Giorno: 21 settembre 2017

Cosedicasa

 

…Esiste però un’altra definizione della poesia, o meglio del poetico: perché qualsiasi arte, dalla architettura alla musica al cinema può essere poetica, quando si struttura attraverso dei
ritmi. E non solo le arti, ma anche un paesaggio, una persona, uno sguardo quando creano dei ritmi e delle situazioni che toccano l’essenza delle cose, anche in questi casi si tratta di poetica…
[Dall’introduzione di Alessandro Mendini]

 

 

 

 

Balconate

Da qui invece
servono lenti diverse
per inquadrare le isometrie
del verde lungo il muro davanti
e concentrarsi sulla conferma
dei gesti per interrogare un orario,
una mancanza
o solo il nome della nuova amica
della vicina
Ci sono fiori qui, erbe aromatiche
e un merlo che reclama briciole,
quanto basterebbe per attirare
un’attenzione.
Di là, dove si appoggiano
soprattutto le attese
la focale si apre
su una visuale più ampia che
concilia la litania del viale
con la metrica dei davanzali
e le piante qui sono stranamente più verdi.


Sacrificale

Solo sotto, oltre la radice del muro
dove ci attraversano gli anni
resta ancora quella crepa sottile
che ti ha lasciato
ed è più possibile un tremore.
Procederai un giorno allo scavo
fino a dove la terra si fa concava
per decifrare la Lineare
delle ombre nella malta
e rinnovarsi così,
perché un giorno le pareti si mescolino
ancora al latte

 

Inverno

L’inferno comincia nel giardino
ricordo di averlo letto da qualche parte
o forse ne abbiamo solo parlato
sfogliando a tavola
un catalogo di piante possibili.
Potevamo mettere delle ciliegie rare
o delle orchidee, mi dici
mentre richiudo il cancello
dietro il nocciolo
prosciugato dai rovi

© Iacopo Ninni, Cosedicasa, Milano, Dotcom press,  2017

             

© Fernanda Scianna               © Fulvia Mendini                           © Antonio Odiardo

 

 

“Le farfalle danzano e le formiche si ingegnano” di Lafcadio Hearn. Anteprima

Pubblichiamo stamane in anteprima un brano da un volume che esce oggi per Exorma Edizioni. Vi auguriamo buona lettura.

Da LIBELLULE

Uno degli antichi nomi del Giappone è Akitsushima, vale a dire “isola delle libellule”, e viene scritto con un carattere che rappresenta una libellula – il quale insetto, ora chiamato tombo, era anticamente denominato Akitsu. Forse il nome Akitsushima, “isola delle libellule”, è stato suggerito, foneticamente, da un nome ancora più antico del Giappone, pronunciato anch’esso Akitsushima, ma scritto in caratteri diversi, che significava “la terra dei ricchi raccolti”. Comunque stiano le cose, esiste una tradizione secondo cui l’imperatore Jimmu, qualcosa come duemilaseicento anni fa, nell’ascendere una montagna per contemplare dall’alto la provincia di Yamato, fece osservare ai suoi accompagnatori come la configurazione del territorio somigliasse a una libellula che si lecchi la coda. Per via di quell’augusta osservazione, la provincia di Yamato venne in seguito designata come la terra della libellula; e in seguito il nome venne esteso a tutta l’isola. E la libellula rimane un simbolo dell’Impero ancora oggi.

[…]

In periodi diversi si vedono differenti tipi di libellule; e le varietà più belle, con poche eccezioni, sono le ultime a comparire. Le libellule giapponesi sono state raggruppate dagli antichi scrittori in quattro classi, a seconda del colore predominante – libellule gialle, verdi (o blu), nere (o scure) e rosse. Si dice che gli insetti macchiati di giallo siano i primi a manifestarsi; che le varietà verdi, blu e nere si facciano vedere solo nel periodo di maggior caldo; e che le specie rosse siano le ultime a mostrarsi e anche a scomparire – svanendo solo alla fine dell’autunno. In un senso vago e generale, queste nozioni possono essere intese come derivate dall’osservazione. Cionondimeno, la libellula è normalmente considerata una creatura autunnale: e infatti uno dei suoi tanti nomi, Akitsu-mushi, significa “insetto d’autunno”. E l’appellativo è davvero appropriato, giacché è solo alla fine dell’autunno che le libellule compaiono in moltitudini tali da farsi notare. Tuttavia per il poeta la vera libellula d’autunno è quella rossa:

Che si dia inizio
all’autunno,
viene decretato dalla libellula.

Oh la libellula!
Si è tinta il corpo
con i colori autunnali!

È colorata con le tinte
delle giornate d’autunno –
la libellula rossa! (altro…)