Giorno: 30 ottobre 2017

L’anno che verrà (Pistoia 3, 4 e 5 novembre)

 

L’anno che verrà: I libri che leggeremo

*

***Sabato 4 novembre 2017***
ore 15-19 Auditorium Terzani
Incontro con gli editori Bompiani/Giunti Editore, Giulio Einaudi Editore, Edizioni E/O, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Editori Laterza, Libri Mondadori.

ore 15.00
Saluti e introduzione
ore 15.15 – 16.30
Conversazione con gli editori
Antonio Franchini, Bompiani/ Giunti Editore e Luca Saltini, autore
Marco Peano Giulio Einaudi Editore e Marco Balzano, autore
Modera: Alba Donati (poetessa, Presidente del Gabinetto G.P. Vieusseux

ore 16.30 – 17.45
Conversazione con gli editori
Claudio Ceciarelli Edizioni E/O e Sacha Naspini, autore
Anna Gialluca Editori Laterza e Valerio Valentini, autore
Modera: Benedetta Centovalli (critico e agente letterario, Premio Internazionale Ceppo Pistoia)

ore 17.45 – 19.00
Conversazione con gli editori
Linda Fava Libri Mondadori e Francesco Targhetta, autore
Laura Cerutti Giangiacomo Feltrinelli Editore e Rosella Postorino, autore
Modera: Gianni Montieri (poeta e critico, caporedattore della rivista Poetarum Silva)

ore 21.15
Incontro con gli autori americani Tom Drury e Benjamin Markovits (traduzione simultanea in sala)
Conduce l’incontro Alessandro Raveggi (autore e direttore di TheFLR)
Con Isabella Ferretti 66thand2nd Editore e Serena Daniele NN Editore

***Domenica 5 novembre***
Galleria Centrale
ore 10 – 11
Incontro con gli editori
Stefano Friani Racconti edizioni e Marco Marrucci con Michele Orti Manara, autori
Isabella Ferretti 66thand2nd Editore
Modera: Gianni Montieri (caporedattore della rivista Poetarum Silva

ore 11- 12
Incontro con gli editori
Giorgia Antonelli LiberAria Editrice e Tiziana D’Oppido, autore
Marco Cassini edizioni sur
Modera: Gianni Montieri (caporedattore della rivista Poetarum Silva

ore 12-13.30 Sala Letture Diverse
Speed date letterario a cura di GoodBook.it
Cosa cerchi in un libro? Siedi di fronte all’editore: in quattro minuti cercherà di conquistarti con il libro che fa per te. Compila una scheda con i tuoi stati d’animo e i tuoi gusti letterari. Mostrala a turno ai dieci editori presenti: in soli quattro minuti ti consiglieranno il libro del loro catalogo più adatto a te. A fine evento avrai una lista di nove consigli di lettura fatti su misura per te. Gli editori partecipanti: Liberaria, L’Orma, Marcos Y Marcos, Minimum Fax, NNE, Racconti, 66thand2nd, Sur, Voland
Ingresso libero su prenotazione, scrivendo a info@goodbook.it
Evento facebook: https://www.facebook.com/events/144744562807660

ore 13.30 – 15.00
Pausa pranzo
Al pubblico partecipante agli incontri della mattina che si sarà registrato presso la segreteria entro le ore 10.30, sarà rilasciato, insieme ai materiali informativi e alle istruzioni per l’accesso al sistema wi-fi della biblioteca, un tagliando che darà diritto ad accedere gratuitamente al buffet. Per tutti gli altri sarà in funzione per tutta la durata del convegno la caffetteria della Biblioteca.

ore 15.00 – 16.15
Incontro con gli editori
Claudia Tarolo marcos y marcos e Enzo Fileno Carabba, autore
Alberto Ibba NN Editore
Modera: Antonello Saiz Libreria Diari di Bordo – Libri Per Viaggiare

ore 16.15 – 17.30
Incontro con gli editori
Lorenzo Flabbi e Marco Federici Solari L’orma editore
Daniela Di Sora Voland e Nicola H. Cosentino, autore
Modera: Giuseppe Girimonti Greco (traduttore, redattore della rivista The FLR – The Florentine Literary Review

ore 17.30 – 18.45
Incontro con gli editori
Matteo Codignola Adelphi Edizioni e Omar Di Monopoli, autore
Luca Briasco minimum fax e Danilo Soscia, autore
Modera: Luca Baldoni (poeta, redattore della rivista The FLR – The Florentine Literary Review

