Giorno: 14 dicembre 2017

Sergio Rotino, Cantu maru

Sergio Rotino, Cantu maru, edizioni Kurumuny, collana Rosada, 2017; € 10,00

 

mai cu te
basta cu
te a
tie mai
cu basta a

sempre picca ete

quiddru ca
sempre alli
sempre a
cine alli
muerti se
tae

mai che ti/ basti che/ ti a/ te mai/ che basti a//
è sempre poco// quello che/ sempre ai/ sempre a/
chi ai / morti si / offre

 

*

fatti te
jentu te
jentu e
spentura
fatti te sta
cosa china
te uci ca
sonanu te
cose ca p
parole p
parenu e

struncuniçiate
comu a n
nui
struncuniçiati
da cose ca

ca nu
decimu nu
sapimu comu
se dicenu c
comu se
potenu dire

fatti di/ vento di/ vento e/ sventura/ fatti di questa/
cosa piena/ di voci che/ suonano di/ cose che p/
parole s/ sembrano e// sfracellate/ come n/ noi/
sfracellati/ da cose che// che non/ diciamo non/
sappiamo come/ si dicono c/ come si// possono dire

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Gramsci: Intellettuali e carattere italiano

 

Gramsci, fonte: Istituto Gramsci di Torino

Gramsci: intellettuali e carattere italiano

“Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza”, scriveva l’ordinovista Antonio Gramsci nel ’19. Dietro questo motto, giustamente segnalato da Eugenio Garin in Con Gramsci, vi è l’intuizione che fa da sfondo a una delle più interessanti riflessioni del leader comunista: quella sul ruolo degli intellettuali nella società moderna. Se la borghesia rurale ha i suoi funzionari statali e liberi professionisti, argomenta Gramsci, se la borghesia cittadina fornisce i tecnici delle industrie, l’unica classe produttiva che non possiede dei rappresentanti e che anche quando li produce finisce per perderli poiché assimilati alle altre categorie, è quella contadina. A tal proposito, occorre staccare gli intellettuali dal blocco dominante per creare una nuova cultura che li saldi al popolo, generando un inedito blocco nazionale.

Tornando agli intellettuali classici, restano celebri alcune pagine in cui il sardo traccia il profilo di oratori eloquenti e sentimentali, avulsi dalla realtà effettuale, dalla vita pratica e dai problemi delle masse: si tratta di “parolai”. A questo genere di intellettuali Gramsci replica che “le idee sono grandi in quanto attuabili”, per cui occorre mostrare concretamente la strada da percorrere e, nel farlo, occorre rappresentare una volontà collettiva, essere in grado di organizzarla.

“Gramsci è nell’alveo di Lenin”, scriverà in merito a questa concezione Luciano Gruppi. Gli intellettuali sono gli organizzatori, il trait d’union tra teoria e pratica, gli educatori di un carattere nazionale e internazionale che superi la mera appartenenza a un gruppo socio-economico specifico. E a chi sottolinea un carattere italiano individualista, che vive e si affida ad espedienti piuttosto che a forme organizzative moderne, di stampo politico e sindacale, egli ribatte che il proliferare di forme criminali come le mafie o le consorterie politiche corrisponde all’incapacità delle classi dirigenti nazionali di risolvere i bisogni economici immediati dei cittadini. (altro…)