Giorno: 20 dicembre 2017

Stefano Ricchitelli: tre inediti

Mine interne

Fasi afasiche di tenebra fulgida,
in equilibrio il mio cuore langue
tra parole di sangue
con la fronte di sudore madida.
In fondo all’assenzio
mi squarto con la biro
il petto immondo.
Non esce che un demonio,
scarto di inchiostro,
in un mondo che avvolge
il suo crine in un feltro.

 

*

Ispirazione

Faccio fatica
a lavorare col sole
il cui raggio sormonta
una manica di solerti e voraci
pionieri del fato.
Nell’oblio di un bias,
obnubilo la vita
in una bettola
di donne e di dadi.
Cecco, Ciacco e Cratino
pare mi invitino a decorare
la mia divisa di gradi.

 

*

Doppelgänger blasé

Non so se Laerte
avesse conserte
le braccia affrante
dall’aria bruna di Itaca.
Capita di attendere
la prole di un ingegno,
che vuole impregnarsi
da un’insolita sorgente
di dubbio ritegno.
Alita invano
la speme diurna,
inerme sogna di essere pregna
ma si desta inumata
nella gola di un’urna,
cinta dall’illusione
di un giorno festivo.
Così anch’io mi credo vivo
da fuggitivo.

.

© Stefano Ricchitelli

Stefano Ricchitelli è nato a Carbonara (Ba) il 2/10/93. Si è diplomato al liceo classico di Molfetta e ora è studente di Lettere Classiche all’Università degli Studi di Bari. Vive attualmente a Bisceglie.

Caregiver Whisper 6

Mio padre Sebastiano è morto l’11 novembre 2016 per le conseguenze di un adenocarcinoma. A Lucia, mia madre, è stato diagnosticato nel 2014 il morbo di Alzheimer. Quando si è ammalato, mio padre ha iniziato a raccontarmi la sua vita mettendo, così, ordine anche tra le testimonianze confuse di mia madre. Lei ha disimparato cose elementari come vestirsi in modo corretto, lavarsi e mettere le cose in ordine. Io sono il suo caregiver. Come molti altri malati nelle sue condizioni, è spesso irascibile e aggressiva perché non ha più gli strumenti per decifrare cosa le succede intorno. In Caregiver Whisper racconto piccole storie di vita nella malattia, tra le mille difficoltà con cui mi sono dovuto misurare, il più delle volte da solo, e l’ironia che ci ha aiutato a non impazzire nei momenti più difficili. Questa rubrica è dedicata ai miei genitori, alle persone che mi sono state accanto in questo percorso e a chi si trova, come me, a guardare in faccia la realtà, cercando di elaborare un lutto che lutto ancora non è. (altro…)