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Mauro Pierno, Piccola pasticceria (inediti)

XIII COME SI GONFIA UNA CIAMBELLA
…soffiate le parole nella rima
e contemporaneamente con le dita
premete l’accento tonico
per sbloccare il suo ritmo…
(Nanni Balestrini)
da – LE AVVENTURE COMPLETE DELLA SIGNORINA RICHMON
Quarto libro: Il pubblico del labirinto 1985/1989

1

Folte si sfaldano le opportune frasi
e somiglianze inspiegabili frantumano le sintonie.
Assapori fragranti e sfogliati duplicati pensieri
che del superfluo confezionato sistema
sono l’estasi, la cialda stratiforme, l’esaltante,
pregnante pietanza, friabile pietà, che è sfranta.

2

E cosa nascondono le nostre parole,
profumi intensi e illegittime dolosità.
Lo vedi, lo senti che non è più tempo!
Sgomitare davanti alla sostanza in vitro
aspettando solo il momento opportuno
per montare, diplomatici in un calco(lo).

3

Si amalgamano si assorbono si addensano,
i sentimenti nei nostri strati
si appallottolano. Eppure un calcolo fortuito,
quello si, che trasborderebbe, abbonderebbe in senso.
Senti come la rotondità del verso
ha una sola e unica ingordigia di ascolto: bon-bon!

4

Ammettilo pure il tuo fallimento
e l’ondeggiare assorto tra gli ormoni
sarà perifrasi indecisa, rimpasto soffice,
lo spostarsi attonito dello sguardo fobico,
il vorticare ondoso su un sonetto colmo,
un croissant ironico, che lo sguardo allieta.

5

Eppure sederti accanto è una mistica comprensione
il rimirare assorto quell’infinito che danza.
La stessa – Giacomo sorreggimi – fluttuante immagine lunare.
Mi porto dove il cuore ondeggia la mente
e le tue braccia afferrate hanno alito di autunno,
quei sospiri* quei sussulti di foglie spazzate, ubriache.

6

Come affondano le certezze, sedimentano carezze
ed i cieli bui delle parole esplodono inascoltate;
dovrai pur dirlo, ammetterlo, che la nostra superficialità
è patina superiore, una leggera incomprensione, una deflagrazione!
Tanti, tutti, strati esfoliati di ingordigia emancipata,
lo scricchiolare contorto del tempo, un antico antico tremore.

7

Cosi inestricabile, la fuga sottesa nel tempo
implora il randagio rimescolare notturno.
Dovremo comunque attendere, concludere il giorno,
spolverizzare la notte dalle feritoie del cielo,
nero su nero, discernere il fronte dall’orizzonte ammalato,
raffinare la linea del buio e pazientemente incorporarla.

8

Tutto lo squallore delle parole mostrate,
la rigida dimenticanza che nel pallore muto
fa la curva di un sorriso, anch’esso pieghettato.
Stupido nell’incarto avvolto lo stesso sguardo,
pirottino! che riflette nudo,-
diafano, il volto tuo, caramellato.

9

Una morbida mousse dall’orizzonte ondoso
nel grembo molle di questa riva informe
accoglie umida e rigonfia e impinza
l’enunciato atteso della obesa rima, che’**
schiumose labbra, tue, mia Musa Ansante,
mordono e schiudono acuminate sponde.

10

E cosa sono i fremiti della sostanza
l’adulterare foniche parole,
l’edulcorare viscidi discorsi
nella mattanza della pietanza assolta,
che vive assorta nella distesa piatta,
di un vassoietto amorevolmente offerto.

*sospiri: – la poesia ha le sue regole, ma leggi pure babà dolce più indicato ad essere inzuppato.
**che: – aggettivo qualificativo!, di decurtisiana memoria.

