVERTI

Per scriverti, devo lasciare ogni strumento,
devo spezzare ogni incontro, butterò la penna,
brucerò la carta, estrarrò volontà dalle mie dita.
La parola, strumento umano,
è costruzione imponente e di passaggio;
tu m’hai reso architetto,
incentivato e sovvenzionato dal tuo sguardo
ho in me la forza di chi crede
nell’immortalità della materia.

Sono solo un uomo in agitazione,
su grandi pianure ancora ti confondo,
la tua figura sembra un soffio:
sento il movimento senza coglierne lo spazio.

Affrontiamo l’ambiguità dell’universo
come meteore
che oltraggiano la distanza
con la luce emessa dai pensieri.

Non spiego e non intendo comprendere,
perché nell’astrattezza
ti ho gradito in questo sogno
e con i tuoi occhi, mi hai accarezzato nel buio.

Veglia la storia,
affogami con un altro abbraccio
che non duelli col vento.

 

*
Come sorrisi appesi ad un filo di spensieratezza
erano panni lasciati al sole delle esperienze,
troppo bagnati per il mondo.

 

*
Angelo divino,
che piacere carteggiare il tessuto
di lino che sventola nel petto,
giudica la parola
poni al sacrificio ogni contatto
come un rettile in attesa del sole.
Ruota le emozioni del caso
o stringile nei morsi di giustizia,
liberami dai pigmenti della noia
per navigare dalla scia al volo
dove sorridere
ancora.

.

© Simone Sanseverinati, 45 battiti di cuore, Santa Maria Nuova, LeMezzelane, 2017, pp. 64, € 9,90

Caregiver Whisper 8

Mio padre Sebastiano è morto l’11 novembre 2016 per le conseguenze di un adenocarcinoma. A Lucia, mia madre, è stato diagnosticato nel 2014 il morbo di Alzheimer. Quando si è ammalato, mio padre ha iniziato a raccontarmi la sua vita mettendo, così, ordine anche tra le testimonianze confuse di mia madre. Lei ha disimparato cose elementari come vestirsi in modo corretto, lavarsi e mettere le cose in ordine. Io sono il suo caregiver. Come molti altri malati nelle sue condizioni, è spesso irascibile e aggressiva perché non ha più gli strumenti per decifrare cosa le succede intorno. In Caregiver Whisper racconto piccole storie di vita nella malattia, tra le mille difficoltà con cui mi sono dovuto misurare, il più delle volte da solo, e l’ironia che ci ha aiutato a non impazzire nei momenti più difficili. Questa rubrica è dedicata ai miei genitori, alle persone che mi sono state accanto in questo percorso e a chi si trova, come me, a guardare in faccia la realtà, cercando di elaborare un lutto che lutto ancora non è. (altro…)