Giorno: 16 gennaio 2018

Valentina Ciurleo: tre inediti

 

Torre

Era chiuso in quella torre
taceva
e sentiva tutto.
Limiti invalicabili
una diga che trattiene
la vera voce
quella interiore
legarsi nel silenzio
celare il palpito
[chiudersi in due]

 

Pensieri

Li lascio scomposti quei pensieri
-rotti
a far danno in qualche angolo
a remare senza permessi
-senza motivi-
[ è dentro l’esplosione]

 

Lui

Profilo del pensiero
prospettiva che parla
-labbra custodi-
[ lui ]

.

© Valentina Ciurleo

 

Valentina Ciurleo è nata a Roma il 12/10/1973; insegna nella scuola primaria. Si dedica alla lettura, ai gruppi letterari on line: Libri che passione, Leggo Letteratura Contemporanea. Appassionata di poesia e scrittura, da ottobre 2015 partecipa al laboratorio di poesia “…in bilico sui versi”, presso il caffè letterario Mangiaparole. Ha pubblicato alcune poesie con “Poeti e Poesia” nell’opera Impronte67. Scrive sulla rivista letteraria “La Recherche” in un suo spazio gratuito. Ha pubblicato scritti grazie alla rivista on-line Diwali Rivista Contaminata. Ha pubblicato poesie e racconti nelle antologie di Giulio Perrone Editore: Fermarti non posso, ispirata al tema tempo, Un’estate a Roma, nell’ambito del concorso letterario letti di notte, Non solo bianco è il Natale. Ha pubblicato il suo primo libro Oltre la linea dell’emozione, Escamontage Associazione culturale.

Vicente Huidobro, Poesie

Vicente Huidobro
Poesie

Traduzione di Gianni Darconza

 

LA POESÍA ES UN ATENTADO CELESTE

Yo estoy ausente pero en el fondo de esta ausencia
Hay la espera de mí mismo
Y esta espera es otro modo de presencia
La espera de mi retorno
Yo estoy en otros objetos
Ando en viaje dando un poco de mi vida
A ciertos árboles y a ciertas piedras
Que me han esperado muchos años
Se cansaron de esperarme y se sentaron

Yo no estoy y estoy
Estoy ausente y estoy presente en estado de espera
Ellos querrían mi lenguaje para expresarse
Y yo querría el de ellos para expresarlos
He aquí el equívoco el atroz equívoco

Angustioso lamentable
Me voy adentrando en estas plantas
Voy dejando mis ropas
Se me van cayendo las carnes
Y mi esqueleto se va revistiendo de cortezas

Me estoy haciendo árbol
Cuántas veces me he ido convirtiendo en otras cosas…
Es doloroso y lleno de ternura

Podría dar un grito pero se espantaría la transubstanciación
Hay que guardar silencio Esperar en silencio

LA POESIA È UN ATTENTATO CELESTE

Io sono assente però in fondo a questa assenza
C’è l’attesa di me stesso
E questa attesa è un altro modo di presenza
L’attesa del mio ritorno
Io sono in altri oggetti
Vado in viaggio dando un po’ della mia vita
A certi alberi e a certe pietre
Che mi hanno atteso per molti anni
Si sono stancati d’aspettarmi e si sono seduti

Io sono e non sono
Sono assente e sono presente in stato d’attesa
Loro vorrebbero il mio linguaggio per esprimersi
E io vorrei il loro per esprimerli
Da qui l’equivoco l’atroce equivoco

Angoscioso lamentevole
Mi addentro in queste piante
Lascio i miei vestiti
Mi cadono le carni
E il mio scheletro si riveste di cortecce

Mi faccio albero
Quante volte mi sono trasformato in altre cose…
È doloroso e pieno di tenerezza

Potrei lanciare un grido ma si spaventerebbe la transustanziazione
Bisogna mantenere il silenzio Aspettare in silenzio

 

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