Giovanni Fierro, Gorizia on/off (V parte)

foto gianni montieri

Giovanni Fierro, Gorizia on/off (V parte)

[ai seguenti link potete leggere le parti precedenti:  Gorizia on/off I parte  Gorizia on/off II parte Gorizia on/off III parte Gorizia on/off IV parte ]

 

(#41)

Via Michelstaedter è una strada che fa il suo giro
è una curva senza rettorica né persuasione, è
l’attesa di uno sparo, nel suo essere a fondo cieco.
Adriana Music si toglie le scarpe, la porta chiusa alle
spalle, il tempo aperto le si mostra di fronte. Sulla
via non vede nessuno e accosta la finestra. Sa che
non è più suo il dire “la mia crisi di pianto mi aiuta
ad innaffiare i fiori” e che è l‘ora di sapere di quando
la voce si sdoppia in un ascolto, ogni riflesso di uno
sguardo è il cielo blu che si ritrova. È arrivato
questo momento. Non è più il tempo di confondere
scontrini di attese e scarafaggi di ricordi, di pensare
di avere il cuore a forma di Rosa di Gorizia, la vita
con un’ancora nel mare di ogni tentennamento.
Basta. È l’esatto attimo in cui sa fare un nodo alla
parola più difficile da dire, ‘felicità’. E che ora non
si ripeta mai più. “Ti ho dato la speranza che ho fra
le labbra, il dolce di ogni sapore e la bellezza che so
creare con il silenzio, e ti ho fatto vedere “Daunbailò”
di Jim Jarmusch. Sì, credevo che tutto questo poteva
essere complicità, febbre, calore, fame e morso.
E invece per te era solo l’ansia di un prodigio, la
curata sicurezza di una volontà, un amore”.

 

(#42)

Con il pensiero che il cielo è questa trama di azzurro,
silenzio e separazione, anche quando si appoggia
alle case di Piazzutta, Silvio Onda si ricorda che “già
da ragazzino ho avuto dietro l’orecchio sinistro una
pallina di grasso, minuta. Veniva e se ne andava,
compariva e scompariva. Era la bussola che misurava,
ad intermittenza ma con precisione scientifica, la mia
giovane età. Perché prendevo una direzione e la
sbagliavo, nello stare mi muovevo con un inciampo,
a fatica trovavo le parole giuste per dire. Tutto questo
è rimasto nei decenni arrivati poi, e rinnovato”.
Si toglie il respiro di dosso, allarga lo sguardo e
aggiunge che “da poco più di un anno la ciste si è
ispessita, è rimasta fissa lì, più grossa, sottopelle e
in rilievo, con la sua forza di ricordarmi il mio tempo
di ragazzo, di errori e smarrimento. Due mesi fa ho
preso l’appuntamento in ospedale”. E il suo presente
è adesso, “oggi sono nell’ambulatorio di ottorino,
con l’anestesia, il taglio e l’odore di bruciato,
i quarantacinque minuti d’intervento chirurgico e i
quattro punti di sutura. Spero che sia l’ultima volta
che mi tolgo di dosso la mia età immatura”.

 

(#43)

Gorizia ha un vitino da vespa, in questo caldo
soffre la febbre e come ogni anima sbagliata
a me non sa preferire un fiore. Non conosce
il polline e quando punge, poi per staccarsi
dalla carne, con tutta la sua forza si spinge via,
ed evira il suo corpo, lascia il pungiglione
conficcato e il suo ventre vuoto e cavo. Così
si toglie il fiato, con la forza di una bellezza
che sa fare male. Anche a se stessa. Di tutto
questo ti parlo, e almeno tu sai rimanere. Già, con
te mi arrendo e mi sbaglio e mi dici ‘va bene così’.
A matita scrivo “questa città ha la memoria di
un adulto, quando pensa alla sua infanzia e,
a bassa voce, si dice ‘carezze, non me ne ricordo’”.
La galleria Bombi è sempre il fondo di un respiro
che non si riempie mai, l’occasione per l’aria di
fare una capriola e riuscire a non farsi male.
So costruire un silenzio, è il nodo di lontananza
e ore e minuti rinviati, lo tengo dietro gli occhi.
Nel tuo ascolto mi permetto la verità del mio
primo rinunciare alla protezione, “anche se so
stare nel cielo, e dell’azzurro disegno le direzioni
e la promessa della meteorologia, io ho con te
il limite di una nuvola, porto la pioggia”.

 

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