Giorno: 25 ottobre 2017

Jennifer Poli: La veggente. Inediti

© René Magritte, Le Faux Miroir, Paris 1929

LA VEGGENTE
Poesie da una vita futura

.

Cercavo la pietra, non la croce
………….. lei è quella del vento
che ripete il suo nome –
volevo benedizioni
e non questa folle luce
cercavo nel tuo dischiuderti
un segno
ma ebbi paura dei gigli insanguinati
cercavo un simbolo
in silenzio mi alzai da me stessa
e andai in cerca della cerva-sacrificio
del calice bianco
per assaggiare il vero nome delle cose.

*

Vado dove non c’è un dove
in un tempo senza tempo
dove una donna azzurra si bagna in un’acqua
ancora più azzurra
e i cieli hanno mille occhi
e la solitudine è regina
di un castello senza mura
cavalieri senza testa
danzano
una bambina porta
un candelabro bianco.
E la notte è ladra di nomi
e di destini.

*

Non mi aspettavo questa notte dei corpi
l’uccello bianco ha parlato
lei non sa cosa dire
agli animali verdi e azzurri che la visitano
nei sogni
forse avranno la parola primordiale
inarticolata
e la culleranno
fino a che le sue palpebre di cartapesta
apriranno sul doloroso mattino
dei passeri muti sui tetti.

.

© Jennifer Poli

Jennifer Poli (Milano, 1991) è laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università degli Studi di Milano, dove si sta specializzando in Scienze Antropologiche ed Etnologiche. Compie i suo studi nell’ambito dell’antropologia medica con particolare attenzione alle medicine alternative e lo sciamanesimo. Si occupa di letteratura e poesia femminile del ‘900. Ha scritto per riviste culturali indipendenti (Il Pickwick, Crapula Club) e nel 2015 ha fondato il blog-magazine di narrazioni, critica e poesia Nuove finzioni. Nel 2016 ha partecipato all’antologia poetica Il Segreto delle Fragole (Lietocolle). All’ombra del grembo (Lietocolle, 2017) è la sua opera prima.

 

Georges Simenon, La casa dei Krull

Georges Simenon, La casa dei Krull. Traduzione di Simona Mambrini, Adelphi 2017 (edizione originale 1939)

Senza Maigret, ma con tutta la carica della sua scrittura, La casa dei Krull di Georges Simenon è un romanzo ambientato nel 1933 in una cittadina francese, dinanzi a un porto. I Krull sono una famiglia tedesca. Non sono soltanto i ricordi brucianti della Grande Guerra, non sono soltanto i timori per un regime che ha appena preso il potere  – e già si parla di campi di concentramento – a marchiare progressivamente,  dallo strisciante sottofondo di emarginazione fino alla parossistica e violenta messa al bando, i Krull come stranieri, ostili, infidi, ma lo è soprattutto il permanente meccanismo che concentra sul forestiero, malamente o niente affatto integrato, nonostante la ‘naturalizzazione’, sullo straniero, che come tale è strano, il rigetto del diverso, come avverrà in Andorra di Max Frisch.
Chez Krull (questo il titolo originale), a casa dei Krull, arriva il cugino Hans Krull, allegro (ma fino a che punto?) Hochstapler (sorprendente che lo stesso cognome sia usato in seguito da Thomas Mann per il suo Bekenntnisse des Hochstaplers Felix Krull, Confessioni del cavaliere d’industria Felix Krull) e con l’evolversi incalzante della vicenda – il ritmo è reso ancora più spedito dalle anticipazioni del narratore – chi legge si trova a chiedersi chi sia più strano e straniero, Hans, il millantatore, o la famiglia dei Krull in Francia, ivi compreso l’opposto e pur ‘doppio’ cugino di Hans, Joseph. Di coppie di doppi ce ne sono altre in questa vicenda: la zia Maria Krull, impeccabile e coraggiosa matriarca, e l’ubriacona Pipi, la madre di Sidonie, la ragazza trovata violentata e uccisa per strangolamento (ché di un noir si tratta, comunque) e, ancora, il padre di Hans Krull, del quale apprendiamo solo alcuni dettagli che lo riguardano, e lo zio Cornelius, ieratico e silenzioso patriarca di tempi remoti, che vediamo, ma del cui passato neppure la moglie conosce pieghe e angoli nascosti.
L’estate incipiente non cancella fango, nebbie e minacciose oscurità, e allora ci ritroviamo anche nell’atmosfera di L’écluse N. 1 (un libro di Simenon, con Maigret, però, tradotto in italiano con il titolo Maigret e la chiusa n. 1). (altro…)