Giorno: 8 novembre 2017

Sara Vergari, Sulle poesie erotiche di Ritsos e Kavafis

Come vivono i morti senza amore?
Sulle poesie erotiche di Ritsos e Kavafis

di Sara Vergari

 

 

Ci sono collane editoriali che andrebbero comprate e lette per intero un numero dopo l’altro senza troppo domandarsi e con la sola certezza che, giunti al termine, avranno cambiato, sconvolto, emozionato ogni fibra del nostro corpo. Una di queste è Lekythos di Crocetti editore. Nicola Crocetti, fondatore della casa editrice nata nel 1981, è uno degli ultimi grandi intellettuali editori sulla scia di Luciano Foà, Roberto Bazlen e ancora Italo Calvino e Roberto Calasso. La cura estrema e personale di ogni volume rende i libri di Crocetti oggetti preziosi nella forma e nel contenuto. Alla carta pregiata e la raffinata veste grafica, sempre bianca con titolo rosso, si accompagna una scelta di autori che compone un canone isolato in Italia. Il nome della collana, Lekythos, si accorda con le origini e la formazione di Nicola Crocetti, nato in Grecia e studioso di cultura classica. Quasi tutti i nomi delle sue collane in effetti rimandano a una particolare tipologia di vaso greco; nel caso specifico si tratta di un vaso dalla forma allungata usato per oli e unguenti. Il logo stesso della casa editrice è la kylix, una coppa da banchetto.
Lekythos, che conta al momento circa cinquanta numeri, raccoglie una scelta raffinatissima di poesia contemporanea. Una particolare attenzione va ancora alla poesia greca, a cui vengono affidati i primi due volumi della collana con Erotica di Ghiannis Ritsos e Poesie erotiche di Kostantinos Kavafis. I due testi sembrano perfettamente dialogare tra loro, suggerendoci l’avvio di una collana in cui nessun libro sarà un’isola.

Leggendo queste due raccolte che Nicola Crocetti ha scelto e tradotto dal greco (il testo in lingua originale è comunque presente nei volumi) è evidentemente il tema dell’eros a dominare. L’eros in tutte le più sottili sfumature che assume nel significato greco, nella passione bramosa del tatto di un corpo vivo, nello struggimento per il dolore mortale che questo comporta, nella dolcezza del ricordo sfumato e quasi perduto.
La sezione Corpo nudo in Erotica di Ritsos (la raccolta contiene anche Piccola suite in rosso maggiore e Parola carnale) è insuperabile, indigeribile, è una serie purtroppo finita di colpi di lirismo brevi e intensissimi. I versi, spesso ridotti a singole parole, sono crudi, fatti di lessico semplice e quotidiano, che nella sfera sensoriale dell’erotismo assumono una forza carnale e disperata. C’è un corpo lontano dall’io del poeta che un tempo si è lasciato sfiorare con tenerezza e possedere con bramosia e c’è un’assenza insopportabile senza la quale l’arte non sarebbe nata e la vita sarebbe continuata. I versi di Ritsos sono pieni del corpo amato, solido, tangibile ma non delineato da tratti caratterizzanti. È sicuramente di donna ma non femminino, fatto di piedi, ginocchia, unghie, capelli. Sembra un corpo fatto a pezzi dal dolore del poeta, i cui brandelli sono per lui ossessivamente presenti. Al contrario non si costituisce mai l’immagine di una figura intera perché, per quanto sentita come reale e carnale, non si concretizza nell’oggi del poeta. (altro…)