Giorno: 29 novembre 2017

Daniele Ciacci, da #LibidoSciendi

 

I

In pasto ai sensi
il corpo umano, tipo
libido sciendi:
non credergli, non hai
altro – pur poco – che te.

 

*

III

Ho disposto le mie trappole con attenzione
ho caricato di pietre il trabucco.
Ho apposto il mio sigillo
su qualunque versante vertesse
la conversazione, ho opposto
le nostre visioni per intercettarne
il fuoco comune.
Ho intonato il canto della guerra
che lascia di stucco il nemico
e lo assorda.
Ho sorriso ai tuoi sorrisi,
ho consolato il tuo pianto
ma veramente del tu
no
non te l’ho mai dato.

 

*

V

Il cetriolo nel moscow mule
lo succhio e lo mangio a morsi.
Bello ascoltare dei tuoi corsi
di yoga e di pilates
mentre a ritmo muovi le dita
sulla shicane applicata
allo stacco tra coscia e polpaccio.

Se la minigonna parlasse di te
avrebbe da dire
qualcosa come due lettere:
sì o no senza menzogna
evangelicamente.
È lo spacco sul seno
a darti uno straccio di maternità
ma finta. Il resto è uno tsunami
di feromoni
su un campo di serotonina
che beve la traccia di primavera
lasciata dalla prima ghiacciata
e ne vuole di più.

 

*

IX

(Però era bello
star zitti ad ascoltare
il crepitio
che fa l’aspettativa
in piena gioventù.

Mentre uno cerca
il meglio di se stesso
nell’operare
tocca catrame, ma
tu tu sia sempre tu).

 

*

XII

Sotto il tuo giogo trascini
dolcezza e nostalgia. Come puoi
farlo senza che pesi
l’orgoglio degli uomini?

Porta della misericordia
mentre passi la lingua
sul lobo che amplifica
il cuore che ringhia.

 

© Daniele Ciacci, Libido Sciendi (raccolta inedita)

Caregiver Whisper 3

Mio padre Sebastiano è morto l’11 novembre 2016 per le conseguenze di un adenocarcinoma. A Lucia, mia madre, è stato diagnosticato nel 2014 il morbo di Alzheimer. Quando si è ammalato, mio padre ha iniziato a raccontarmi la sua vita mettendo, così, ordine anche tra le testimonianze confuse di mia madre. Lei ha disimparato cose elementari come vestirsi in modo corretto, lavarsi e mettere le cose in ordine. Io sono il suo caregiver. Come molti altri malati nelle sue condizioni, è spesso irascibile e aggressiva perché non ha più gli strumenti per decifrare cosa le succede intorno. In Caregiver Whisper racconto piccole storie di vita nella malattia, tra le mille difficoltà con cui mi sono dovuto misurare, il più delle volte da solo, e l’ironia che ci ha aiutato a non impazzire nei momenti più difficili. Questa rubrica è dedicata ai miei genitori, alle persone che mi sono state accanto in questo percorso e a chi si trova, come me, a guardare in faccia la realtà, cercando di elaborare un lutto che lutto ancora non è. (altro…)